GIOELE DIX: NASCOSTO DOVE C’E’ PIU’ LUCE

GIOELE DIX ALLA PRIMA DELL'AMBRA JOVINELLI

Grande debutto per la prima romana di “Nascosto dove c’è più luce”, il nuovo spettacolo di Gioele Dix, andato in scena giovedì 8 maggio all’Ambra Jovinelli. Cinque minuti di applausi finali hanno sancito l’apprezzamento del folto pubblico capitolino al bel “monologo” (con spalla) dell’attore milanese.

La scenografia che si schiude agli occhi del pubblico fa intuire immediatamente la vena poetica dello spettacolo che la platea si accinge a vedere. Un letto, una parete scura, una luna che emerge dall’alto, altri piccoli oggetti a donare un senso di quiete all’ambiente. Quando si apre il sipario, Dix si dimena sul letto in preda a degli incubi. Sembra essere nel bel mezzo di una crisi, perché un attore, un comico anzi, deve “partorire” continuamente nuove battute, deve far ridere le persone in ogni occasione. Tutto questo genera ansia e panico, ma a un certo punto l’attore si sveglia di soprassalto e si ritrova catapultato in uno strano luogo, a cavallo fra immaginazione e realtà, immerso in un torpore che lo rende confuso, sia sulla sua condizione (sveglio? Addormentato?) sia sul luogo (Paradiso? Terra? Inferno?). Lo accoglie un etereo angelo custode (interpretato da Cecilia Delle Fratte) con il compito di guidarlo e assisterlo in questo passaggio tra sogno e realtà, un angelo che invece di dare delle risposte formula continuamente domande. E allora forse il nostro angelo custode è semplicemente la nostra coscienza.

Sempre più confuso, l’attore scopre di essere immerso in un luogo stravagante, in cui è custodita tutta la “memoria” della sua esistenza, le azioni, i pensieri, persino le intenzioni, siano esse positive o negative. Nel grande “giro della vita”, tutto è stato conservato e tutto ha un peso. L’atmosfera onirica coinvolge gli spettatori, appassiona conoscere il destino del protagonista nel probabile passaggio dalla vita alla morte, nel tragitto che si compie per giungere nell’aldilà. E Dix è bravo a sorreggere il testo con la sua voce potente e profonda, a variare tra momenti più comici e considerazioni poetiche sulla vita. In un ritmo sempre vario tra ilarità e confessioni profonde, battute e malinconici ricordi, l’attore si muove con leggerezza e fermezza sul palco, aiutato dalla presenza soave e acerba di Cecilia Delle Fratte.

Fra comiche sospensioni e attese senza inquietudine, l’attore fa un bilancio delle sue imprese, racconta i suoi punti deboli e interroga l’angelo sulla sorte che lo attende fin quando sarà finalmente pronto per affrontare serenamente il proprio destino.

Dopo aver passato anni nel suo riuscito ruolo dell’automobilista incazzato (in preda ai deliri del traffico, al dramma dei parcheggi, agli automobilisti prepotenti), Dix con questo spettacolo ci restituisce una visione più complicata del suo personaggio: gag e risate fanno sicuramente parte del suo bagaglio, ma il tutto avviene su un piano dotato di ironia e intelligenza. Uno spettacolo maturo, insomma, in cui sembrano far capolino citazioni autobiografiche, come la prima tournée teatrale, le pene d’amore, le occasioni mancate e quelle mai avute. “Nascosto dove c’è più luce” in fondo è la rappresentazione perfetta per un teatro. L’attore che sale su un palco, al centro della scena, nasconde meglio di chiunque altro l’uomo che c’è in lui, perché fa parlare il personaggio al suo posto. Ma in questo caso Dix si spinge un po’ più in là e si fa apprezzare meglio, con tutte le sue virtù.

Lo spettacolo sarà in scena all’Ambra Jovinelli fino al 18 maggio.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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