Guttuso

Guttuso
1912-2012.

GuttusoComplesso del Vittoriano, 11 Ottobre 2012, Roma

Nella Capitale è allestita la mostra dedicata a Guttuso, uno dei più grandi artisti del Novecento Italiano, in occasione dal centenario dalla nascita.

Guttuso ha vissuto per ben oltre 50 anni a Roma e questa esposizione, allestita presso il Complesso del Vittoriano, è la più grande rassegna messa in scena nella Capitale.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 100 opere, scelte in modo da rappresentare l’intera arte creativa del grande artista, documentando diversi momenti espressivi. Guttuso è stato uno straordinario testimone del nostro tempo, rappresentando attraverso le sue opere ed i suoi scritti, la condizione umana, le sofferenze, i miti e le sue passioni.

GuttusoLe sue opere, fonte anche di polemiche nel tempo in cui sono venute alla luce, sono frutto di ispirazione e collaborazioni con molti degli amici artisti di Guttuso, tra i quali spesso compaiono anche ritratti nei suoi dipinti, come Moravia, Sciascia, Manzù, Pasolini e Picasso.

La prima opera ad apparire è però un auto ritratto dell’autore, divenuto ormai un classico dell’iconografia della pittura italiana del Novecento.

A seguire un ritratto del padre, continuando via via con altri ritratti di uomini, donne, dei suoi amici artisti e nature morte. I quadri sono intramezzati anche da schizzi, diari e fotografie di Guttuso, che spesso ripercorrono la sfera privata dell’artista, come il disegno dei suoi genitori che giocano a carte.

GuttusoProseguendo lungo il percorso espositivo, si trova il grande dipinto della “Crocifissione”, un dipinto che all’epoca viene condannato dal Vaticano, il quale precede l’ingresso verso la sala interna dove sono posizionate quattro grandi tele del Maestro, ovvero “I funerali di Togliatti”, dove il rosso delle bandiere richiuse predomina sui tanti volti noti di personaggi di spicco politico dell’epoca ritratti all’interno della tela in bianco e nero, per poi proseguire con “Zolfara”, dove i lavoratori raccolgono pietre e scavano nella terra, “La Spiaggia”, il ritratto di un paese in riva al mare, a prendere il sole ed infine “La Vucciria”, un bellissimo dipinto immerso nel mercato, tra frutta, verdure e carne da macello.

GuttusoGuttuso non ha fatto altro che cogliere le sfumature del suo tempo e le ha dipinte su tela. I suoi quadri narrano storie complesse, ma rese “semplici” grazie al suo tratto pittorico. Storie da leggere ed interpretare, che ammaliano chi le osserva.

Molte sue opere sono anche fortemente ispirate dai conflitti mondiali, dalla situazione politica del tempo, dalla resistenza al patriottismo.

Non mancano infine le nature morte, con splendidi dipinti di fette d’anguria e cestini di castagne.

GuttusoUn forte omaggio anche alla città di Roma, dove Guttuso ha soggiornato per oltre cinquant’anni. I quadri raffiguranti i tetti della città ed il Colosseo, rendono l’immagine di Roma poetica, surreale e sognante.

Così come l’atmosfera che regna all’interno del famosissimo “Caffè Greco” di Roma, tutt’oggi uno dei locali storici della città, ancora meta di grande interesse, sia turistico che intellettuale.

Bellissimi anche i ritratti femminili, con pose sensualissime e di grande raffinatezza, ove le forme sono ampiamente messe in risalto.

Avvincente il quadro de “Il convivio: Picasso ed i suoi personaggi”, ove Guttuso rende omaggio alla memoria dell’altro grande artista del secolo scorso, ovvero Picasso, ritraendolo assieme alle figure più note dipinte proprio dall’artista.

La mostra di Guttuso è davvero spettacolare e ricca di spunti artistici, ancora tutt’oggi in voga.
La miscela dei colori, l’uso del rosso, le figure femminili e quell’accenno alla nona arte, ovvero quella fumettistica, rendono Guttuso uno degli artisti più sperimentatori del suo tempo.

GuttusoRenato Guttuso nasce a Bagheria, in provincia di Palermo, nel 1912 da Gioacchino, appassionato dell’arte pittorica con l’acquerello, e da Giuseppina d’Amico. Sin da bambino frequenta la bottega di un pittore di carretti siciliani restando fortemente impressionato dalle scene dipinte sui carri. Nel 1931 si trasferisce a Roma, espone alla I Quadriennale ed ha rapporti con i pittori della Scuola Romana. Dal 1935 al 1937 soggiorna a Milano, dove incontra Birolli, Manzù, Persico, Banfi e Joppolo, mentre nel 1937 si trasferisce definitivamente a Roma.

In pianta stabile nella Capitale, Guttuso incontra e frequenta i più grandi artisti del Novecento, oltre ad esporre in numerose Gallerie D’Arte, tra le quali La Biennale di Venezia.

La mostra è a cura di Fabio Carapezza Guttuso ed Enrico Crispolti, con la direzione ed il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Ospite d’onore dell’anteprima della mostra, un altro siciliano doc, ovvero Andrea Camilleri, che come Guttuso ha saputo al meglio rappresentare la terra Siciliana.

La mostra è visitabile fino al 10 Febbraio 2013.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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