L’arte d’improvvisazione teatrale

L'arte d'improvvisazione teatrale
Match tra Roma e Ischia.

L'arte d'improvvisazione teatraleTeatro Aurelio, 13 Gennaio 2012, Roma

Tornano i match di improvvisazione teatrale al Teatro Aurelio di Roma, per l’emozionante derby del sud Roma – Ischia, una sfida tra i gruppi teatrali amatori che vedrà i vincitori volare in finale per il grande incontro che ne decreterà l’assoluto vincitore.

Sul palco, il presentatore scalda la platea e spiega le regole che coinvolgono anche il pubblico; a disposizione di ognuno vi è difatti un cartoncino bicolore che permette di votare, ad ogni fine singolo “scontro”, la quadra vincitrice, accreditandone un punto per ogni vittoria.

Vi è anche un secondo fogliettino dove gli spettatori possono scrivere proponendo un tema e una categoria e dopo una cernita, il tema più divertente potrà essere interpretato dalle due squadre durante la stessa serata.

Subito dopo fanno l’ingresso gli attori che iniziano i riscaldamenti, come se si assistesse proprio a una partita di calcio; eccoli dunque saltare, stendere i muscoli facciali, agitare mani e piedi ed indossare delle magliette numerate.

Come in ogni match che si rispetti, non può mancare la figura chiave che decreta il vincitore e fischia i falli, ovvero l’arbitro.

L’onnipotente arbitro raccoglie a sé i giocatori per il rituale “Inno del match di improvvisazione teatrale” ed il pubblico si alza in piedi e con solenne mano sul cuore, accompagna gli attori nel canto.

Per non fare la figura degli improvvisati, potete scaricare l’inno dal sito dell’associazione culturale Teatrate, la quale organizza corsi e spettacoli teatrali.

Nei match di improvvisazione teatrale, difatti, nulla è lasciato al caso; i corsi biennali di teatro e di disciplina teatrale preparano gli attori a calcare le scene, in questa forma d’arte esilarante.

L’allievo è invitato a svuotare la mente, ad essere ricettivo, creativo, a sviluppare un lavoro di gruppo ed a ritagliarsi uno spazio in scena, del quale è sia l’autore che il regista.

La chiave di successo di questi spettacoli è determinata dall’affiatamento che gli attori riescono ad instaurare tra di loro, accompagnata da una creatività disarmante, la quale permette agli stessi di saltare da un genere all’altro, in pochissimi minuti.

I migliori allievi di questi corsi si “sfidano” poi nei match di improvvisazione teatrale, i quali possono poi aspirare, dopo altri studi, alla categoria dei professionisti.

L’arbitro fischia per raccogliere su di sé l’attenzione e declama il primo di una serie di temi e tecniche sui quali gli attori dovranno improvvisare. Pochi secondi di raccoglimento tra le squadre, in cui ognuno decide se prendere parte allo “scontro”, indicando agli altri quale stato emozionale vuole dare al suo personaggio: ovviamente sempre in perfetta linea con il tema indicato dall’arbitro.

Da spettatore, non sai mai cosa vedrai in scena; come loro, affronterai le peripezie e alle complicazioni dovute all’improvvisazione di ogni singolo giocatore, come accade ad esempio nel tema della storia scelta, come la “Sceneggiata Napoletana”.

La squadra di Ischia forse è leggermente favorita in questo frangente (per via del linguaggio genuino più veritiero) ma la bravura di tutti gli attori nell’affrontare il tema in chiave neo-melodica, calandosi nei classici sceneggiati napoletani in soli 6 minuti, ha davvero ottenuto un successo strepitoso a tutto beneficio del pubblico, che ha riso e partecipato con numerosi applausi.

Esilarante anche la storia di “Biancaneve e i sette nani” interpretata in poco meno di 5 minuti; la stessa storia si è poi ripetuta in successione in 3 minuti, in 1 minuto e mezzo e in soli ’30 secondi.

In questo “esercizio” occorre avere coordinazione e un’ottima memoria, per ripetere le stesse azioni e interazioni con gli altri attori, anche se le battute possono variare di volta in volta. In questo caso, lo specchio-attore romano della Strega Cattiva è riuscito a calamitare l’attenzione del pubblico: un vero e proprio beniamino che ha suscitato ilarità anche in altri sketch.

La sfida tra Roma e Ischia prosegue alternando storie russe dal sapore erotico, cori gospel che invocano saldi, storie d’amore con in sottofondo canzoni Sanremesi ed il tema proposto dal pubblico, ove per protagonista vi è un oscuro cavatappi.

Un pubblico divertito, ma anche molto attento, il quale ha sottolineato il mancato utilizzo del suddetto oggetto; questo a dimostrare che l’interazione tra gli attori e il pubblico è attiva e molto forte.

Recitazione, canto e talvolta ballo sono forme di espressione che vengono usate dagli attori per interpretare i loro personaggi sul palco. Una forma d’arte completa quindi, che prelude un approfondito studio di diverse arti.

Il match viene vinto dalla squadra di Roma che diviene una delle finaliste del campionato amatori. In realtà, a mio modesto parere, il match si chiude in pari.

I match di improvvisazione teatrale sono una forma teatrale divertente, che fanno divertire il pubblico e coloro che li interpretano.

Se vorreste cimentarvi anche voi, non vi resta che partecipare e magari da spettatori, vi ritroverete dopo pochi incontri, sul palco.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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