ATLANTIC RIM

 

Nazione: USA

Durata: 82 minuti

Regia: Jared Cohn

Anno: 2013

Cast: David Chokachi, Jared Cohn, Anthony ‘Treach’ Criss, Nicole Dickson, Jinhi Evans, Graham Greene, Cecelia Kuhn, Jackie Moore, Nicole Alexandra Shipley, Demetrius Stear

TRAMA: Una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico affonda inspiegabilmente. Ad indagare sul misfatto vengono inviati tre megarobot antropomorfi che scopriranno che ad affondare la piattaforma è stato un mostro marino che deciderà di attaccare anche la terraferma. Sarà però solo il primo attacco di questi mostri e i tre megarobot saranno le armi di difesa più efficaci contro di loro…

Film che definirei abbastanza dignitoso considerato il livello modesto della produzione che non può di certo competere con la produzione di Pacific Rim da cui richiama il titolo; poteva essere sviluppato decisamente meglio, forse e soprattutto dal punto di vista della grafica e degli effetti speciali che in alcune sequenze ricordano molto da vicino un videogame; inutile dire che questo film non ha nulla a che vedere con Pacific Rim, film precedente dello stesso genere, ma che aveva un budget decisamente superiore e che per questo motivo ha avuto maggiore visibilità e considerazione da parte del pubblico.

La trama potrebbe essere  interessante per gli amanti del genere, il cast è di tutto rispetto, con un Graham Greene a cui però si poteva dare maggior rilievo nella sceneggiatura, e che qui appare un po’ sottotono.

Alcuni attori purtroppo non sono credibili al 100% nel ruolo di militari di carriera, si muovono in modo tutt’altro che marziale, e la pilota in particolare, ha un’andatura piuttosto sculettante (se mi perdonate il termine) che si addice più ad una velina che ad un pilota militare, ma porta la divisa da pilota divinamente, come una modella.

Alcune scene sembrano inutili orpelli narrativi  che servono giusto ad allungare la durata del film, mi riferisco per esempio alla missione di salvataggio della bambina dopo l’attacco del mostro marino in spiaggia, ad opera del pilota del robot verde.

Altra scena fuori contesto è l’incarcerazione del pilota ribelle, e altrettanto fuori contesto e rocambolesca è la sua scarcerazione.

Complessivamente è un film con molte mancanze sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista della trama, cerca di imitare un altro film di successo ma l’esperimento può dirsi decisamente miseramente fallito. Nonostante tutto è un film adatto a tutti, non troppo violento, per niente cruento, che se non si è troppo pignoli può servire egregiamente a passare 80 minuti senza pensieri.

 

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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