Intervista alla band Strani Giorni

strani giorni
Il 28 Marzo è uscito “L'Invisibile Spazio" il nuovo lavoro della band romana Strani Giorni, formata da Roberto Maccaroni (chitarra e voce), Daniele Teodorani (batteria e percussioni) e Patrizio Placidi (basso) che da 10 anni sono attivi all’interno della scena indipendente italiana.

strani giorniL’invisibile Spazio” è il vostro nuovo lavoro, uscito il 28 Marzo scorso, che da il nome anche al singolo scelto per tornare di nuovo a far ascoltare la vostra musica. Come nasce questo lavoro?
Nasce dopo 4 anni di silenzio, senza fretta, perché volevamo realizzare un concept album che ci rispecchiasse in tutto e per tutto, senza dover accettare alcun tipo di compromesso.

Abbiamo assecondato l’esigenza spontanea di alcuni cambiamenti necessari, sperimentando con grande libertà e divertimento tutto quello che ci è passato per la testa, aspettando con fiducia e pazienza che arrivassero le canzoni giuste.

Siamo molto orgogliosi del risultato finale.

Dieci brani che tra musica e parole, celano storie d’amore e di sentimenti, con uno sguardo anche alla contemporaneità dei nostri tempi che, nel bene e nel male, ne influenza gli stati d’animo. Così come un “Camaleonte” vi adattate o cercate di vedere oltre?
Lo spirito di adattamento nella vita è fondamentale, soprattutto in questo preciso momento storico dove tutto cambia alla velocità della luce.

E’ bello vivere sincronizzati al proprio tempo ma per fare ciò occorre essere sempre pronti e disponibili al cambiamento proprio come un camaleonte. L’importante è non perdere mai di vista le proprie origini e la propria identità.

In quale spazio -musicale- si collocano gli Strani Giorni?
Questo devono deciderlo i giornalisti –rispondono ridendo- non noi.

Per un artista collocare da qualche parte la propria forma di espressione è davvero molto difficile.

Se proprio dovessimo scegliere un posto allora credo che ci piacerebbe di sicuro navigare nel cuore delle persone.

Il 28 Marzo vi siete esibiti inoltre al Vortex di Roma per presentare al pubblico ed ai fans questo nuovo lavoro. Come hanno accolto il vostro ritorno e le vostre canzoni?
Il concerto di presentazione del nuovo album al Vortex di Roma è stato davvero intenso ed emozionante, una vera e propria liberazione soprattutto per noi che stavamo preparando e aspettando questa serata da diversi mesi.

Una performance diversa dal solito, di grande impatto, essenziale e diretta senza troppi discorsi o presentazioni delle canzoni.

Volevamo restituire la centralità dello spettacolo solo alla musica. Quando siamo saliti sul palco ci siamo accorti con piacere che c’erano tantissime persone, tra il pubblico abbiamo scorto volti nuovi, attenti e molto curiosi di ascoltarci per la prima volta, e naturalmente i fan storici ed irriducibili che ci hanno trasmesso come sempre tutta la loro incontenibile energia.

E’ stato un concerto indimenticabile!

Quale tra le canzoni del nuovo album risulta essere quella più apprezzata?
Abbiamo riscontrato con grandissima soddisfazione che non c’è una canzone preferita in generale.

L’album piace dall’inizio alla fine nella sua totalità e questo ci rende davvero molto felici, anche perché nella scelta dei brani siamo stati molto selettivi, non ci siamo mai accontentati.

Nel 2010 arriva “Un passo avanti“, il vostro primo album. Quanto siete cambiati da allora e quanto la vostra musica si è evoluta?
Dal 2010 ad oggi il mondo intero è cambiato e di riflesso il nostro sguardo e la nostra percezione delle cose.

Tutto ciò inevitabilmente ha influito nel creare un nuovo modo di scrivere, arrangiare e registrare musica.

Il vostro comunque risulta essere un percorso alquanto atipico, calcando svariati palchi siete riusciti a catturare l’attenzione di pubblico ed addetti ai lavori, elaborando solo in seguito un album. E’ un esperimento che può essere ripetuto ancor oggi?
Questo non possiamo saperlo, non c’è una regola ben precisa. Bisogna seguire un percorso spontaneo e per ogni album è sempre diverso.

Qual è il live che più vi è rimasto nel cuore? O quello che vorreste dimenticare?
Il live è sicuramente la parte più eccitante e divertente del percorso musicale di un gruppo.

Ogni concerto è unico ed irripetibile, anche quelli che non riescono benissimo ti insegnano sempre tantissime cose e alla fine contribuiscono nella stessa misura a formare e consolidare la tua coscienza artistica.

Prossime date e progetti?
Più che un progetto vi è un desiderio, ovvero quello di suonare, suonare e ancora suonare, portando queste canzoni tra la gente a spasso per l’Italia e perché no, anche all’estero visto il potenziale dell’album.

Per le prossime date, curiosità ed appuntamenti, seguiteci sul nostro sito ufficiale www.stranigiorni.org e sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/stranigiorniband.

Tags from the story
Written By

Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *