Intervista agli Ainur

Ainur
Gli Ainur sono una Symphonic progressive band italiana, nata nel 2004. Ispirandosi ai racconti del celebre scrittore J.R.R. Tolkien, la band mescola musica progressive, classica e folk con del moderno prog metal, realizzando così una musica epica di matrice progressive.

AinurIlúvatar, ancor prima di creare l’universo, ovvero Eä, creò gli Ainur, i quali cantarono una grande musica ispirata dal tema di Ilúvatar stesso, concependo così Arda, il mondo“. Il fantastico mondo di Tolkien nasce così, attraverso la musica. Come nascono gli Ainur?
Luca: Gli Ainur per me sono ciò che di più completo, appagante e artisticamente complesso io possa fare nella vita. Uniscono in un unico progetto Tolkien, musica, letteratura, il mondo fantasy, l’atmosfera romantica tardo ottocentesca, la danza, il disegno e la pittura. E’ ciò che ho sempre voluto fare da quando mi sono avvicinato alla Musica ed all’Arte in generale e grazie a loro, alle persone che compongono gli Ainur, ho potuto realizzare questo mio sogno.

Marco: Anche gli Ainur nascono dalla musica e dall’amore per la musica. Veniamo tutti da esperienze, età ed approcci diversi. Quando si sono formati gli Ainur, è stato un bell’esperimento. Si voleva fare qualcosa di nuovo e appassionante. La passione per la musica e per Tolkien sono le due cose che non ci hanno ancora abbandonato.

Ale: Nascono dall’incontro di persone che amano il Fantasy e la Musica. Insieme questi due elementi possono creare delle grandi cose. E ovviamente nascono da Ilùvatar.

Gli Ainur sono composti da tantissimi musicisti e voci, che rendono unico e speciale questo progetto musicale. In che modo riuscite a gestire così tante personalità artistiche ed a fonderle in un’unica armoniosa anima musicale?
Ale: Non riusciamo sempre, in effetti. A volte Max si mette a cantare dei pezzi degli “Helloween” e Luca suona al violino dei brani dei “Symphony X”, senza contare le varie “rivisitazioni” dei testi di Carlo e le imitazioni di Marco. Una sorta di zoo!

Parlando seriamente Luca, Marco ed io siamo cresciuti ascoltando “Queen”, “Eagles”, “Def Leppard”, “Zappa” e “CSN”, tutti gruppi in cui le voci hanno grande importanza. Quando poi abbiamo scoperto “The Human Equation” di Ayreon ci si è aperto un mondo intero davanti, dove ogni strumento ed ogni voce ha assunto una propria personalità ma allo stesso tempo è parte di un insieme.

Qualche similitudine con gli Ainur di Tolkien?
Marco: Prima di tutto siamo molto amici. Oltre ai concerti, alle prove ed alle registrazioni, passiamo tutti molto tempo insieme. Non è facile gestire il tutto, ma la soddisfazione è tanta, sia in concerto, sia ascoltando gli album registrati.

Luca: quando cominci a concepire ed a vedere il mondo con gli occhi ed il cervello gonfio dei libri di Tolkien, un progetto come gli Ainur diventa possibile. In termini di gestione è molto, molto complicato ma adesso come in origine noto che tutti sanno quale sia la strada che il progetto deve seguire e lavorano per raggiungere un obbiettivo comune. È un fattore che nei gruppi artistici e musicali deve esistere, ciò è determinante.

Gli Ainur, si ispirano alle storie narrate dal genio di J.R.R. Tolkien. Qual è la storia che più vi sta a cuore?
Marco: tutto il “Silmarillion” è magnifico. Personalmente preferisco la storia della “Battaglia delle Innumerevoli Lacrime”, detta “Nirnaeth Arnoediad”, una delle pagine più tristi ed epiche del libro. Probabilmente la sentirete presto.

Luca: dipende molto dal momento. Per me Tolkien è un autore in cui immergersi. Affronto la sua opera come si potrebbe fare con Dante o Mozart. Attualmente sono appassionatissimo dei suoi primi scritti, che in Italia sono noti fondamentalmente come “Racconti Perduti” e “Racconti Ritrovati”.

La storia di Eriol e della “Casetta del Gioco Perduto” è uno dei suoi componimenti migliori secondo il mio punto di vista. Piccolo, dolce ed intriso comunque di una aulicità unica.

Ale: Personalmente adoro il “Silmarillion” e tantissime storie che sono al suo interno. Se proprio dovessi scegliere una storia tra tutte quelle che amo credo che sceglierei quella di Beren e Luthien.

Quale tra le tante storie, secondo voi, dovrebbe essere celebrata, così come è successo cinematograficamente con “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit“?
Marco: Nel “Silmarillion” ci sono tante storie avvincenti, ma due le vedrei bene al cinema, ovvero la “Caduta di Gondolin” e la “Battaglia delle Innumerevoli Lacrime”, magari entrambe dirette da Peter Jackson o da Spielberg.

Ale: Senz’altro la storia di Beren & Luthien.

Luca: io e mio fratello adoriamo il cinema e soprattutto le trasposizioni perché generano discussioni ed approfondimenti. In questo caso se alcune delle storie contenute ne “Il Silmarillion” venissero trasposte al cinema ci sarebbe un rifiorire di nuove edizioni di tutti quei racconti di Tolkien ad oggi inediti in Italia. Personalmente credo che la trasposizione di “Children of Hurin” sarebbe ottima, poichè è una storia a se stante, ben inserita nella mitologia ma non troppo dipendente da essa. Anche se l’”Ainulindale” sarebbe strepitosa.

La vostra musica è un mix di progressive, musica folk e prog metal. Il tutto mescolato dalle piacevolissime voci che intonano i testi composti da Wilma Collo, su ispirazione delle storie di Tolkien. Qual è il pezzo che più rispecchia l’anima degli Ainur?
Luca: Ci piace pensare di non porci troppi limiti quando scriviamo. Per alcuni questo si chiama “Prog” per altri non lo è, ma alla fine per noi è fondamentale raccontare le storie di Tolkien col linguaggio della Musica. Credo che i due brani che contengono tutto ciò che gli Ainur possano esprimere siano “The Time Beyond” e “Hirilorn” legata a “Towards Nargothrond”.

Marco: Sono di parte in questo, ma credo che i brani più caratteristici siano quelli in cui tutti i musicisti suonano. Quindi la mia scelta ricade su “The Time Beyond”.

Ale: Beh, qui ognuno ha la propria idea sicuramente, anche perché gli Ainur hanno più di un’anima e più di un vestito da indossare. Prendendo ad esempio i brani di musica Prog, forse sceglierei “Barahir’s son” o “Son of Gloom”; mentre per la musica Folk direi sicuramente “Hirilorn” o “Thingol & Beren”; infine per il rock ed il Prog metal sceglierei “The Two Songs” o “Carcaroth”.

In che modo i fans reagiscono ai vostri concerti?
Marco: le reazioni sono sempre positive. Alcuni canticchiano le nostre canzoni, altri stanno attenti ai dettagli, altri semplicemente ascoltano un genere che non sempre sentono in giro. In sostanza comunque, l’atmosfera è piacevole.

Luca: ultimamente vengono anche da lontano per assistere ai nostri concerti. Questa è una soddisfazione incredibile. Vedere qualcuno che canta le canzoni che hai scritto è davvero una sensazione unica. Ciò ti fa capire che si è parte di un qualcosa che trascende la quotidianità, qualcosa che va al di la del mondo “normale”, proprio l’effetto che provocano le opere di Tolkien.

Ale: Normalmente vedo delle facce sorprese, contente di trovarsi davanti a qualcosa di nuovo, ansiose di sentire altro e di scoprire meglio questo nuovo mondo musicale. È molto appagante.

All’attivo avete ben 3 album, ovvero From Ancient Times del 2006, Children of Hurin del 2007 e Lay of Leithian, pubblicato nel 2009, riguardante la commovente storia di Beren & Luthien. Quali tra questi dischi è il vostro preferito?
Ale: Sono tutti degli album che ho vissuto e sentito, ma per la completezza degli arrangiamenti e la profondità della storia, devo ancora propendere per “Lay of Leithian”.

Marco: Per ora “Lay of Leithian”, ma stiamo lavorando a un disco che potrebbe superarlo.

Luca: Dopo l’uscita di “Lay of Leithian” ho subito dichiarato a chi me lo chiedeva che mai più sarei stato in grado di scrivere musica in questo modo e lo penso ancora. “Lay of Leithian” ha spremuto letteralmente tutta la musica che avevo dentro negli ultimi anni. Mi ci vorrà parecchio per accumularne di nuova a sufficienza per ripetermi.

Quale album consigliereste di ascoltare nella lettura di uno dei libri di Tolkien?
Luca:Trilogy” di Malmsteen, i Clannad, gli Yes ma anche molte colonne sonore e ovviamente noi stessi.

Marco: Oltre ai nostri dischi? Direi qualcosa dei primi dischi di “Malmsteen”, “Ayreon”, “Symphony X” o le colonne sonore de “Il Signore degli anelli” di Howard Shore.

Ale: Musica celtica, ma anche “Gentle Giant” o musica soft come country o folk. Per i più intransigenti sceglierei “Symphony X”, “Blind Guardian” e ovviamente “Ainur”.

Vi siete in qualche modo messi in contatto con la famiglia di Tolkien, magari facendo ascoltare loro la vostra musica?
Luca: Una delle persone più vicine a noi, un artista piemontese di nome Lorenzo Daniele, è uno dei pittori più apprezzati da Priscilla Tolkien, la figlia di Tolkien. Secondo lui gli Ainur sono il gruppo che meglio descrive il complesso universo tolkieniano e per noi è uno dei più bei complimenti ricevuti. A quanto ne so questo è il legame più stretto che ci sia fra noi e la famiglia Tolkien.

Marco: Non personalmente. Può darsi che in qualche modo abbiano ascoltato qualcosa, ma non abbiamo mai avuto contatti diretti con loro. Certo ci piacerebbe sapere cosa ne pensano.

C’è un episodio in particolare che vorreste condividere, riguardante le affinità, la sinergia e magari le “coincidenze” tra la vostra musica ed il mondo di Tolkien?
Ale: Le coincidenze non esistono. Siamo noi che ce le creiamo! Più che con la musica degli Ainur, il mondo di Tolkien ha tantissime affinità con la nostra vita e il nostro modo di pensare (e quindi con il nostro modo di comporre). Siamo in 18, più amici che “colleghi”, come una grande comunità elfica… quale coincidenza deve esserci ancora?

Marco: Come ha dichiarato Ale, il mondo di Tolkien è qualcosa a cui in un certo senso vogliamo arrivare, è qualcosa di puro, genuino ed anche rispettoso di tutto quanto c’è in natura. Per me è un bellissimo modo di vedere la vita.

Luca: Beh ragazzi, un evento c’è eccome! Nel 2005 abbiamo cominciato a scrivere i brani che sarebbero poi diventati “Children of Hurin”. Quando nel 2007 la nostra casa discografica ha annunciato l’uscita del disco per fine anno, giunse notizia che nell’anno sarebbe uscito il libro “I Figli di Hurin”. Dopo quasi 30 anni sarebbe stato pubblicato un libro di Tolkien ed era lo stesso identico libro a cui noi ci ispiravamo.

Cosa vi aspettate dall’uscita del nuovo film “The Hobbit” di Peter Jackson?
Marco: Un grande spettacolo. Ho amato all’inverosimile i tre film de “Il Signore Degli Anelli”, nonostante le imperfezioni ed i cambiamenti rispetto al libro, ma l’atmosfera che si respira è magia per gli occhi.

Luca: Quando ho saputo che il regista sarebbe stato Peter Jackson dopo l’iniziale scelta di Guillermo del Toro confesso che sono stato felice poiché l’amore e l’impegno che Peter Jackson ha messo per ricreare la Terra di Mezzo è stato a dir poco incredibile. Mi aspetto tanto e so che avremo tanto.

Ale: Beh, vedendo quello che Peter Jackson è riuscito a fare con “Il Signore degli Anelli” direi che non possiamo aspettarci niente di male.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Ale: Un album acustico e poi un grande ritorno a delle ambientazioni più dure per mettere in musica le guerre del Beleriand.

Marco: Adesso stiamo ultimando il quarto disco, un album acustico. Probabilmente ci sarà un nuovo album molto più prog-metal e forse un dvd live. Insomma molte news.

Luca: Si e poi ancora “Fall of Numenor”, album in realtà quasi finito ma che pubblicheremo dopo in 2014 di sicuro e poi… “Ainulindale”? Mah, forse.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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