IL GIANICOLO E IL SUO FARO

Il Gianicolo è uno dei Belvederi della città e il panorama che si può ammirare da qui è veramente spettacolare.

Nelle giornate più limpide lo sguardo può spaziare sui monumenti più famosi della città.

Si può ammirare l’Altare della Patria , la Sinagoga e la cupola del Pantheon ed anche ahimè il vecchio carcere di Regina Coeli, anzi a questo proposito spesso la sera si sentono i richiami dei famigliari dei reclusi che da quassù comunicano con i loro cari.

Il Gianicolo è anche un bellissimo parco e i suoi numerosi viali sono ornati di busti in marmo a ricordo dei tanti caduti garibaldini che qui combatterono per la liberazione di Roma.

Tra i monumenti più conosciuti ricordiamo quelli equestri di Giuseppe Garibaldi e di sua moglie Anita.

Ma c’è un monumento molto caro ai romani e che stuzzica la curiosità dei tanti  turisti ed è il Faro .

Anche se Roma non è propriamente sul mare questo Faro illumina la città con i suoi raggi tricolori ad ogni festività.

L’idea del Faro fu lanciata dal conte Macchi di Collere che nel 1909, quale ministro italiano, era in visita agli italiani in Argentina, i quali volevano in qualche modo dimostrare il loro attaccamento alla madre Patria con un dono simbolico in occasione del cinquantenario dell’Unità di Italia.

I fondi per la realizzazione dell’opera furono presto reperiti e l’architetto Manfredi, illustre membro della direzione artistica del monumento a Vittorio Emanuele ebbe l’incarico del progetto.

Nel 1911,anno del cinquantenario dell’Unità d’Italia il Faro, che è alto 20 Metri, venne inaugurato e con il suo raggio tricolore ricorda l’amore per la Patria lontana degli Italiani che vivono e lavorano in Argentina.

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Attempata signora innamorata di Roma, della sua storia e delle sue tradizioni ma attenta e curiosa verso le scoperte e le tecnologie del futuro.

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