Intervista ai Foxhound

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In uscita con il disco "Concordia" l'11 Maggio, i Foxhound debuttano giovanissimi nel mondo discografico, con un sound dal sapore internazionale, ma vi stupirà sapere che vivono in Italia.

foxhoundBenvenuti sulle pagine di “Sul Palco”. Raccontateci come nasce il vostro progetto musicale e come i Foxhound sono venuti alla luce.
Foxhound viene alla luce portato da una cicogna sotto un cavolo. Nasce di notte, non in studio, ma sul palco, forgiato da fatica e sudore.

Come abbiamo anticipato, siete quattro giovanissimi musicisti: come e quando è avvenuto l’approccio con la musica?
Pare che negli anni ’90 andasse di moda fare ascoltare Mozart ai bambini nella pancia.

Così, sputati fuori, abbiamo terzine e sincopati già nella testa. Siamo nati imparati, ma sotto il bombardamento di radio e controradio, ci siamo devoluti.

Concordia” è il disco che vi farà conoscere al pubblico; perchè avete scelto il nome “Concordia“, un nome di forte richiamo italiano, seppur da ciò che ho ascoltato in anteprima, tutto è in lingua inglese?
Concordia è esotismo melodico. Scegliamo un nome italiano perché vorremmo far capire fuori di qui che anche nel nostro Paese c’è chi è interessato all’internazionalità al di sopra delle parti.

Quali sono i vostri punti di riferimento musicali? A quale dei grandi artisti del passato vorreste in parte assomigliare, per magari uguagliarne il successo?
Vorremmo eguagliare Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.

Una curiosità sulla vostra formazione, ovvero musicisti stranieri con cittadinanza italiana. Brevemente, volete raccontarci come mai vi siete ritrovati in Italia?
In inverno, mentre la neve ricopre le montagne, l’ultimo scende dalle cime.

Con il disgelo, in primavera, nella sua strada verso il fiume si imbatte nel fiore che sboccia, Dactylorhiza maculata.

L’estate brucia i capelli e porta i compagni a rimirar le onde dall’albero maestro.

E l’autunno.

In Italia pensate ci sia abbastanza integrazione tra le varie culture e popoli? La musica senz’altro, non può che unire tutti. In che modo i Foxhound potrebbero dare il loro apporto?
Non ci sembra che si percepisca la volontà di imparare da altri popoli. Non e’ questa forse l’integrazione?

Per quanto ci riguarda, cerchiamo di convogliare in maniera concorde realtà musicali differenti in modo tale da arricchirci e contaminare.

In attesa del disco, potete darci qualche anticipazione?
Sono otto tracce, un unico pensiero: Concordia e freschezza.

Alla fine del tutto, abbiamo voluto inserire una rappresentazione in musica che raffigurasse l’unità d’intenti.

Progetti futuri?
Non annegare come Danny Boodman T. D. Lemon Novecento.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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