Andrea Rivera

Andrea Rivera - I quartieri di Roma e altre storie
I quartieri di Roma e altre storie.

Andrea Rivera - I quartieri di Roma e altre storieRoma, 15 Marzo 2014, Locanda Atlantide Due

Quando nasci e vivi in una città come Roma è impossibile non fermarsi a riflettere e ad ascoltare le voci che la popolano. Quelle stesse voci che spesso non hanno un megafono per essere ascoltate dai più, ma che al contempo costituiscono delle perle meravigliose e genuine da raccogliere e raccontare.

Storie legate al territorio, alle persone, alla loro umanità. Storie di vita, di morte, di lavoro. Storie d’amore e di dolore, di sentimenti e di emozioni forti, storie scomode e tristi, che qualcuno vuole far scivolare via dalla memoria delle persone.

Andrea Rivera è una di quelle persone che ascolta quelle voci e quelle storie, diventandone al contempo il loro megafono, diventando così lui stesso un personaggio scomodo, dal quale difendersi e nascondersi.

E’ così che il “testimone” fa il suo ingresso sul palco della “Locanda Atlantide Due” di Roma, scortato dai musicisti della sua band, sedendosi dapprima con le spalle al pubblico, per poi rispondere con voce camuffata ai quesiti che gli vengono posti. Di attualità, politica, sentimenti. Di vecchie storie personali di cui lo stesso Rivera è stato protagonista (e provocatore) tanto da attirare l’attenzione di alte cariche ecclesiastiche, o del risentimento nei suoi confronti provocato negli ambienti a lui più vicini, quelli dove si dovrebbe essere tutti compagni e fratelli, tutti sulla stessa lunghezza d’onda e di pensiero, ma dove forse in realtà ascoltare la verità è più scomodo di quanto si possa immaginare.

Uscendo finalmente allo scoperto dopo le sue “confessioni”, Rivera avvia il suo concerto – spettacolo, intonando una delle canzoni di Roberto “Freak” Antoni, leader degli Skiantos venuto a mancare di recente, ovvero “Sono un ribelle, mamma”, scaldando e unendo così la platea in un coro di “ribelli” ascoltatori.

Tra monologhi e canzoni, storie di vita personale e personali punti di vista sulla società contemporanea, ma anche su vizi e virtù del popolo italiano, Rivera non dimentica di sottolineare la vera essenza dell’esistenza delle persone, di quelle appunto che vivono, lavorano col sudore della fronte, che affrontano con un sorriso tutto ciò che la vita concede loro. Arrabbiandosi per le ingiustizie ed emozionandosi per le piccole storie a lieto fine, ridendo invece con cinismo di questa nostra società che sforna laureati (quasi) tutti disoccupati, o che trovano la loro strada in altri ambiti lavorativi.

Le storie di Rivera sono le storie delle persone comuni, di quelle che incontri per strada tutti i giorni, di quelle che piuttosto ridono delle proprie “disgrazie”, pur di non cadere e soccombere nell’oblio della disperazione. Ed è forse questo il vero segreto del successo di Rivera che raduna intorno a se una folta schiera di uditori, ammiratori ed amici, che diventano al contempo spettacolo nello spettacolo.

Così il monologo dei quartieri di Roma, quello sui laureati che si ritrovano ad affrontare un futuro diverso da quello immaginato e studiato, ed il monologo dei “Cantanti che contano”, dedicato ai cantanti italiani, risultano essere i “tormentoni” più attesi dal pubblico che ride di cuore, riconoscendosi parte integrante delle “filastrocche” del Rivera, che si mescolano alla poesia ed alla sensibilità delle canzoni come “L’odore dei fiori”, “Antologia di Spoon Rivera ” e “Storia di un disoccupato”. Storie semplici, come semplici lo sono i protagonisti, storie di vita vera, di vite spezzate, di vite che sognano e che hanno sognato un posto migliore.
Ma nelle sue pungenti storie c’è spazio anche per l’ironia e la satira per un mondo perennemente in contraddizione.

Giornalista” è uno di quei pezzi che fa sorridere e riflettere, smascherando coloro che non sono mossi dalla coscienza dei giornalisti che per amor di verità sono morti.

Verranno giorni migliori” è il titolo del disco che il Rivera porta avanti nel suo spettacolo-concerto in giro per l’Italia, ma dove trova a Roma la sua naturale collocazione, prodotto dall’etichetta Fiori Rari.

Durante la serata c’è spazio anche per il cantautorato della band milanese Kozminski, la quale apre il concerto del Rivera, omaggiando inoltre la città che li ospita con la canzone “Roma”, in giro per l’Italia per promuovere il loro ultimo disco “Il Primo Giorno Sulla Terra”.

Esibizione singola anche per il chitarrista che accompagna il Rivera durante il suo live, ovvero il cantautore Patrizio Maria, il quale si esibisce con il brano “Killer”.

A concludere la serata musicale ci pensano invece i Dada Circus, band di Tivoli.

Andrea Rivera, artista italiano, attore e cantautore, nasce e vive a Roma. Il suo modo di comunicare è basato sulle tecniche degli artisti di strada e del teatro canzone, sulla scia di Gaber, con l’idea di legare la musica al teatro con toni critici e costruttivi sulle onde e i costumi della società di oggi.

Rivera nel 2004 ha ricevuto la menzione della giuria al “Premio Gaber per talento e coraggio”, nel 2006 il “Premio Falcone e Borsellino”, nel 2007 il “Premio Italia Tv”.

Per maggiori informazioni www.andrearivera.it.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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