Censured… Uncensured

Censured Uncensured
Alessandro Di Carlo Show.

Censured UncensuredAll’Ombra del Colosseo, 9 Settembre 2012, Roma

Una chiusura “col botto” quella di Alessandro Di Carlo per “All’Ombra del Colosseo”, la manifestazione più comica dell’estate, con lo spettacolo “Censured… Uncensured”.

Alessandro Di Carlo fa il suo ingresso nell’arena, vestito come un ospite di una casa circondariale, esternando tutta la sua gioia ed emozione nel ritrovarsi nella città natale, tra gli amici.

Censured… Uncensured” è uno spettacolo completamente libero, senza censure, come il titolo facilmente fa intuire. Una comicità sfrenata, senza peli sulla lingua e senza ipocrisie, perchè la risata deve essere libera, così come il comico, altrimenti, come afferma lo stesso Di Carlo, “Come faccio a fatte ride?”.

Una comicità che forse ad alcune persone fa storcere un po’ il naso, ma basta avere di fronte Alessandro per togliersi quella patina di diffidenza e lasciarsi andare nel suo vorticoso e folle talento comico, tutto da ridere.

Uno spettacolo che si snoda tra vizi e virtù degli italiani ma soprattutto dei romani, in scene di vita quotidiana che si svolgono nelle periferie, negli appartamenti dei palazzi al pianterreno, nelle vecchie Fiat 850. La vera comicità, come sostiene Di Carlo, nasce negli ambienti veraci e genuini. I quartieri bene non fanno ridere, le macchine di lusso non fanno ridere e non si ride neanche sugli attici.

Il romano di Alessandro Di Carlo si sdoppia nella seconda parte dello spettacolo quando l’attore indossa la maglia della squadra di calcio della Nazionale, preceduto da un breve filmato sulle vittorie olimpiche.

Il suo romano discute a gesti e con lo sguardo, senza quasi proferir parola; un romano che parla poco ma, quando decide di esternare il suo pensiero, regala delle vere e proprie perle di saggezza. Spesso perle di comicità.

Di Carlo narra della situazione italiana, della frizione finanziaria tra Italia e Germania che potrebbe risolversi in un istante con “il gioco delle tre carte”, dell’attuale governo e dell’austerity imposta per uscire da una crisi senza eguali.

Di Carlo narra del clima, il devastante clima che ogni anno si trasforma in quello più torrido o quello più gelido di sempre, ridendo dei “consigli della nonna” forniti da fantomatici meteorologi.

Del rapporto con la sua famiglia, di sua madre che a suo dire ha inventato il vero cucchiaio, prima del notissimo capitano della Roma Calcio, e del conflittuale rapporto con il padre.

Di Carlo fotografa una generazione costantemente connessa con le nuove tecnologie, ma fortemente distante dai contatti umani, una generazione che si autodistrugge avvelenando il proprio corpo, quando il bello della vita è quello di divertirsi ed avere modo di raccontarlo in vecchiaia.

Di Carlo è un ciclone instancabile. Non sale quasi mai sul palco, ma si diverte a stare tra il pubblico o a salire un paio di gradini per farsi vedere anche da chi non è in prima fila. Il rapporto con lo spettatore è intenso e divertente, ove Di Carlo cerca sempre una “spalla” sulla quale far ricadere alcune delle sue esternazioni comiche.

Una comicità senza redini né convenzioni, verace come solo il romano può essere. Nelle più disparate situazioni, il romano saprà sempre come cavarsela, esternando quella “sentenza” che diventerà una vera e propria battuta per essere colta dalle migliori orecchie di un comico, qual è Alessandro.

Prossimamente per Alessandro Di Carlo non vi sarà solo la comicità a teatro, ma anche un film in uscita nelle sale cinematografiche ad ottobre dal titolo “All’ultima spiaggia”. Un film, a giudicare dal trailer, molto divertente.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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