L’elefante antico

L elefante antico
Il deposito pleistocenico di Casal de' Pazzi

L elefante anticoMuseo Pleistocenico, 19 Ottobre 2012, Roma

Roma è terra d’elefanti. Forse a dichiararlo oggi fa sorridere, ma gli studi e gli scavi archeologici eseguiti in tutto il territorio romano e laziale, confermano come la nostra città sia stata terra ambita da questi stupendi animali e non solo.

In una periferia romana come le altre, a cavallo tra il quartiere di Rebibbia e Casal De’ Pazzi, vi è questo gioiellino, forse ai più sconosciuto, ma molto visitato non appena il sito apre in via straordinaria le porte al pubblico. Il museo Pleistocenico ha una storia avvincente da raccontare, così come lo è il ritrovamento dei reperti rinvenuti al suo interno.

Il museo nasce come sito archeologico, proprio dove sono stati ritrovati i resti dell’Elefante Antico. Non ancora aperto completamente al pubblico, il museo in questi anni ha scoperto, catalogato e conservato i reperti rinvenuti nella valle del fiume Aniene, dove circa 200.000 anni fa vi scorreva per l’appunto il fiume. Soltanto negli ultimi tempi, grazie anche agli sforzi degli studiosi, dei volontari e della Soprintendenza Archeologica di Roma, il sito si sta trasformando in un museo.

Ben presto quindi, il pubblico potrà accedervi per visionare le scoperte avvenute in loco e studiarne la flora e la fauna. Anche i bambini potranno divertirsi studiando attraverso laboratori dedicati.
Ad ogni modo, il deposito pleistocenico ha già richiamato l’attenzione di oltre 2.500 visitatori, nonostante non sia ancora attivo come dovrebbe.

La curiosità in questo sito è davvero molta da parte della popolazione che si ritrova a due passi dal fiume, tra la Via Tiburtina e la Via Nomentana, un vero e proprio gioiello preistorico.

Il sito sorge laddove un tempo scorreva il fiume Aniene. Il fiume ha un ruolo fondamentale in questo ritrovamento, in quanto grazie alla sua forza, è riuscito a raccogliere tutto ciò che le acque hanno trasportato un tempo.

Dalla stratigrafia del terreno inoltre, gli studiosi sono risaliti alle epoche dei reperti, che si sono così anche potuti conservare al meglio. Naturalmente, le pietre e le ossa si sono meglio conservate rispetto al legno, del quale purtroppo c’è pochissima traccia.

All’interno del raccolto museo, che si estende su di un’area di 1.200 mq, vi sono riposte le famose zanne dell’elefante antico, lunghe quasi 4 metri. Ciò fa pensare che l’animale dovesse avere dimensioni davvero imponenti. Vi sono inoltre i denti degli elefanti, ma anche di ippopotami. Sono stati ritrovati inoltre piccole ossa di animali più comuni, ma soprattutto pietre levigate, usate dall’uomo per cacciare, per trattare le pelli e per tagliare.

Nel museo è presente una grande vetrata ove all’interno si può ammirare l’antico letto del fiume Aniene, con alcune zanne di elefante rimaste sul fondo. Tutto è stato lasciato così come è stato trovato, naturalmente accuratamente risposto dagli archeologi dopo aver rivenuto il meraviglioso ritrovamento.
Nell’area sono stati ritrovati circa 2.200 resti ossei, tra cui anche un cranio umano, e 1.500 reperti in pietra.

Roma è terra di elefanti. Sotto il territorio romano ci sono siti archeologici che testimoniano la presenza di questi straordinari animali che hanno vissuto a Roma, in vari punti della città.

Il museo si sta inoltre dotando di immagini di computer grafica e di un filmato multimediale che mostrerà l’area del sito come era una volta, con immagini studiate che riproducono il circondato. Da quel che ho potuto vedere, Roma in questa fascia di terra è una vera e propria palude.

Al momento il museo è visitabile solo su appuntamento. Per maggiori informazioni su come prenotare una visita, potete consultare il sito www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/musei__1/altri_musei_e_collezioni__1/museo_di_casal_de_pazzi_deposito_pleistocenico.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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