iFest

IFest
Il Festival Culturale Indipendente di Roma

IFestRoma, 2 Luglio 2014, Parco Simon Bolivar

In una sera d’estate a Roma è ancora possibile sorprendersi di come la cultura possa fiorire in un parco poco noto come quello che è il Simon Bolivar, non segnalato neanche su Google Maps, ma conosciuto a chi il quartiere lo vive e ti indica quindi la strada, insieme a tanti altri che cercano di raggiungerlo, ascoltando la musica nell’aria, accompagnato da un gustoso profumino di carne arrosto, mentre un serpentone di persone ti da finalmente sicurezza di essere nel posto giusto.

Il piccolo parco Simon Bolivar è nascosto tra i palazzi del quartiere Montesacro, in Via Monte Serrone, a due passi da Piazza Sempione, adagiato su una collinetta che diviene però il fulcro delle attività culturali di questo festival autofinanziato, promotore e incubatore di una produzione culturale indipendente, ove emergono musica, teatro, cibo, fumetti, libri, poesia e tango.

Nella serata del 2 Luglio protagonisti sono stati Zerocalcare, il noto fumettista romano ormai conosciuto in tutta Italia per i suoi fumetti che narrano delle vicende di una generazione a cavallo tra la tecnologia e l’amarcord di una vita senza cellulare e senza l’iperconnessione dipendente da internet e dai social network, quando le piazze ed i cortili erano il vero facebook della situazione.

Zerocalcare ha presentato in questa chiacchierata con i fans le prime dieci tavole del suo nuovo libro, dal titolo “Dimentica il mio nome”, ispirato a vicende famigliari, in particolar modo alle figure femminili che senz’altro hanno caratterizzato la sua esistenza, ovvero sua mamma e sua nonna.

Molteplici le persone che hanno seguito il fumettista durante l’intervista e che hanno avuto una ulteriore occasione per porgli alcune domande, oltre che attendere come al solito, il proprio turno per i suoi famosi “disegnetti”, come lo stesso Zerocalcare li definisce.

Dopo il fumetto arriva la musica degli Est!Est!Est!, gruppo romano di musica etnica che propone un repertorio vasto ed eterogeneo, con particolare attenzione alla cultura musicale balcanica ed alla tradizione yiddish, in attesa di vedere gli attori declamare le poesie dei misteriosi “Poeti del Trullo”.

Francesca Fornaio intrattiene il pubblico, in attesa delle poesie, con lo spettacolo satirico di “Se è in crisi la domanda, figuriamoci la risposta”, improntato sulla tragicomica realtà italiana, in special modo quella che tocca la sfera femminile, in un tripudio di risate amare.

Ed ecco quindi che le poesie dei “Poeti del Trullo” diventano le protagoniste della serata. Questo movimento poetico è composto da sette ragazzi che vivono nel quartiere del Trullo, del quale fanno parte Er Bestia, Er Quercia, Er Pinto, Marta Der Terzo Lotto, ‘A gatta morta, Er Farco ed Inumi Laconico, dei quali però non si conoscono le identità. Semplicemente poeti e poesie che prendono voce e corpo attraverso gli attori che salgono sul palco, accompagnati da un leggio, dei fogli e dalle musiche degli Est!Est!Est!.

A salire sul palco sono quindi Johnny Palomba, Paolo Romano, Loredana Cannata, AttriceContro, Andrea Rivera ed Emilio Stella, i quali fanno proprie le parole dei poeti ed interpretano così quelle storie e quelle visioni che hanno colpito il loro immaginario.

Sorprendente come la poesia possa catturare l’attenzione del pubblico, che sorride ed applaude, alle parole ed all’attore, perchè la poesia è più viva che mai e con essa sono molteplici le storie che si possono raccontare, senza nessun timore.

Il piccolo ma grande iFest è stato così accolto con entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico che ha premiato così la manifestazione, totalmente autofinanziata, per una alternativa valida ed interessante, dove sono confluite cultura e voglia di stare insieme in totale armonia.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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