POST OFFICE di Charles Bukowski

post office

TRAMA: “Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì.” Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall’amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell’alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l’insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all’ippodromo e “movimentate” nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a “guadagnarsi” il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell’immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

Romanzo per certi versi autobiografico dell’autore, racconta le peripezie piu’ o meno veritiere,  ma sempre divertenti, della vita del postino che ha a che fare tutti i giorni della sua carriera con cani mordaci e donne vogliose ma poco appetibili, ma si sa in tempi di carestia ogni donna va bene purchè sia di sesso femminile, anche se in quei tempi a differenza di oggi, era quasi sempre la norma; ovviamente vanno aggiunti alla ricetta colleghi non proprio gentili e un capo particolarmente rompiscatole ma con una moglie notevole che costerà al nostro protagonista il licenziamento in tronco.

La storia è ovviamente ad alto grado alcolico con aggiunta di sfortunatissime puntate alle corse dei cavalli.

Lo stile è perfettamente calzante al puro Bukowsky per cui il lettore abituato a scrittori piu’ sofisticati stilisticamente parlando, probabilmente non apprezzerà i voli pindarici dettati dall’alcol del nostro scrittore.

In linea di massima è un romanzo che va letto sotto la lente del contesto socio-culturale dell’epoca in cui si tendeva a raccontare il bello della società, e i romanzi di questo autore si scontrano brutalmente con questo stereotipo raccontando il brutto e il marcio sella gente comune della sua epoca.

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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