Intervista ai Sintonia Distorta

Sintonia Distorta
Simone Pesatori, uno dei fondatori e voce dei Sintonia Distorta, si racconta alle pagine di Sul Palco per narrare i nuovi progetti della band rock-metal. Si possono ascoltare alcuni brani e vedere i video presso il sito www.sintoniadistorta.it .

Sintonia DistortaLa storia dei Sintonia Distorta ha inizio nel 1995 da Fabio e Simone. Nel corso degli anni il nucleo storico si avvicenda alla ricerca dei componenti che, ad oggi, risultano essere il gruppo definitivo. Quanto è difficile trovare le giuste alchimie tra i componenti?
Molto, Sara, molto!

Forse pochi come noi lo possono capire a fondo!
La musica è per noi anzitutto una grande passione.

Fin dagli esordi il trovarsi in sala prove e formare una band è sempre stata una pratica senza particolari ambizioni, se non quella di divertirsi e di stare bene insieme, facendo qualcosa che ci appagasse e che ci piaceva davvero.

L’aspetto dunque riguardante i rapporti interpersonali ed il feeling tra i membri della band è sempre stato di fondamentale importanza per noi. Nel lavoro puoi anche “sorvolare” su alcune dinamiche e su eventuali incomprensioni e antipatie ma nella musica, che è per noi anzitutto un punto di incontro, di condivisione e di divertimento oltre che un momento di relax, assolutamente no.

L’armonia tra di noi è fondamentale e devo ammettere che il feeling e l’aria “leggera” che si sta respirando da un paio di mesi a questa parte (ovvero dal momento in cui siamo “ripartiti a tutto gas” con la nuova e attuale formazione) poche volte la si è percepita in passato.

Certamente, col tempo l’impegno si è fatto più “serio”, si sono sviluppati dei progetti e fissati degli obiettivi, perciò l’importanza di proporre un “prodotto” qualitativamente valido ci ha portato nel tempo a valutare attentamente l’aspetto più prettamente tecnico – musicale, ma senza mai tralasciare l’elemento “amicizia”.

Troppi in passato hanno “giurato amore eterno ai Sintonia” per poi sparire ed abbandonare il progetto adducendo motivazioni poco credibili.

La “Sintonia” per noi che suoniamo rock ha una venatura “Distorta”, come è appurato dal nome della band , non è quindi qualcosa che va “sbandierata” o dimostrata a parole ma è qualcosa che nasce spontaneamente in sala prove, è qualcosa che ti porta a capirti anche con un solo cenno o un solo sguardo ed a stimarti reciprocamente.

Credo, anzi ne sono fermamente convinto, che sia un atteggiamento che poi si porta anche sul palco durante le esibizioni e le persone colgono perfettamente, divertendosi, come ci stiamo finalmente divertendo noi.

Dalle cover rock/heavy/metal alla musica originale che contraddistingue la formazione dei Sintonia Distorta. Un progetto di più ampio respiro che appaga creativamente la band. Qual è il disco o la canzone alla quale siete più legati?
Difficile fare una sola scelta.

La proposta di sole cover degli inizi ci è sempre stava troppo stretta, anche negli anni a venire si è cercato, pur di avere l’occasione di suonare in giro (e questo è purtroppo il grande “limite” dell’underground musicale italiano, ancora troppo ancorato, per l’ovvia convenienza dei gestori dei locali, alle cover band ed ai tributi, con il seguente soffocamento della creatività di cui invece la musica avrebbe bisogno) di riproporre brani famosi.

Nulla ci appaga però come la stesura di un brano, la creazione “dal nulla” di un riff, di un ritornello, di un testo.

Riscontrate poi positive reazioni anche da diverse riviste e webzine del settore in occasione dell’uscita dell’ultimo lavoro in studio Anthemyiees, la scelta di porre maggiore attenzione ai brani inediti ci sta soddisfacendo molto.

Musicalmente ogni brano è una tua piccola creazione, perciò in qualche modo si è legati un po’ a tutti i pezzi.

Dal punto di vista dei testi, posso invece affermare che ad oggi sono personalmente molto legato a “No need a show”, scritta per la mia compagna Valentina e a “Menta e fragole”, ove la storia narra dei miei genitori.

A nome di tutto il gruppo, più o meno, credo che l’esecuzione dal vivo di pezzi come “Anthemyiees”, “Pioggia di vetro” e la nuovissima “I ponti di Budapest” ci regalino grandi emozioni!

In passato vi siete anche divertiti a rielaborare pezzi classici della musica pop degli anni ’80 e ’90 in chiave rock. Qual è il pezzo che avreste voluto far vostro?
In realtà è una proposta ancora attiva, nel senso che in fase live, per spezzare un po’ dai nostri brani e non rischiare di annoiare eccessivamente l’ascoltatore, abbiamo deciso di mantenere ed inserire con una certa continuità, alcuni classici pop e pop/rock anni ’80 e ’90.

Pezzi che le persone non possono non conoscere e che noi riadattiamo in quello che le testate locali hanno ormai etichettato come il “Sintonia – style”.

Brani come “Ti sento” dei Matia Bazar o “Maniac”, famosa per la colonna sonora di Flashdance, o “Because the night” di Patti Smith mantengono la loro musicalità e tutto sommato anche la struttura originale ma vengono suonati con quel tocco power/prog rock che a noi piace e che stia facendo divertire ed anche ballare il nostro pubblico.

Proprio in queste ultime settimane stiamo lavorando a dei medley dove ci piacerebbe inserire nel repertorio pezzi molto accattivanti come “What a feeling” e “Fame” o brani più “happy” come le sigle di “Ken il guerriero” e “Daitarn III”.

I Sintonia Distorta trovano la loro dimensione nel sound rock e metal. A quale progetto state dunque lavorando ora?
L’idea è quella di poter portare avanti con la continuità che troppo spesso ci è mancata le esibizioni.

Alcune date sono già state fissate, come quella del 19 ottobre presso l’Hangar 22 di Retorbido (PV) ed una che sarà definita a breve creata ad hoc per promuovere l’apertura di nuovo locale nel centro di Lodi.

Siamo comunque in contatto con diversi locali del lodigiano ma anche delle provincie limitrofe dove altri gestori ci hanno contattato per avere la nostra disponibilità.

Dovremmo stilare a breve un calendario che ci permetterà di avere almeno una data ogni mese.

Nel frattempo già diversi inediti sono pronti ed altri sono in fase di arrangiamento.

L’obiettivo è di preparare al meglio il materiale per entrare a breve nuovamente in studio e dare alla luce il nuovo album.

Come affrontate il mercato discografico contemporaneo?
Premesso che il mercato discografico è praticamente saturo di proposte e che le vendite, con l’avvento di internet e gli scaricamenti massivi (sicuramente comodi ed economici, ma devastanti per chi vuole vivere di musica) sono ridotte all’osso.

Ad ogni modo la voglia di farne parte c’è e pare che qualcosa si stia muovendo da questo punto di vista, ma un po’ per scaramanzia e un po’ perché ad oggi di sicuro non c’è ancora nulla, preferisco non dire di più e mantenere ancora viva la speranza che qualcuno voglia credere in noi.

Tra i tanti progetti c’è da segnalare la collaborazione con l’Accademia Lodigiana di Danza “Il Ramo”. In cosa consiste?
La collaborazione con l’Accademia Il Ramo è bellissima e straordinaria. E’ nata a seguito dell’uscita di “Anthemyiees”, l’ultimo nostro lavoro in studio.

La direttrice, nonché coreografa di spicco Sabrina Pedrazzini, ha ascoltato il nostro disco e ci ha subito voluti per uno spettacolo che si è tenuto nel giugno del 2012 presso il Teatro del Viale di Lodi, ripetuto in seguito il 30 giugno 2012 in occasione della Notte Bianca di S.Fereolo, il quartiere lodigiano che ha ospitato anche quest’anno una delle kermesse più importanti e ben riuscite della provincia.

Gli spettacoli andati in scena in queste due occasioni e che ci hanno garantito un duplice sold out, hanno visto protagonisti alcuni ballerini del corpo di ballo de “Il Ramo”, peraltro professionisti che hanno già lavorato con Laura Pausini e Povia, danzare sulle note di alcuni nostri brani, mentre gli stessi venivano da noi eseguiti dal vivo, con coreografie studiate e create appositamente sulle nostre musiche e sui nostri testi.

Purtroppo, a causa di alcuni imprevisti, né lo scorso Natale né quest’estate siamo riusciti ad organizzare altre esibizioni insieme all’Accademia, ma gli eventi sono solo rimandati, sono sicuro e speranzoso che per il prossimo inverno riusciremo a condividere nuovamente il palco con questi bravissimi e simpaticissimi ballerini. E’ stata, e sarà ancora, un’esperienza davvero emozionante!

Quali sono gli artisti che influenzano maggiormente i Sintonia Distorta?
In realtà non abbiamo dei veri e propri artisti di riferimento, basti pensare che gli addetti ai lavori ed i vari redattori delle recensioni a cui ho fatto riferimento prima, ci hanno accostato a band, o meglio a dei mostri sacri della musica mondiale, tra loro molto diversi, come i Genesis, i Dream Theater, gli Iron Maiden, ma anche le Orme, i primi Timoria ed i Nomadi.

Avendo la maggior parte dei componenti della band un background legato al metal ed al power anni ’80 credo che in un certo modo alcune sonorità richiamino a quel genere, però ci è sempre stata riconosciuta anche una precisa identità e una venatura progressive abbastanza originale.

Questo è per noi motivo di grande soddisfazione, perché ci induce a pensare che i Sintonia Distorta somiglino solo ai Sintonia Distorta.

Su quale grande palco vi piacerebbe suonare e a fianco di chi?
Ogni palco e ogni location in cui suoniamo, sia essa piccola o magari poco attrezzata, se ricca di amici e di pubblico che si diverte ci regala comunque grandi emozioni e soddisfazioni.

A nessuno di noi penso dispiaccia l’idea di poter calcare un grande palco, ma preferisco per ora viverlo ancora come un sogno nel cassetto, anche se ho 37 anni “suonati”.

Personalmente, posso concludere con una battuta, pensando ad una situazione che non si realizzerà mai, il mio unico e grande mito è da sempre Michael Kiske (ex Helloween, ora Unisonic) e Fabio, il nostro bassista, nonché per me praticamente un fratello, scherza spesso sul fatto che se un giorno facessi un duetto con Kiske sarebbe l’ultima volta che mi vedrebbe vivo, poichè non reggerei all’emozione.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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