Intervista ad Diego Perrone

Voce leader dei Medusa, seconda voce di Caparezza, ma per noi sarà semplicemente Diego Perrone. Insieme a lui ascoltiamo e commentiamo "Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole", il suo primo album da solista.

Diego PerroneDove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole?
Finisce nel mio disco! Questo è un pò il senso della metafora usata per il titolo. Per me è una sorta di raccolta di brani che rappresentano ciò che rimane dei ricordi passati.

Di alcuni di essi rimangono riflessi affascinanti, anche se inizialmente, forse, non si è trattato affatto di ricordi piacevoli.

Il tuo primo album da solista: come mai questa scelta?
Queste canzoni parlano molto di me, da un punto di vista personale. Mi piace l’idea di affrontare questa esperienza da solo, proprio per dare un senso più intimista ai brani.

Un album dal sapore pop, ma che induce alla riflessione, come le sfumature di una fotografia sbiadita al sole. In che modo amalgami testi e musica?
Non c’è una ricetta vera e propria. Alcune canzoni nascono inizialmente prive di testo, altre nascono proprio da quest’ultimo invece, mentre la musica vi si sviluppa intorno.

Cerco, ad ogni modo, di far sì che ci siano attinenze tra la narrazione del testo e la sensazione che ne evoca la musica.

Rainy Baby” è il primo singolo estratto dall’album, del quale è stato realizzato anche un video. Un brano nato con la collaborazione di Davide Pavanello, bassista dei Linea 77. Una canzone che si apre a molteplici aspetti della vita, anche a quelli più tristi. Come nasce il tutto?
Musicalmente il brano nasce parecchi anni fa, scritto insieme a Dade in un periodo della vita in cui siamo stati molto vicini, sopratutto per alcuni episodi legati alle nostre fidanzate dell’epoca.

Il testo l’ho scritto invece l’anno scorso, ripensando a quel periodo ed a tutto quello che è successo dopo.

Riflettendo inoltre a tutto ciò che sono riuscito a capire di alcuni rapporti che rimangono indissolubili ma che inevitabilmente cambiano.

Pop Life” è invece una cover di Prince, contenuta nell’album “Around the world in a day”, in omaggio a un grandissimo artista. In cosa sei simile a Prince o in che modo invece vorresti eguagliarlo?
Purtroppo non sono per niente simile a Prince! Mi piacerebbe molto, ma lui è inarrivabile. Sono un suo fan da sempre.

Ascoltando le sue canzoni ho imparato a scrivere le mie.

Se proprio devo esprimere un desiderio, vorrei che lui diventasse il produttore di un mio brano.

Nel brano “Santo Stefano” invece ospiti Caparezza. Come ci si sente ad essere, in questo caso, il protagonista principale anzichè l'”attore secondario”?
La collaborazione tra me e Caparezza è iniziata tanti anni fa, con un brano dei Medusa dal titolo “Il mio gatto”, per poi proseguire con “Vengo dalla luna” e centinaia di concerti affrontati assieme.

Più che di un ospite, si tratta di un amico con cui ormai condivido esperienze da anni. Mi piacerebbe realizzare insieme a lui un disco estemporaneo, con nomi diversi, completamente auto prodotto e underground.

Purtroppo il tempo a volte è tiranno, ma forse un giorno ci riusciremo.

Ancora un omaggio a un grande artista, italiano questa volta, con “Summer on a solitary beach“, brano ispirato a “La voce del padrone” di Franco Battiato. Cosa ti lega a Battiato?
La voce del padrone” è il primo disco che ho voluto farmi regalare all’età di 7 anni. “Summer on a solitary” è il brano di apertura di quell’album, che di regola è quello che ti rimane più impresso.

E’ una canzone molto complessa dal punto di vista ritmico, anche se ad ascoltarla è di una straordinaria semplicità.

Questa è la grandezza di Battiato.

Personalmente, adoro la fotografia, la considero un’arte che esprime con una sola immagine tutto un mondo. Quale immagine rappresenta il tuo mondo e la tua musica?
In linea di massima la copertina del disco mi sembra rappresenti bene quest’immagine. Sono molto legato alla vita all’aperto, alla campagna, alla montagna, al mare e alla natura in generale.

Progetti imminenti?
Suonare il mio disco in una dimensione live, con tantissimi concerti e vincere un Premio Nobel.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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