Cézanne e gli artisti italiani del ‘900

Cezanne
La mostra.

CezanneRoma, Complesso del Vittoriano, 4 Ottobre 2013

Inaugurata una delle grandi mostre in rassegna presso il Complesso del Vittoriano, dedicata a uno dei più grandi artisti che ha caratterizzato il ‘900, ovvero Cézanne.

L’esposizione, fruibile al pubblico dal 5 Ottobre fino al 2 Febbraio 2014, accompagnerà i visitatori in un percorso artistico alla (ri)scoperta delle opere di Cézanne e dei più grandi artisti italiani, accomunati dallo stesso periodo storico e dalle influenze della pittura del maestro francese.

Le opere in esposizione sono all’incirca 100 e comprendono dipinti di Cézanne, Morandi, Carrà, Boccioni, Severini, Sironi, Capogrossi e molti altri artisti della scena pittorica italiana del Novecento, con dipinti provenienti dai più prestigiosi musei, tra cui il The State Hermitage Museum, il Musée d’Orsey e la Fondazione Collezione E.G. Buhrle.

CezanneIl percorso espositivo si snoda con l’elemento chiave della rilettura degli artisti italiani del ‘900 che hanno subito l’influenza della pittura di Cézanne. Del Morandi vi sono gli anni della sua formazione artistica, del Boccioni la fine dell’esperienza futurista, del Carrà l’intensità emotiva, del De Pisis la precisa attenzione per la costruzione delle nature morte, del Sironi gli spazio volumetrici, del Capogrossi il lavoro figurativo e del Pirandello la ricerca di una drammatica verità.

Tutti elementi racchiusi straordinariamente nell’arte pittorica di Paul Cézanne, definito come il padre dell’arte moderna, influenzando notevolmente i primi anni del secolo scorso, sia per quanto concerne gli artisti e sia per la loro creatività.

Ad avviare questa influenza nel nostro Paese è il critico, artista e polemista Ardengo Soffici, il quale resta colpito dalla pittura di Cézanne e grazie al suo articolo pubblicato sulla rivista “Vita d’Arte”, Cézanne diviene un punto di riferimento e di confronto tra gli artisti, alla ricerca di una approfondita conoscenza della cultura europea più innovativa.

CezanneAttraverso un percorso derivato dall’impressionismo, la consistenza plastica e volumetrica della produzione più matura, soprattutto riguardo le nature morte, passando per la liberazione del colore verso allusività simboliche, mescolando quel senso di irrequietezza e drammaticità tipiche della pittura di Cézanne.

Il percorso espositivo inizia con un’area dedicata ai protagonisti della mostra, tra fotografie, raccolta di libri e giornali, con biografie e elementi caratteristici di ogni artista presente. La mostra si snoda infine in quattro grandi aree, ovvero quella dei paesaggi, dei nudi, dei ritratti e della natura morta.

I dipinti presenti, seppur fortemente influenzati da Cézanne, mantengono la loro originalità ed il tratto caratteristico di ogni artista presente.

Dai paesaggi più nitidi, sino al tratto sregolare dei colori e delle composizioni, per proseguire verso l’ampia sala dedicata ai nudi, per lo più femminili, ove la figura umana è raffigurata sia in piccoli dipinti che in gigantografie che catturano tutta l’attenzione del pubblico. I ritratti subiscono anche influenze cubiste, ma i colori e le pennellate sono riconducibili a quelle del maestro ispiratore Paul Cézanne.

CezanneInfine le più note opere del Cézanne, le nature morte, affiancate inoltre da dipinti che raffigurano il tormento dell’uomo, dell’eterno e della vita che finisce.

Una meravigliosa esposizione mirata ad approfondire uno straordinario patrimonio artistico che ha influenzato la pittura degli inizi del ‘900, molto più vicina di quanto possiamo immaginare, corredata inoltre da laboratori per le scolaresche alla ricerca del tratto di Cézanne e della storia dell’arte che ne ha caratterizzato il suo tempo.

La mostra è curata da Maria Teresa Benedetti in collaborazione con Denis Coutagne, Rudy Chiappini e Claudio Strinati.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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