Sulla via della seta

Sulla Via della Seta
Antichi sentieri tra Oriente e Occidente.

Sulla Via della SetaPalazzo delle Esposizioni, 26 Ottobre 2012, Roma

Sulla via della seta” è una mostra affascinante, quanto estremamente curata. All’interno dell’elegante salone del Palazzo delle Esposizioni, la mostra organizzata da American Museum of Natural History ed in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Codice.Idee per la Cultura, approda anche a Roma.

In mostra sono presenti più di 150 manufatti originali, tra opere d’arte, tessuti, parati, oggetti in vetro e bronzo, modelli, mappe, ricostruzioni e percorsi interattivi.

Manufatti ma anche documenti che arricchiscono in particolar modo la sezione italiana della mostra, curata da Luca Molà, Maria Ludovica Rosati e Alexandra Wetzel. Tra questi documenti vi sono alcuni testamenti, libri appartenuti a Marco Polo e delle carte geografiche. Una sala tutta italiana che ripercorre attraverso il tempo, le mappe e le rotte, il rapporto dell’Italia con l’Oriente, molto più intenso di quanto si possa pensare.

Sulla Via della SetaSulla via della seta” è una mostra molto scenografica e lo si denota subito, sin dall’ingresso nel salone centrale, ove tre cammelli salutano i visitatori.

Il percorso espositivo si snoda attraverso la ricostruzione di quattro città simbolo della fantomatica Via della Seta, ovvero Chang’an, la capitale cosmopolita della dinastia cinese dei Tang; Turfan, la città oasi del Gobi; Samarcanda, grande centro mercantile e culturale; ed infine Baghdad, capitale del mondo islamico e sede del califfato.

Sulla Via della SetaNella sezione Chang’an, troviamo una scenografia che rappresenta la città, con le facciate delle case in stile orientale, ove sono riposte delle teche con strumenti musicali, statuine di cammelli carichi di merci, dignitari, attori e musici, anche dai tratti somatici stranieri, a dimostrazione della vita culturale e cosmopolita della città. Gli strumenti musicali poi possono essere ascoltati premendo dei pulsanti posti sotto la teca, così da provare anche a comporre una melodia.

Poco più in là invece, vi è la sezione dedicato alla seta, ove è possibile vedere un enorme telaio in legno, oltre che un video ove vi è rappresentata la lavorazione della seta.

Sulla Via della SetaNella sezione Turfan vi è rappresentata una vera e propria oasi. Turfan rappresenta un polo commerciale strategico della Via verso Oriente. Vi è la ricostruzione di una canale di irrigazione e di un pozzo, con accanto delle anfore da dove poter sentire il profumo delle varie spezie. L’oasi contiene inoltre due grandi teche ove si trovano le pelli di alcuni animali, tra le quali una tigre, delle stoffe, le immancabili spezie ed alcuni suppellettili.

Nella sala Samarcanda la carta è la protagonista, messa in risalto grazie ai testi sacri e la documentazione delle transazioni commerciali.

Sulla Via della SetaLa sezione Baghdad mette in risalto la ricerca nei campi delle scienze, della letteratura e della tecnologia. Il visitatore si può anche divertire nell’individuare la rotta della strada da percorrere attraverso uno strumento messo a disposizione, grazie alla posizione delle stelle in cielo. Per noi contemporanei forse è un meccanismo un po’ complesso da usare, d’altronde all’epoca è stato davvero un oggetto di pura tecnologia e prezioso per i viaggiatori.

Una sezione è dedicata alle sete e stoffe preziosissime, tra le quali spiccano la dalmatica del parato di Papa Benedetto XI, confezionata con sete di provenienza asiatica e tessuti italiani di ispirazione orientaleggiante.

Nell’ultima sala invece vi è ricostruita la stiva di una nave, tutta in legno, contenente giare di merci. Il tutto è molto scenografico e suggestivo, grazie anche alle pareti dipinte a tono, con motivi marini.

Senz’altro vi sorprenderà.

La mostra è visitabile fino al 10 Marzo 2013.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.palaexpo.it.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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