G.I. JOE

gi joe

 

GENERE: Azione, Avventura

REGIA: Jon Chu

SCENEGGIATURA: Rhett Reese, Paul Wernick

ATTORI: Channing Tatum, Bruce Willis, DwayneJohnson, Ray Stevenson, Adrianne Palicki, Ray 

Park, Jonathan Pryce, Arnold Vosloo, Elodie Yung, D.J. Cotrona, Lee Byung-hun

FOTOGRAFIA: Stephen F. indon

MONTAGGIO: Roger Barton, Jim May

PRODUZIONE: Hasbro

DISTRIBUZIONE:    Universal Pictures

PAESE: USA 2013

DURATA: 110 Min

TRAMA: Per l’operaio Douglas Quaid, nonostante una moglie bellissima che ama, i viaggi mentali offerti dalla Rekall sono la vacanza sogno per sfuggire alle tante

frustrazioni della sua quotidianità. Le memorie di una super spia sarebbero proprio quel che fa al caso suo. Quando però la procedura cui si sottopone va in tilt, Quaid si ritrova ad essere un uomo braccato, in fuga dalla polizia controllata dal Cancelliere, leader del Mondo Libero. Finirà assieme a una ribelle, in cerca del capo della Resistenza e del modo di fermare il Cancelliere. Progressivamente, la distinzione tra realtà e fantasia diverrà sempre più impalpabile.

Film dall’impronta fumettistica, con moltissima (troppa) azione e dispiego di forza fisica. La storia piuttosto banale: il mondo è in pericolo perché un impostore ha preso il posto del Presidente degli Stati Uniti e ovviamente vuole conquistare il mondo obbligando le principali potenze mondiali al disarmo nucleare; nessuno si accorge di niente tranne tre uomini ovviamente intrepidi che percepiscono il pericolo, e per avere qualche freccia in più al loro arco devono scendere a patti con vecchi nemici e soprattutto scovare e coinvolgere il Joe originale da cui il nome della squadra.

Inutile puntualizzare che il Joe in questione è Bruce Willis, in forma come non mai nonostante l’età anagrafica.

La storia si svolge tra colpi di scena e azioni mirabolanti, dopotutto G.I. Joetratto da un fortunato anche se datato, fumetto della Hasbro, e qui se ne respira l’atmosfera in ogni fotogramma, ma il risultato finale è un po’ deludente, gradevole l’assenza di turpiloquio nei dialoghi forse per il pubblico a cui è rivolta questa pellicola, in compenso nonostante tutte le spettacolari scene di lotta e i numerevoli morti in battaglia non si vede una sola goccia di sangue.

Forse questo prodotto cinematografico era rivolto ad un Pubblico  giovane  e  maschile, come Trasformers oppure Captain  America,  la  storia  è  sviluppata soprattutto in funzione degli effetti speciali, e il 3D ne esalta ulteriormente l’effetto, ma in questo film anche i cattivi non convincono del tutto, mancano di carisma e spessore, in questo sequel è come se mancasse qualcosa, è come se fosse stato  privilegiato  il  lato  spettacolare  tralasciando  la  storia,  anche l’immarcescibile Bruce Willis calato in questi panni non contribuisce alla buona riuscita di questo film.

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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