Time Zero

I Time Zero si formano a Roma nella primavera del 2013 ed entrano in studio nell'autunno dello stesso anno per registrare l'album d'esordio "Silenzio/Assenso", in uscita il 3 marzo 2014 per Cinicodisincanto. I Time Zero sono Alessandro Cuscov (Tastiere, synth, sequencer), Andrea Pontara (Chitarra), Nicola Pressi (Voce) ed Alessio Sbarzella (Batteria).

Time ZeroIl 3 Marzo esce il vostro disco d’esordio “Silenzio/Assenso” per l’etichetta Cinicodisincanto, ispirato a questa epoca di crisi e decadenza che si respira forse un pò ovunque. “Silenzio/Assenso” perchè?
Nei testi trattiamo argomenti diversi che però gravitano intorno a una sfera comune fatta di decadenza, repressione mediatica e inerzia sociale.

L’espressione “Silenzio/Assenso” riassume in due parole tutto questo.

Ci si innalza a ribelli, brandendo computer e telecomandi, con in bocca ancora il sapore dei tortellini appena mangiati, digitando invettive contro chi, da “lassù”, se la ride con il drink in mano.

Sia chiaro, “Silenzio/Assenso” non è un messaggio di protesta, ma un’analisi.

Qual è la canzone che più simboleggia per voi questo mondo di crisi che raccontate?
Non ce n’è una in particolare. Ognuna è propedeutica all’ascolto dell’altra e tutte insieme concorrono al significato globale dell’album.

In “Pillole” viene raffigurato l’intorpidimento sociale e la solitudine di chi riesce ormai solo a digitare su una tastiera i propri sentimenti. “Prurito” racconta la vita dei giocatori di videolottery, paragonandoli a “falene in overdose da Megawatt” mentre “Varietà” tratta del cinismo dei media, alimentando la speranza dell’arrivo dell’ “Angelo della morte” che farà ripartire tutto da zero.

Come mattoni, tutte insieme costituiscono l’opera totale.

Soluzione” è invece il singolo apripista dell’album: è questa una risposta alle tante domande che ci si pone?
E’ il pezzo più diretto. Non ha la velleità di rispondere a chissà quali domande ma esprime la volontà di urlare il dissenso verso una staticità e una asetticità di intenti.

Non a caso, dal ritornello “Odio il silenzio/assenso su quello che si deve fare” è stato preso il titolo dell’album.

L’artwork dell’album è affidato a Cristiano Carotti, giovane artista visivo che ha recentemente collaborato con il Festival “Hai paura del buio?” sotto la direzione artistica di Manuel Agnelli. Come mai questa scelta?
Cristiano è stato coinvolto da Nicola, il nostro cantante. Sono amici da anni, hanno scritto insieme i testi e si è creata con tutti noi una sintonia immediata.

E’ stato quindi naturale affidargli l’artwork dell’album e la supervisione su tutti gli aspetti legati all’immagine, dalle foto al video di “Soluzione” che gireremo tra pochi giorni e verrà co-diretto da Riccardo Festa.

I “Time Zero” nascono dalle ceneri della band “The Banditi“. Come ci si trova a far volare questa nuova fenice musicale?
Ricominciamo ogni volta da capo e per questo siamo carichi e motivati. Mai sedersi, mai abituarsi alla routine.

Passato e futuro si intrecciano talvolta, in un mescolarsi di ricordi e speranze da vivere. Come vivono il tempo i “Time Zero“?
Viviamo il presente e lo raccontiamo. Per noi questo momento è un “Time Zero”.

Abbiamo rimesso in discussione tutto quello che era il passato e scommesso sul futuro. Non potevamo fermarci, non potevamo ripeterci, non potevamo fare altrimenti.

Dalle influenze folk-punk, tornerete sui palchi di tutta Europa con un rock elettronico e “groovy”. Spiazzante o stimolante per coloro che vi seguiranno?
Chi ha conosciuto The Banditi dal vivo sa cosa aspettarsi, a prescindere dal genere. Il live è la nostra dimensione. Saremo molto elettronici, molto ritmici, anche più che su disco.

Non ci piacciono le mezze misure.

A quando le date del tour?
Le annunceremo a fine mese. Intanto posso anticiparti la presentazione del 3 marzo presso il locale Le Mura (Roma) e la data del 28 marzo al Sin City (Verona).

Progetti imminenti?
Farvi sudare.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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