Intervista ai Maieutica

Maieutica ufficiale
Foto di Elisa Calabrese
Incontriamo i Maieutica che ci presentano il loro nuovo album “Logos”, il primo album di Rock Pensante.
Maieutica ufficiale
Foto di Elisa Calabrese

Logos” è il primo album di Rock Pensante a cura dei Maieutica. Come nasce questa esigenza di fare rock in questa maniera?
Il tutto è nato in maniera molto graduale e a causa di diversi fattori.

Circa un anno fa abbiamo notato che la nostra proposta stava diventando sempre più particolare e di difficile catalogazione. Da un lato i testi si facevano sempre più impegnati, dall’altro lato la musica veniva contaminata da influenze progressive con soluzioni armoniche e melodiche più ricercate. Da qui abbiamo coniato il termine “rock pensante” inteso come un genere che utilizza la musica per evolvere il pensiero dell’ascoltatore.

E’ una musica che vuole coinvolgere, scuotere e si contrappone alla moda attuale della musica come un mero sottofondo. Può anche essere inteso come provocazione.

In fondo, il rock non è nato appunto per l’esigenza di comunicare qualcosa di più che un “facile” motivetto da ascoltare e canticchiare?
Proprio così.

Crediamo che negli ultimi anni il rock abbia perso gran parte della sua “raison d’etre”.

E’ stato inglobato dal mainstream e rivoltato fino a divenire un fenomeno di moda.

Noi cerchiamo di ispirarci ai grandi che hanno portato un messaggio grazie alla loro musica. Vogliamo che la gente possa cominciare a porsi delle domande anche grazie ad una canzone.

Come nascono i Maieutica e qual è l’alchimia che li lega?
I Maieutica nascono come cinque musicisti con background e generi di riferimento molto differenti l’uno dall’altro. Non c’è un gruppo o un filone al quale ci ispiriamo, ma diverse realtà alle quale i singoli attingono e che vengono mescolate ad altre influenze fino alla creazione di qualcosa di nuovo ed originale.

Ovviamente il comune denominatore è il rock ma le contaminazioni spaziano liberamente senza confini. Inoltre non è da sottovalutare la volontà di comunicare attraverso la musica.

Anche in questo caso non abbiamo un riferimento, non diamo un messaggio univoco e definito. Non vogliamo ergerci a paladini o indicare la strada da intraprendere.

Noi cerchiamo solo di porre delle domande, è l’ascoltatore che ci e si risponde.

Rock, metal e talvolta accenni all’heavy rock. Una mescolanza di suoni che destano senz’altro l’attenzione di chi vi ascolta. Il pubblico va stimolato nella ricerca di una risposta. Il pubblico come risponde a “Logos“?
La risposta è molto buona.

Il problema al giorno d’oggi è che il pubblico è bombardato da musiche diverse e risulta difficile trovare tempo per viverle tutte. A volte certi dischi hanno bisogno di essere ascoltati e assimilati con calma ma la frenesia dei nostri tempi rende difficili certi lussi. Il nostro non è un genere commerciale e semplice.

Gli appassionati di musica e gli addetti ai lavori trovano il disco molto buono. Il grande pubblico, la massa, invece, è più interessato al motivetto di moda o al rock più da classifica ma è nostra intenzione scuotere quante più teste possibile.

Anche da un punto di vista live tentiamo sempre di creare qualcosa di particolare che coinvolga lo spettatore.

Qual è il pezzo che più vi rappresenta in “Logos“?
Logos” è un disco molto variegato e passa dal rock diretto di pezzi come “Sinestetica apparenza” o “L’oracolo” a piccole suite progressive come “Tre” o “Natale di S’odio“.

Difficile scegliere un brano in particolare visto che ognuno ha una storia diversa da raccontare e differenti stati d’animo da vivere.

Curiosi i pezzi “Natale di S’odio” e “Primaneve“, che chiudono il disco Logos. Qual è il messaggio che volete lanciare attraverso questa suite?
Si tratta di una suite divisa in due atti incentrata sul tema del pregiudizio. Nel primo, “Natale di S’odio“, musica e voce prendono la posizione di colui che punta il dito e che emargina. L’incedere è marziale e le liriche esprimono disapprovazione e disprezzo nei confronti di chi è diverso.

Nel secondo atto della suite, “Primaneve“, la situazione si ribalta ed è l’emarginato che prende parola e “inizia” nel suo universo colui che prima lo disprezzava. Il messaggio finale può essere identificato nella massima “la diversità è ricchezza”.

Natale di S’odio” è un brano al quale teniamo molto e vi invitiamo ad ascoltarlo live in quanto ben si adatta alle nostre teatralizzazioni. Non si sa mai cosa può capitare durante la sua esecuzione.

Musica in Italia: c’è spazio per il rock? O occorre costruirselo?
Lo spazio per il rock c’è ma è quasi tutto occupato dalle tribute band. Chi investe sulla musica è più interessato a progetti del genere perché il pubblico segue quasi esclusivamente spettacoli di questo tipo.

Finché non cambierà il modo di pensare della gente la situazione rimarrà pressoché la medesima.
I gruppi che propongono musica propria saranno sempre costretti a confrontarsi coi grandi numeri in termini di pubblico delle tribute band.

Al di fuori dei palchi internet bypassa questa situazione nel senso che un gruppo ora attraverso un link può raggiungere un gran numero di persone. Anche in questo caso la situazione è molto dura perché ci sono tantissimi gruppi e tante persone che si autoprofessano esperti del settore senza avere le competenze per farlo.

E’ una situazione piuttosto caotica.

Su quale palco vi piacerebbe esibirvi e con chi?
Ogni membro del gruppo può dare una risposta diversa a questa domanda.

Noi siamo un gruppo piuttosto trasversale che tocca diversi generi differenti. Possiamo suonare in contesti e metal, acustici, rock o prog ma non rientrando totalmente in nessuna di queste sonorità finiremo per sembrare un po’ estranei alla situazione.

Visto che la domanda lascia spazio per volare con la fantasia un teatro con una compagnia di attori a nostra disposizione sarebbe forse il palco che ci piacerebbe di più.

Tra i vari premi e riconoscimenti, citandone alcuni come “Logos” disco del giorno di Twilight, Rai Radio 2 (25-09-2012), “Sinestetica apparenza” video della settimana di Italianissima.net (settembre 2012) e vincitori della finale provinciale padovana del Veneto Rock Contest, quali vi hanno sbalordito?
Essendo giunti in momenti diversi ognuno di questi riconoscimenti ci ha riempito di soddisfazione in maniera diversa.

Forse però le migliori emozioni le abbiamo vissute leggendo commenti e recensioni di persone che si sono emozionate con la nostra musica.

Se poi tra queste persone ci sono anche esperti del settore che nutrono la nostra stima la nostra soddisfazione si amplifica.

Progetti imminenti?
Tantissimi!

Continuare a promuovere “Logos” attraverso il web ed attraverso tutti i palchi di Italia che sono disposti ad ospitarci. Stiamo iniziando anche a lavorare per dare un seguito a questo disco.

Non stiamo con le mani in mano insomma.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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