150 anni di romanità

150 anni di romanità
L'accadema Belli celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia all'insegna della romanità.

150 anni di romanità Roma, 8 Settembre 2011

Tra i molteplici festeggiamenti susseguitesi nel corso dell’anno per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia, si fa largo anche un evento strettamente legato al territorio romano.

Il Centro Culturale Accademia D’Arte, Cultura e Tradizione Romanesca “Giuseppe Gioacchino Belli” ha così voluto rendere omaggio alla ricorrenza, organizzando una serie di eventi all’interno dello splendido Parco Labicano, presso l’antichissima Villa De Sanctis, un luogo tanto significativo e storico, quanto (ahimè) poco conosciuto tra il grande patrimonio di Roma.

L’8 Settembre si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, ove si è illustrato il programma della manifestazione che si è svolta dal 10 al 22 Settembre presso Villa De Sanctis, con particolare attenzione alla data del 21 Settembre, data nella quale si è scelto di festeggiare il 220° anniversario della nascita del grande poeta romano Belli, con una rassegna di filmati illustrativi, critica ed interpretazione della vita e delle opere di Giuseppe Gioacchino Belli.

Ma la manifestazione si è arricchita di tanti eventi dedicati alla romanità, specialmente durante il periodo del Risorgimento, quando appunto anche Roma diviene parte della grande Nazione Italia che finalmente si riunisce.

Così possiamo ascoltare i poemi dedicati alla Breccia di Porta Pia, tuffarci nelle illustrazioni Ottocentesche in contrapposizione con le fotografie moderne, in un confronto di urbanistica e paesaggi della Roma Risorgimentale, per passare alla canzone romana da Ettore Petrolini a Romolo Balzani, convolando sulla poesia e la letteratura dedicata all’unione dello stato italiano, tornando ancora sulla storia dell’arte romana nel XIX e XX Secolo. Non mancano inoltre il teatro e la prosa, nonché un coro polifonico che ha intonato canti romani, romaneschi e risorgimentali in quadrifonia.

Particolare attenzione anche al tema di Rivoluzione e Risorgimento, un argomento mai come ora attuale, che ha visto ora i protagonisti tanti paesi del Mediterraneo. In questo speciale pomeriggio, si è quindi dibattuto su quando sia lecito ribellarsi al potere dispotico e rivendicare la propria libertà. Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.

La manifestazione è stata inoltre affiancata, durante tutto il programma, da una mostra di arte, artigianato e testi letterali di 40 artisti, all’insegna del tema de “La Rivoluzione”, quella stessa che ha reso l’Italia un paese unito, sotto un’unica bandiera.

Le 140 opere comprendono inoltre 40 litografie a colori di Bartolomeo Pinelli, che raccontano il panorama romano risorgimentale, confrontate da 30 fotografie della Roma odierna: un viaggio ispirato sia alle litografie del Pinelli sia alla Roma periferica.

La stessa mostra si è poi spostata nel cuore di Roma, presso Madonna dei Monti, in modo da essere visionata dal maggior numero di persone: un ponte che unisce la città intera, dalla periferia al centro storico, dove tutt’ora pulsa e vive la romanità più pura.

L’Accademia Giuseppe Gioacchino, nata nel 1970 e presieduta da Giuseppe Renzi, è oggi una associazione culturalmente vivace, con oltre 6000 iscritti tra i quali in veste di presidenti onorari troviamo tutte le più alte cariche capitoline e del Lazio, comprende inoltre tantissimi personaggi della cultura e dello spettacolo che hanno portato con sé in giro per il mondo, l’essere Romano e la Romanità.

L’Accademia è anche nota per il prestigioso concorso internazionale Giuseppe Gioacchino Belli ed il concorso Nazionale Mario Dell’Arco, due concorsi che mirano a scovare e valorizzare talenti artistici e a far conoscere i grandi poeti romani come il Belli, il Trilussa e lo stesso Mario Dell’Arco.

Un prestigioso riconoscimento che vede premiare i vincitori proprio nel Campidoglio, in dicembre.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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