IL CANNONE DEL GIANICOLO

Una bella tradizione richiama romani e turisti sul Gianicolo a mezzogiorno per assistere allo sparo del cannone.

Questa usanza nasce circa un secolo e mezzo fa per una necessità della città stessa.

Poiché le campane della città suonavano tutte insieme allo scoccare del mezzogiorno, in teoria avrebbe dovuto esserci un concerto armonioso e totale ma poiché gli orologi dei vari addetti alle campane non erano certo sincronizzati, ne nasceva confusione e disorientamento tra i cittadini che con quel suono regolavano la loro giornata.

Per ovviare a questo inconveniente il papa regnante, Pio IX (Mastai-Ferretti 1846-1878) ordinò che dal 1 dicembre 1847 venisse sparato da Castel Sant’Angelo un colpo di cannone nel preciso istante del mezzogiorno, così che le campane suonassero all’unisono nello stesso preciso momento.

Dal 1 agosto 1903 il cannone venne trasferito a Monte Mario e precisamente dove poi sorgerà l’Hotel Hilton.

La collocazione definitiva sul Gianicolo avvenne il 21/4/1959, dopo che la tradizione si era interrotta per circa venti anni a causa degli eventi bellici.

Molti cittadini avevano sollecitato le autorità cittadine affinchè si ripristinasse la tradizione interrotta ed anche l’attore Mario Riva che all’epoca conduceva in televisione la popolare trasmissione “Il Musichiere” si era fatto promotore della richiesta del suo pubblico.

Il cannone che viene usato per il “botto di mezzogiorno” è un pezzo di artiglieria della prima guerra mondiale che però è stato adibito a questa mansione nuovo e senza aver mai sparato un colpo.

Il cannone è una preda bellica che fu trasportato a Roma quando la guerra era già finita, e dopo essere stato per 14 anni nei depositi dell’Artiglieria è stato riverniciato e lubrificato e rimesso in funzione.

Ora la tecnologia viene in aiuto agli artificieri e tra collegamenti ottici e telefonici a mezzogiorno in punto una carica di un chilogrammo di polvere nera esplode e annuncia l’ora finalmente esatta.

Fino al secolo scorso il segnale dell’ora esatta partiva dall’Osservatorio astronomico del Collegio Romano, tramite un’asta di sei metri di altezza a cui era fissata una grande palla nera di vimini, quando questa veniva calata partiva il colpo di cannone.

E ora una piccola curiosità: la spesa del “botto di mezzogiorno” è rimborsata dal Comune di Roma alla Direzione dell’Artiglieria, tale spesa era nel 1959 di 2.465 lire e nel 1976 aveva raggiunto ben 9.507 lire, al giorno naturalmente, e oggi a quanti euro saremo arrivati?

Ma qualunque sia il costo, una tradizione è una tradizione e in quanto tale va conservata.

Voi che ne dite?

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Attempata signora innamorata di Roma, della sua storia e delle sue tradizioni ma attenta e curiosa verso le scoperte e le tecnologie del futuro.

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