Marco Tirelli

Marco Tirelli
La prima grande mostra monografica.

Marco TirelliMuseo Macro Testaccio, 29 Marzo 2012, Roma

Marco Tirelli è uno dei più apprezzati artisti italiani. Una pittura particolare che al contempo rende le sue opere semplici, pulite, prive di fronzoli. Oserei dire essenziale.

Una mostra composta da ben 25 opere, create appositamente per lo spazio del Macro Testaccio di Roma.

Emozionante essere accompagnata dall’artista stesso, alla scoperta di opere ed episodi inerenti la loro creazione.

Marco TirelliIl Macro Testaccio è una struttura sicuramente di impatto, con una atmosfera davvero unica; le grandi tele di Marco Tirelli, con sfumature dal bianco al nero, non fanno altro che accentuare la stretta relazione tra l’artista, le opere e lo spazio circostante.

Le opere sono esposte in due padiglioni del Macro; in uno, sono disposte in modo razionale e raccolte. Le figure geometriche raffigurate sulle tele, sono “la figura” che l’artista ha in mente. Prendendo spunto da ormai milioni di immagini che compongono il suo archivio (formato da fotografie, ritagli di giornale e schizzi a matita), Tirelli raffigura nell’opera finale l’oggetto che per tutti rappresenta ad esempio una scatola quadrata, un cilindro, una sfera, una semplice ciotola.

Marco TirelliTirelli “spoglia” l’oggetto e lo rende essenziale, svelandone il suo essere.

Particolarissima la tecnica con la quale Tirelli lavora alle sue opere. Una sorta di aerografo forma pulviscoli di colore, ricreando un effetto tra pittura e fotografia, davvero non facile a distinguersi.

Tra l’altro, il Tirelli lavora su “livelli”, come una sorta di photoshop; quando Tirelli va a lavorare su una determinata sezione della tela, deve coprire tutto il resto, affinchè il colore non vada a finire su altre zone. Una pittura “cieca”, anche se perfettamente ben studiata in bozzetti creati dall’artista.

Marco TirelliUn esempio della complicata tecnica adottata dal Tirelli è la tela raffigurante una gabbia, ove le linee (sia quelle in evidenza, sia quelle che formano lo sfondo della tela) sono a turno coperte dallo scotch. Un lavoro certosino dunque, che rende quasi “folle” l’artista per la sua difficile e complicata scelta.

Nell’altro padiglione invece, l’ambiente è unico; in questo caso il Tirelli ha scelto di ricreare una vera e propria installazione ambientale, a suo dire, come un palcoscenico ideale ove mettere in scena il teatro della memoria.

Le tele giocano sulla monocromia, sulla contrapposizione del bianco e nero, riflesse come in uno specchio, alla scoperta di luci ed ombre.

Le figure geometriche si alternano a linee che compongono definiti confini e limiti all’interno dell’opera.
L’arte contemporanea del Tirelli è sempre alla ricerca del nuovo, nella sua semplicità, ricreato dalle immagini suggerite dalla sua mente.

L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Musée d’Art Moderne de Saint-Etienne Métropole, che ospiterà la mostra nel 2013.

Marco Tirelli nasce e vive a Roma, ove lavora tutt’ora. Inizia ad esporre dalla seconda metà degli anni ’70. La sua prima apparizione ufficiale avviene alla Biennale di Venezia nel 1982, nella sezione “Aperto 82”, con una sala personale.

Tante le mostre personali che seguiranno, come ad esempio la partecipazione alla Biennale di San Paolo, Biennale di Sydney e quella di Parigi tra le tante. Le sue opere sono esposte in numerose collezioni di musei internazionali.

La mostra è visibile fino al 13 Maggio 2012.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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