Neve a Roma

La Capitale torna ad imbiancarsi.

Neve a Roma4 Febbraio 2012, Roma

La nevicata del 1985 ormai non è più soltanto un ricordo e dei vecchi scatti fotografici su pellicola; Roma quest’anno ha voluto stupire i suoi abitanti e migliaia di turisti con un effetto davvero molto speciale.

La neve così abbondante non cadeva ormai da più di vent’anni; il panico iniziale, dovuto appunto alla straordinarietà dell’evento e della non abitudine dei romani alla coltre bianca, ha poi lasciato spazio allo stupore ed alla gioia. Migliaia di romani, quando la bufera è cessata, si sono riversati sotto il simbolo di Roma per eccellenza, ovvero il Colosseo.

Il Colosseo, protagonista e spettatore allo stesso tempo della gioia di moltissimi giovani euforici, bambini incantanti, turisti increduli e romani pazienti, è stata una delle mete più gettonate del week-end innevato.

Guarnigioni di centurioni si sono schierate sui colli adiacenti per una immensa partita di palle di neve: quelli del Colosseo si sono sfidati con quelli di Colle del Celio; quelli di Colle Oppio attendevano gli sprovveduti ed i disertori centurioni senza “munizioni” di neve muniti di palle di neve.

Circo Massimo invece è stato preso d’assalto dai numerosi amanti del brivido con gli slittini (alcuni fai da te sul momento) si sono lanciati lungo i pendii per scivolare verso il basso, immergendosi nella neve.

In pochi attimi, qualcuno ha persino stilato su Twitter la cartina dei punti più idonei dove poter fare sci in città; così i Colli si sono trasformati in montagne, le salite in discese ove scivolare dolcemente con gli sci, ma soprattutto la città per un paio di giorni è stata riconsegnata ai cittadini. Poche le macchine in giro, poco rumore (se non le grida gioiose) e una umanità che si credeva perduta è tornata ad impossessarsi della popolazione.

Neve a RomaNel 1985 deve essere andata proprio così; avevo 5 anni, era la mia prima neve romana. Curiosa sin da sempre, non ho esitato ad immergere le mani nude in quella soffice coperta bianca; poco male se dopo si sono arrossate e ghiacciate.

Ricordo il mio non slittino, un semplice sacco nero dei rifiuti, il quale bastava per poter scivolare dalla collinetta del giardino vicino casa. Ricordo il mio piumino arancione fosforescente spiccare in mezzo al bianco.

Ricordo lo stupore e il sorriso di chi mi stava intorno, di chi aveva visto la neve solo in montagna, di chi scendeva in strada e semplicemente alzava le mani al cielo.

Ricordo pupazzi di neve che vivono eternamente negli occhi di chi li ha creati e negli scatti dei fotografi.

La magia di una atmosfera rara qui a Roma: andando oltre i disagi, è una magia che va vissuta, almeno una volta ogni 25 anni.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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