RUSH

L'epico duello tra Hunt e Lauda nella affascinante Formula 1 degli anni settanta

REGIA: Ron Howard
TITOLO ORIGINALE: Rush
GENERE: Azione, Biografico, Drammatico
SCENEGGIATURA: Peter Morgan
ATTORI: Chris Hemsworth – Daniel Brühl – Natalie Dormer – Olivia Wilde – Lee Asquith-Coe – Alexandra Maria Lara – Julian Seager – Tom Wlaschiha – Joséphine de La Baume – Jamie Sives – Pierfrancesco Favino – Rebecca Ferdinando – James Norton
MUSICHE: Hans Zimmer
MONTAGGIO: Mike Hill
FOTOGRAFIA: Anthony Dod Mantle
DISTRIBUZIONE: 01Distribution
PAESE: Stati Uniti d’America, Germania, Gran Bretagna
DURATA: 123 Min

TRAMA: Rush racconta la vera storia di una delle più grandi rivalità che il mondo della Formula 1 abbia conosciuto: quella tra il carismatico ed estroverso pilota inglese James Hunt con il metodico e perfezionista austriaco Niki Lauda. Il film racconta le loro vite dentro e fuori dai box e si concentra sul 1976, quando i due avversari sono drammaticamente in lotta per aggiudicarsi il titolo di campione del mondo.

I film che raccontano lo sport sono generalmente difficili da realizzare. Le emozioni che evocano risultano spesso annacquate dalla mancanza di adrenalina e di realismo. Invece, questo nuovo film di Ron Howard (dopo le delusioni de “Il Codice da Vinci” e di “Angeli e Demoni”) ha il merito di incollare lo spettatore davanti lo schermo e di far rivivere una stagione leggendaria della Formula 1, quella degli anni ’70, segnati da duelli epici come quello, appunto, tra l’inglese James Hunt e l’austriaco Niki Lauda.

I due piloti si conoscono agli inizi della carriera nelle serie minori della Formula 3. Vanno subito in conflitto essendo diversissimi: l’inglese è un playboy che si gode la vita, vanitoso ed esuberante anche in pista; l’austriaco è un freddo e razionale calcolatore, in pista come nella vita.

Dopo qualche anno i due si ritrovano in Formula 1: Lauda (interpretato da Daniel Bruehl, già protagonista di “Bastardi senza gloria” e “Goodby Lenin”) è già diventato campione del mondo alla guida della mitica scuderia Ferrari; Hunt (interpretato da Chris Hemsworth, attore in “Thor” e “The Avengers”), invece, dopo aver attraversato un periodo difficile alla guida di una piccola scuderia senza sponsor e in difficili condizioni finanziarie, diventa pilota della McLaren.

E’ il 1976 l’anno chiave: gli eterni avversari si ritrovano a lottare per il titolo di campione del mondo ed è in questo passaggio che il regista rivela tutta la sua bravura. A parlare sono le emozioni, i drammi che si consumano all’interno, il ruggito dei motori, lo sporco dei piloti e dei meccanici in un’escalation di eccitazione che coinvolge sia lo spettatore che ha vissuto direttamente quegli anni sia lo spettatore che ha saputo solo dai giornali e dalla TV. Il film ci riconsegna il clima di quegli anni, facendosi apprezzare per il realismo non fine a se stesso, ma perfettamente integrato alla dimensione del racconto.

Il film ci restituisce una stagione epica della Formula 1. Il brivido correva lungo la schiena dei piloti in ogni istante, in ogni curva si poteva trovare la morte. Oggi, per fortuna, si sono fatti passi enormi per garantire la sicurezza dei piloti, ma il progresso e lo sviluppo tecnologico hanno reso le gare attuali meno imprevedibili e più legate al ruolo della macchina rispetto al pilota. Howard confeziona un film con ritmi sempre ben sostenuti, dove è facile scorgere la rivalità di due personaggi che si stimano e risultano intimamente intrecciati, nel bene e nel male. La fotografia è straordinaria nel donarci i dettagli della paura e del pericolo, particolarmente emozionante nelle immagini dei GP di Germania (incidente di Lauda) e del GP del Giappone (ultima gara del mondiale in cui si assegna il titolo). Gli interpreti si dimostrano tutti all’altezza del loro ruolo, compreso Pier Francesco Favino nel ruolo del pilota Clay Regazzoni, compagno di team di James Hunt.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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