NEDERLANDS DANS THEATER 2

LA FORZA E L'ESPRESSIONE DELLA DANZA NEL SUGGESTIVO SCENARIO DI VILLA ADRIANA

Un luogo unico, una cornice suggestiva e piena di fascino, una compagnia di danza apprezzata in tutto il mondo. Queste erano le aspettative per le due date previste del Nederland Dans Theater 2 a Tivoli per il Festival Internazionale di Villa Adriana, che, dopo due anni di assenza, è tornato con il suo cartellone ricco di  proposte e con un cast di apprezzati artisti di fama internazionale.

Il Nederlands Dans Theater (NDT) è una delle più famose compagnie di danza contemporanea del mondo, capace di emozionare in ogni angolo della terra. La storia del NDT è una storia di “rottura” e di “ribellione”, sin dalla sua fondazione nel 1959, quando 22 ballerini lasciarono il Balletto Nazionale Olandese per trovare una propria voce espressiva nel mondo della danza.

Da allora, il NDT è stato sempre impegnato nella ricerca di nuovi percorsi della danza al più alto livello artistico. La compagnia punta incessantemente alla promozione di nuovi talenti coreografici, cerca nel dialogo e  l’integrazione di diverse forme d’arte (arti visive, musica, disegno delle luci) le proiezioni e le creazioni verso la danza del futuro.

Rottura dal passato dunque, ma secondo dei canoni universali riconosciuti: infatti tutti i suoi ballerini hanno una formazione rigorosamente classica, di cui danno prova la solida padronanza tecnica e l’espressività impareggiabili.

Il NDT ha progressivamente costruito un innovativo repertorio di danza moderna composto dalle opere dei coreografi quali Jiri Kylian, Hans van Manen, da quelle dei coreografi residenti Sol León e Paul Lightfoot, nonché dalle creazioni di molti altri coreografi ospiti come Ohad Naharin, Nacho Duato e William Forsythe.

Il Nederlands Dans Theater dispone di due compagnie distinte con due generazioni di ballerini: NDT1 e NDT2. NDT1 è la grande compagnia fondata nel 1959 e composta oggi da trenta ballerini di età compresa tra i 23 i 42 anni, che si trovano nella piena maturità tecnica e artistica NDT2 è invece la compagnia fondata nel 1978 e destinata a raccogliere i giovani talenti emergenti (fino ai 23 anni di età) da tutto il mondo, che si riuniscono in quella che rappresenta oggi una fucina di creazioni rivoluzionarie per l’intero mondo della danza.

Al Festival di Villa Adriana i giovani ballerini del NDT 2 hanno portato in scena 4 meravigliose coreografie. Ad aprire la serata è stata la prima italiana di “I new then”,  in cui il coreografo Johan Inger fa accompagnare i ballerini dalle straordinarie musiche di Van Morrison (capolavori tra capolavori quali: Madame George, The way young lovers do, I’ll be your lover too e altre). Le evoluzioni sul palco emozionano subito il pubblico, incantati dagli incredibili virtuosismi dei ballerini. C’è il tema della solitudine, della pazzia, della nascita dell’amore e della gelosia, tutto racchiuso nelle sensuali ed esuberanti perizie artistiche dei ballerini in scena. Inger vuole mostrare ai danzatori la strada verso l’autenticità, tralasciando i gesti, i movimenti e le strutture inutili.

A seguire c’è “Shutters Shut”, uno straordinario pezzo di soli quattro minuti in cui Chuck Jones e Casia Vengoechea rappresentano in danza le parole della scrittrice e poetessa Gertrude Stein che recita il poema “If I told him”. Colpisce la precisione dei movimenti, il sincronismo perfetto, l’espressività attoriale dei due bravissimi ballerini in scena. Le coreografia sono di Sol León e Paul Lightfoot. Non c’è suono, ma la “musica” è data dalle parole.

Il terzo atto è “Subject to Change”, coreografia ricca di emozioni che passa da un oppressivo duetto tra un uomo e una donna a una vorticosa danza collettiva. Anche in questo caso le coreografie sono di Sol León e Paul Lightfoot. Qui emerge la bravura della giovanissima ballerina giapponese Yukino Takaura e del ballerino francese Olivier Coeffard.

Chiude il programma “Cacti”, una creazione entusiasmante del coreografo Alexander Ekman che celebra la straordinaria bravura dei giovani danzatori del NDT2. L’evoluzione dei movimenti che si schiudono davanti gli occhi degli spettatori è entusiasmante.

Il pubblico delle “Grandi terme” regala cinque minuti di applausi ininterrotti ai ballerini, protagonisti di una serata davvero unica che concilia arte e bellezza.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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