Titor From Future

Titor
Alla scoperta dei TITOR, un esplosivo gruppo rock torinese alla conquista del mondo. Sabino Pace, cantante del gruppo, si racconta in esclusiva per Sul Palco.

TitorI Titor nascono a Torino nel 2007, creando un “mostro” inesauribile di musica rock alternativa. Come avviene il fatale incontro?
Titor band nasce pochissimi anni fa ed è ora nel pieno delle sue energie produttive, dopo un paio di anni di “rodaggio” legati alla creazione del collettivo umano, alla ricerca del suono desiderato ed alla creazione di un concept comunicativo e creativo convincente.

L’incontro fatale dei quattro musicisti che compongono i Titor avviene nell’ambiente musicale e culturale di Torino e dintorni. Ambienti già in fermento attivo sin dagli anni ’90, per lo più in contesti di musica alternativa e musica più “estrema” torinese, legati ad artisti quali “Belli Cosi”, “Distruzione”, “Sickhead” e “Dead Elephant”, o in progetti paralleli più recenti, come quelli de “I treni all’alba”.

La nostra esperienza affonda in ambiti DIY di matrice punk/hardcore, molto importanti per l’Italia e l’Europa di quegli anni.

Ad oggi, il nostro più forte desiderio è quello di riprendere ma al contempo rinnovare, in maniera inedita, un certo tipo di sound e di attitudine, consci sia del periodo storico in cui viviamo e sia di abitare in una particolare zona definita “occidentale”.

La produzione di un EP nel 2010 ha trainato infine Titor verso “Rock is Back”, il nostro primo album vero e proprio, consacrando così la nostra formazione artistica.

Un disco intriso dell’essenza degli AC/DC e dei Black Sabbath, oltre influenzato dai Fugazzi, dai Refused e dagli At The Drive-in. Dunque, questo il cocktail vincente ed esplosivo della vostra musica, con un “piccolo” particolare: i testi sono in italiano. Come mai questa scelta?
Non potevamo che cantarlo così.

Le ispirazioni che influenzano maggiormente il nostro sound sono quelle che citi, ma aggiungerei inoltre una elevata percentuale di “dna” musicale e culturale derivata dal punk torinese degli anni ’80, come quella dei Nerorgasmo, i Contrazione ed i Bad Boys, per concludere il cocktail con il sound “alternative rock italiano” degli anni ’90, come quello dei Disciplinatha, dei Fluxus, dei Massimo Volume e dei Csi.

Siamo comunque cresciuti con una miscela musicale che comprende l’heavy/hardrock, il garage ed il proto-punk anni ’60. Ad ogni modo, miriamo maggiormente a raggiungere quella maturità artistica e attitudine musicale tipica dei Fugazzi, racchiudendo così i nostri gusti artistici, musicali e creativi.

Rock is Back“: il rock è tornato. Ma se ne era andato? E dove?
Una provocazione voluta la nostra, a partire dal titolo del nostro disco. L’idea è proprio quella di dichiarare il nostro manifesto di intenti rispetto al forte desiderio di suonare, parlare e pensare al “grande rock”.

Probabilmente con uno spirito nuovo, sicuramente non di puro “revival” o riproposta in termini di moda o forma, ma con il desiderio di suonare “canzoni” in forma di “canzoni”, di vedere sul palco una batteria, un amplificatore per chitarra e uno per il basso, con al centro un cantante, annullandone però qualsiasi spirito retorico o nostalgico, riproponendolo in forma il più possibile (auto)distruttiva.

TITOR dal 2036” sa esattamente dove stiamo andando e pertanto come e dove il “rock” deve essere recuperato dal passato, in una sorta di suggestivo “viaggio del tempo”.

La musica italiana è morta? O va semplicemente rispolverata?
La musica italiana non è mai morta, anzi, sta vivendo un periodo ricco ed interessante.

C’è molto del passato musicale ed artistico italiano che potrebbe essere interessante da ricercare, documentare ed eventualmente riproporre in una “chiave attuale”, concentrandosi però sulla sostanza anzichè sulla forma.

Sono nove i brani che compongono “Rock is Back“, legati tra loro dalla sfrontata visione della realtà di oggi, con premonizioni futuristiche. In fondo, la realtà non è una irreale avventura del nostro tempo?
Completamente d’accordo con questa tua suggestiva affermazione.

Il concept di TITOR (the “real” John Titor) e di tanti altri suggerimenti che arrivano da contesti culturali e letterari della fantascienza, così come dalla filosofia e dalle scienze umanistiche che talvolta analizzano la nostra “primitiva” modernità, ci hanno permesso di offrire una lettura della realtà come una delle tante realtà possibili in un multi universo in divenire.

Le “irrealtà” non sono nient’altro che delle possibili ed eventuali alternative e relative alla stessa realtà.

“L’avventura” è ciò che ne colora pertanto i confini estetici.

A breve, in un prossimo blog legato al nostro sito, racconteremo alcune di queste “visioni” di Titor perso nello spazio/tempo.

Un disco che si trasforma per essere assaporato in tutta la sua potenza, soprattutto durante i live. Come reagisce il pubblico? Come affrontate il palco?
Non è semplice spiegarlo a parole.

Coloro che hanno assistito ai nostri live, dal primo concerto ad oggi, hanno sempre sostenuto che sono piuttosto energici, comunicativi e di impatto. Pensiamo sia esattamente così.

Allo stesso tempo, però, non siamo soliti spendere molte parole e auto referenziarci eccessivamente. Preferiamo che sia il pubblico a giudicare, dopo averci visto ed ascoltato suonare.

Possiamo semplicemente aggiungere che in un nostro live si deve essere anche un pò “pronti a tutto”!

All’interno del disco vi è anche una cover in omaggio al grande Ivan Graziani. Il brano in questione è “Motocross“. Perchè la scelta è ricaduta su questa canzone?
Amiamo molta della musica “rock d’autore” italiana, dagli anni ’60 agli anni ’80, avvicinandoci poi a quanto sopra accennato. Vi sono molti gioielli, alcuni dei quali maggiormente noti ed apprezzati, molti altri, a nostro parere, mai adeguatamente valorizzati.

Ivan Graziani è stato rocker e “chitarrista” molto prima di noi. E’ necessario tributarlo. “Motocross” è un meno noto brano del ’77, dal testo nichilisticamente romantico. Lo amiamo anche per questa canzone.

Cito: “Solamente “Ricordando domani” possiamo avere la memoria di oggi.” Cosa si ricorderà dei Titor?
Dei Titor si ricorderà assolutamente tutto, ma in maniera confusa, sfocata e distorta. Non sempre in maniera lucida, a fotogrammi, a colori ed in bianco-nero.

Progetti imminenti?
Tantissimi concerti in Italia da Aprile 2012 fino all’estate, per poi proseguire con un ulteriore lungo periodo di live in autunno.

Inoltre a breve uscirà il videoclip del 1°singolo “DAL 2036“.

Abbiamo tanta voglia di scrivere musica e scrivere “di altro” sui nostri siti web.

Ad ogni modo gli aggiornamenti sono davvero tantissimi, ma potrete seguire tutte le nostre iniziative sul sito www.titor.it e su Facebook.

Tags from the story
Written By

Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *