SANTA MARIA IN ARACOELI

Prima di visitare questa chiesa ciò che più colpisce è la lunga e ripida scalinata che porta alla sommità del colle dove è stata eretta la chiesa stessa.

La scalinata fu costruita nel 1348 a spese del Popolo Romano, ce lo ricorda una lapide, ad opera di Lorenzo di Simone Andreozzi.

I suoi 124 scalini provengono dal Tempio di Quirino e da altri monumenti  antichi.

Quest’opera fu realizzata per ringraziare la Madonna che aveva preservato la città dalla peste che aveva flagellato l’Italia, costò 5.000 fiorini e venne inaugurata dal tribuno Cola di Rienzo.

La facciata della chiesa è in mattoni e in origine era previsto un rivestimento in mosaico, ma solo una piccola parte venne messa in opera e rappresenta il sogno di Innocenzo III e fu eseguito da Jacopo Torriti.

Sopra i tre portali in origine c’erano tre rosoni , quello centrale fu rimosso e sotto il pontificato di Urbano II Barberini (1623-1644) fu sostituito da una finestra in vetri policromi che riproducevano le api dello stemma barberino.

Inoltre sulla stessa facciata fu istallato nel 1412 il primo orologio pubblico , costruito da mastro Ludovico da Firenze, e che rimase in funzione fino al 1806 quando fu trasferito sulla torre del Palazzo Senatorio, quindi ora c’è rimasto solo il buco a far bella mostra di sé.

Nell’interno della chiesa si può ammirare la Cappella di S.Elena eretta nel 1605 da mons. Girolamo Centelles, la Cappella sorge dove, secondo la leggenda, l’imperatore Augusto ebbe la visione di una Donna bellissima con in Bimbo in braccio.

Sotto una cupola ottagonale è utilizzato quale altare una splendida urna in porfido del XII secolo al cui interno è staro ritrovato un cofanetto di legno dorato contenente le reliquie di S.Elena.

Nel 1963 sono stati eseguiti dei saggi di scavo ed è venuto alla luce l’antico altare che ha dato vita alla leggenda.

Degno di nota è il soffitto dorato e policromo realizzato, sempre a spese del Popolo Romano, tra il 1572 e il 1575 in ringraziamento alla Madonna per la vittoria cristiana sui turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Nei dipinti con al centro la Madonna col Bambino ci sono gli stemmi di Pio V (1566-1572) e di Gregorio XIII (1572-1585), oltre a quello del  Senato Romano e a navi stilizzate e simboli marinari per ricordare la vittoria di Marcantonio Colonna.

Ma non si può parlare di questa chiesa senza ricordare il Bambino dell’Aracoeli che ne è sicuramente il simbolo e la cosa più preziosa.

Questa piccola statua in legno di olivo del giardino dei Getzsemani arrivò a Roma dopo un naufragio ed è cara a  tutti i bambini della città. A Natale viene esposto nel Presepe e riceve lettere da tutto il mondo.

All’inizio del secolo scorso era tradizione che per Natale i bambini recitassero per il Santo Bambino poesie e buoni propositi.

Spero che tutto questo vi abbia incuriosito e trovando un po’ di coraggio vi spinga a salire quei 124 gradini e vi assicuro che solo per la vista che si gode da lassù ne sarà valsa la pena.

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Attempata signora innamorata di Roma, della sua storia e delle sue tradizioni ma attenta e curiosa verso le scoperte e le tecnologie del futuro.

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