L’AMORE E LA FOLLIA

IL NUOVO SPETTACOLO DI MAX TORTORA. UNO “ONE MAN SHOW” AL TEATRO OLIMPICO

E’ uno “one man show” lo spettacolo di Max Tortora in scena al Teatro Olimpico dall’11 al 30 marzo. Per la prima volta in carriera, l’attore romano si è cimentato in una esibizione scritta, diretta e interpretata tutta da sè. Musica, ironia, commedia, varietà si mescolano in questo spettacolo che fa ridere grazie alla bravura del suo protagonista, ma che malinconicamente ci riporta anche indietro nel tempo, quando ad esempio si raccontano delle vecchie pubblicità o dell’effetto che faceva su di noi bambini ascoltare la celebre canzone dell’Almanacco RAI.

Dicevamo della musica. La scenografia che si apre di fronte gli spettatori sulle note della celebre “Ovindoli” (parodia di “The lion sleeps tonight”) celebra la sua importanza. Una band composta da sei elementi accompagna Tortora nelle sue incursioni musicali in modalità “centone”.  I centoni non sono altro che le rielaborazioni di canzoni famose in stile ironico (si cambia il testo o solo il ritornello e la canzone vira verso tutto un altro significato!). Ma Tortora è bravo a far capire che a volte basta semplicemente un’espressione del viso o del corpo a far cambiare pesantemente il significato di una canzone. Così, da Julio Iglesias a Ivano Fossati, dai Simply Red ai  Gipsy Kings, l’amore e l’impegno cedono il passo al sesso e alle patologie gastro-intestinali. Sembra quasi un compendio della sua storia quando, tracciando un excursus da imitatore, Tortora ci racconta delle sue prime pubblicità e delle sue prime imitazioni sempre accompagnando il pubblico con gag e racconti. Dato il fisico imponente, Tortora ci risparmia i balletti, che sono però presenti grazie alle due bravissime e sensuali ballerine Martina Chiriaco e Roberta Guerrini.

Arriva il momento delle sue famosi imitazioni. Non possono mancare Adriano Celentano (che confonde le parole delle sue canzoni e se la prende con i suoi musicisti), Renzo Arbore, Luciano Rispoli e soprattutto Luciano Onder, che con una breve ma esilarante domanda (irriferibile su queste colonne!) strappa una risata a tutto il pubblico presente. Sul palco salgono anche i due compagni di avventura storici come Stefano Sarcinelli e Roberto Andreucci e con quest’ultimo non può mancare il quiz “L’Eredità” con Amadeus e il “povero Giovanni” che non riuscirà mai a vincere il montepremi del quiz.

Dalla follia ci si sposta all’amore. Ospite a sorpresa sul palco è Sergio Caputo, amico dell’artista, che regala al pubblico due canzoni del suo repertorio,  “Un Sabato Italiano” e una sconosciuta ai più “Spicchio di Luna”, dolce e poetico racconto sull’amore. Lo show si avvia quindi verso la fine con i sentiti omaggi a Lucio Dalla e soprattutto a Franco Califano (scorrono sul maxischermo le foto del “Califfo” e l’ultima istantanea ci regala imitato e imitatore sorridenti insieme) e Alberto Sordi. Quest’ultimo, forse il personaggio che ha fatto conoscere Max Tortora al grande pubblico,  è come sempre divertentissimo alla prese con i congegni tecnologici di ultima generazione.

Insomma, un concentrato di comicità, musica ed ironia per uno spettacolo che starà in scena fino al 30 marzo al Teatro Olimpico.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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