Nomachi

Nomachi
Le vie del sacro.

Nomachi Roma, Museo Macro La Pelanda, 13 Dicembre 2013

Emozionante e ricca di colori la mostra fotografica di Kazuyoshi Nomachi allestita presso il Museo Macro La Pelanda di Roma, con un allestimento creato appositamente da Peter Bottazzi, per meglio vivere l’esperienza fotografica ed emozionale delle immagini presenti.

Dal 14 Dicembre 2013 fino al 4 Maggio del 2014 il pubblico può immergersi nelle immagini straordinarie del Nomachi, alla scoperta del mondo ed in special modo sulla via del sacro.

Il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni tematiche, ovvero Sahara, Nilo, Etiopia, Islam, Gange, Tibet ed Ande. Come è facilmente intuibile dal nome di ogni sezione, vi sono raggruppate delle suggestive immagini che narrano i luoghi, le persone, le tradizioni, le usanze, i costumi ed i riti che ne caratterizzano la zona e la religione delle persone che vi ci abitano.

Nomachi da oltre quarant’anni è un fotografo documentarista che ha girato il mondo, approfondendo sempre più il tema della preghiera e della ricerca del sacro, nelle svariate culture e società, in special modo catturando i momenti di quelle popolazioni che vivono nelle terre più aspre, sperdute ed apparentemente fuori dal mondo, un modo completamente diverso da come noi oggi lo conosciamo.

La prima sezione è dedicata al Sahara, dove l’ambiente desertico, con i suoi colori e le sue linee essenziali, colpiscono l’immaginario di Nomachi, il quale dopo esserci stato per la prima volta nel 1972, vi tornerà ancora per scoprire quali altre meraviglie ha da svelargli.

La sezione Nilo è dedicata sostanzialmente alle popolazioni del Sudan meridionale, ove Nomachi si è recato nel 1980. A distanza di anni dal suo primo viaggio, la vita degli abitanti non è quasi per niente cambiata. Questa popolazione vive a stretto contatto con il bestiame ed usano ancora cospargersi di ceneri per proteggersi dagli insetti. Nomachi immortala così una vita fuori dal mondo, ma al contempo estremamente semplice, meravigliosa ed essenziale, ove anche l’allattamento al seno di due gemelli assume quella semplicità primordiale che forse nella società moderna si è perduta, all’inseguimento della frenesia urbana.

NomachiLa sezione Etiopia alterna panorami di altopiani ed aree semi desertiche, ove vivono circa 83 gruppi etnici. Ed è proprio qui che sul finire degli anni ’90 Nomachi viene a conoscenza di una comunità cristiana risalente ai primi secoli dopo Cristo, ove è ancora molto viva la fede. Qui Nomachi visita chiese rupestri e monasteri, ove i fedeli continuano a porgere offerte come ai tempi della Bibbia.

La sezione Islam principalmente raccoglie immagini di scene catturate durante il pellegrinaggio dei fedeli a La Mecca durante la funzione della Notte del Destino, il 27esimo giorno del Ramadàn, la celebrazione che commemora la rivelazione del Corano al Profeta.

La sezione Gange è legata al rito del bagno purificatorio nell’acqua dell’omonimo fiume che attraversa l’India. Un fiume che nasce dai ghiacci dell’Himalaya e scorre fino al golfo del Bengala. Le acque del fiume, legate al culto di Shiva, lavano i peccati di chi vi si immerge e liberando dalle sofferenze della reincarnazione di chi vi fa spargere le sue ceneri. Vita e morte sono legate a questo fiume, sempre gremito di pellegrini.

La sezione Tibet è un altro affascinante viaggio del Nomachi alla scoperta dei tibetani e del Buddismo, sempre più ricercato dagli occidentali per via del mite ottimismo che caratterizza questa religione. Immagini di pellegrini che affrontano lunghi e faticosissimi viaggi, prostrati letteralmente a terra sulla strada per Lhasa, la città sacra dei buddisti tibetani.

L’ultima sezione è dedicata alle Ande, una delle più recenti immagini catturate da Nomachi. In questa sezione sono ripresi dei pellegrini, detti Ukuku, che si arrampicano in cima a una vetta di 5.000 metri ove è eretta su un ghiacciaio una croce. Un viaggio faticoso ed impervio per i pellegrini, anche con cospicue nevicate, che non rinunciano a compiere questo atto di fede.

NomachiLe fotografie del Nomachi sono pubblicate in tutto il mondo ed appaiono sulle maggiori riviste di fotografia, come The National Geographic, Stern e GEO.

Molte delle foto esposte presso il Museo Macro La Pelanda sono state premiate con l’Annual Award of the Photographic Society e con la Medal of Honor with Purple Ribbon.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artististica di Roma Capitale, dal MACRO e da Civita, con il sostegno di Canon e la collaborazione di Crevis e della Fondazione Italia Giappone.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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