Salvador Dalì

Salvador Dalì
Un artista, un genio.
Salvador Dalì
Foto di Philippe Halsman

Complesso del Vittoriano, 8 Marzo 2012, Roma

Dopo circa 60 anni, torna a Roma una mostra dedicata a Salvador Dalì, uno dei più grandi artisti del XX Secolo, allestita presso il complesso museale del Vittoriano.

Una retrospettiva che raccoglie, tra pitture, disegni, oggetti di design, fotografie, video, lettere e persino costumi e scenografie, vari periodi artistici attraversati da Dalì, spesso contaminati dall’arte Rinascimentale Italiana, ispirato anche dalla città di Roma.

La mostra è stata preceduta da una conferenza stampa in cui sono intervenuti le alte cariche istituzionali del Ministero della Cultura, gli assessori della città di Roma, i rappresentanti delle Istituzioni Spagnole e naturalmente il Presidente della Fondazione Gala-Salvador Dalì.

La mostra si snoda attraverso un percorso artistico “definito” per ispirazione e produzione artistica.

Una gigantografia fotografica di Salvador Dalì scattata dal fotografo Philippe Halsman, la stessa usata per le varie locandine pubblicitarie sparse per la città di Roma, accoglie i visitatori, introducendoli verso un riquadro biografico, un filmato ove sono raccolti i punti salienti della vita del pittore, per poi proseguire verso un corridoio con altre gigantografie fotografiche ove i veri “protagonisti” sono i celeberrimi baffi: verso l’alto, appuntiti, arrotolati.

In una sala buia s’accendono invece televisori al plasma, dove compare Dalì in vari spezzoni di filmati: opere vive, affascinato anche dal mondo comunicativo e dalla televisione che proprio in quegli anni veniva alla luce.

Infine, ci si proietta all’interno della mostra vera e propria.

La prima sezione è ispirata al Rinascimento Italiano, in special modo dalla figura del pittore Raffaello; da sempre affascinato dal suo genio, Dalì dichiara svariate volte di aver voluto tanto assomigliargli. In un dipinto, “Autoritratto con il collo di Raffaello”, si è persino auto ritratto con le fattezze di Raffaello, facendosi crescere i capelli ed allungandosi il collo.

Non solo Raffaello, ma anche Michelangelo, con dipinti ispirati alla “Pietà” e alle Cappelle Medicee.

Ma la grande Musa ispiratrice di Salvador Dalì resta sua moglie Gala, protagonista di molte opere del pittore, come il delizioso ritratto in chiave Rinascimentale, ove la stessa siede su di un trono.

La seconda sezione è dedicata al mondo onirico, inquietante, del surrealismo e del “trasformismo”, ove tutto si rigenera e trasforma attraverso il suo estro pittorico.

Omaggia quindi diverse correnti artistiche ed i suoi massimi esponenti, come “Omaggio a Satie” ispirato al cubismo di Picasso.

Come se fosse un indovinello, il quadro “Studio per cinquanta dipinti astratti che visti a due iarde di distanza si trasformano in tre Lenin travestiti da cinese e che a 6 iarde appaiono come la testa di una tigre reale”, raffigura attraverso le forme geometriche ed i colori sapientemente distribuiti, una tigre e tre volti orientali. Se visibile da più ampia distanza, il quadro rivela ancora un segreto.

Anche “La perla. Da l’infanta Margherita di Velàzquez” è un dipinto estremamente particolare, ove la perla prende il posto del volto della principessina.

La terza sezione è invece dedicata al rapporto tra Dalì e l’Italia; fortemente attratto dalle nostre terre e dalla sua cultura, Dalì venne svariate volte nel nostro paese, collaborando inoltre con grandi artisti del cinema e del teatro, come Luchino Visconti, disegnando i costumi e le scenografie dello spettacolo di Shakespeare “Rosalinda o come vi piace”, nel quale vi recitò anche Gasmann.

Vi sono esposti anche i costumi originali creati per il Carnevale di Venezia, che Gala e Dalì indossarono a feste e cortei carnevaleschi.

Il famoso divano a forma di bocca e la vespa Dulcinea, ove Dalì la personalizzò a suo modo.

Tantissimi anche i bozzetti e i disegni dedicati al “Don Chichotte”, altra figura che ha affascinato Dalì: una serie illustrata che uscì per il “Tempo”.

Tantissime le fotografie, lettere, riconoscimenti e legami con l’Italia e in special modo con la città di Roma, una città ispiratrice per Dalì e la sua arte.

Una mostra straordinaria che racconta un genio che sa ancora ispirare per dei giochi d’arte che coinvolgeranno anche i piccini, con un piccolo laboratorio artistico proprio all’interno della mostra.

Un omaggio doveroso che la città di Roma e l’Italia ha reso a un grande artista: finalmente tornato nelle nostre terre a stupirci, sorprenderci ed a farci sorridere.

La mostra sarà visibile fino al 1 Giugno, presso il Complesso del Vittoriano.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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