Fotografia

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Festival Internazionale di Roma.

FotografiaMuseo Macro Testaccio, 20 Settembre 2012, Roma

Inaugurato presso il Museo Macro Testaccio FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, giunto all’XI Edizione.

Il Festival della Fotografia di Roma, a cura di Marco Delogu, si conferma come un grande evento per l’arte dell’immagine, in continua crescita per un progetto che si pone a Roma come meta e promotrice della fotografia in ambito internazionale, avvicinando il pubblico non solo con le numerosissime mostre all’interno del programma, ma anche con convegni e workshop dedicati al mondo della fotografia.

Il tema di questa edizione è “Il Lavoro”, oggi più che mai un tema di forte attualità.

FotografiaUn caso fortuito, che vede esposte ad esempio, presso la Pelanda, nel padiglione A e B all’interno del Macro Testaccio, alcuni scatti delle miniere in Sardegna, oppure la grande crisi “catturata” nei pressi di New York con i movimenti giovanili per le strade e all’interno di una sala del potere, dove delle persone attendono risposte, continuando con delle fotografie scattate all’interno della borsa, dove i volti dei broker disperati e preoccupati, raccontano molto di più della profondità di un periodo di crisi che il mondo dovrà affrontare.

Il tema del lavoro è affrontato posizionando al centro l’uomo, immortalandolo talvolta in situazioni faticose, talvolta in confronto con i lavori affiancati dalle macchine, o raccontando i lavori che non
esistono più.

FotografiaUn esempio è il lavoro fotografico di Fosco Maraini e Nina Poppe, che con i loro scatti fotografici, realizzati in due epoche diverse, narrano delle Pescatrici Ama giapponesi. Immerse nel profondo mare blu a caccia delle preziose perle acquatiche, i due fotografi immortalano anche situazioni di vita quotidiana nei villaggi, la vita dei bambini, la bellezza di queste donne che sorridenti escono dal mare in tutto il loro splendore, soddisfatte del proprio lavoro.

Lo Zuavo Scomparso”, a cura di Paolo Ventura, è una mostra che invece ricostruisce scenari e personaggi in una Roma poetica, senza tempo, in 10 fotografie dal formato maxi.

FotografiaIl percorso del festival si snoda attraverso fotografi noti e fotografi esordienti, che portano al Festival una ventata di freschezza ed innovazione, come il progetto premiato da IILA, per la fotografia latino-americana, vinto da Alejandro Cartagena, che ritrae gli operai del Messico fotografati da un cavalcavia, posizionati su dei furgoncini che li portano al lavoro, risparmiando tempo e denaro, ma inconsapevolmente, salvaguardando anche l’ambiente. Questi scatti racchiudono al loro interno storie di vita quotidiana, che in un solo istante catturano e fotografano un paese in movimento.

Interessantissimi e coinvolgenti anche i progetti della mostra Hit The Crowd, a cura di Valentina Tanni, dove i fotografi David Horvitz, IOCOSE e Matt Richardson si divertono assieme ai visitatori nell’arricchire il loro progetto fotografico. Ad esempio, potreste scrivere una mail a uno dei fotografi per farvi inviare una foto dell’oceano, che rappresenta la distanza che vi separa dall’artista, oppure fotografarvi nel vostro frigorifero e taggarvi con un apposito tag e mettendo la foto in circolazione, rendendola fruibile a tutti, utilizzando i social network. Nell’era di internet, i progetti fotografici di questo genere sono molto apprezzati dal pubblico, che in qualche modo ne diviene protagonista.

FotografiaMolto suggestiva e toccante la mostra “Lost&Found 3/11“, promossa da “Doozo art book & sushi”, che raccoglie le foto ritrovate l’indomani del devastante tsunami che ha colpito il Giappone. In un container sono raccolte innumerevoli fotografie che avvolgono internamente chi lo visita. Fotografie raccolte per poterle restituire ai legittimi proprietari o ai superstiti. Le fotografie sono rovinate dall’acqua, ingiallite, ed evidenziano la tragicità dell’avvenimento.

Sulla stessa scia emotiva troviamo anche le fotografie di Olivo Barbieri, realizzate a Cavezzo, un paesino vicino Modena, particolarmente colpito dal recente terremoto in Emilia Romagna. I due scatti, evidenziano la drammaticità di un evento che spesso, sfortunatamente, non si riesce a prevedere ed a contenere.

Il Festival è presente non solo nella sede del Macro Testaccio, ma anche nel Macro di Via Nizza, con le mostre di Yto Barrada e Anders Petersen, rispettivamente con una mostra sulla città di Tangeri e l’altra sul soggiorno romano dell’artista.

Inoltre, moltissime altre sono le location in giro per la Capitale dove poter visionare le 60 mostre facenti parte del festival, tra cui Villa Medici (l’Accademia di Francia a Roma), l’Istituto Centrale per il Catalogo e la documentazione, la Real Academia de Espana, lo Spazio Cecere e The British School at Rome.

Non solo mostre, ma anche workshop ed incontri per approfondire le tematiche con il pubblico.

Prestigioso il workshop che ospita i fotografi dell’agenzia Magnum Richard Kalvar e Moises Saman. I 12 partecipanti hanno la possibilità di fotografare, discutere, perfezionare e pubblicare i propri lavori, assistiti dai grandi fotografi della famosa agenzia.

All’interno degli spazi espositivi vi è anche allestita una libreria/esposizione, dove si possono consultare volumi fotografici, per dare visibilità anche al settore editoriale.

Dal 26 al 28 Ottobre, il festival è affiancato anche dalla manifestazione “Affordable Art Fair“, la fiera dedicata all’arte contemporanea, dove le opere sono messe in vendita per un massimo di 5.000 Euro.

Il Festival è visitabile fino al 28 Ottobre, ma per maggiori informazioni sul programma e sugli spazi, vi invitiamo a consultare il sito www.museomacro.org.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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