Pitecus

I love comico
Antonio Rezza e Flavia Mastrella ad "I Love Comico".

Antonio RezzaRoma, 29 Agosto 2014, I Love Comico, Villa Ada

Cala la sera sull’isolotto del laghetto di Villa Ada, lasciando che il palcoscenico allestito per la manifestazione “I Love Comico” sia l’unico punto di attrazione per gli spettatori accorsi.

Strane ombre si insinuano al crepuscolo e raggiungono la scena, la stessa calcata da Antonio Rezza per lo spettacolo “Pitecus”, ove i personaggi incastonati negli “habitat” di Flavia Mastrella prendono vita propria, ma prima ancora della scena teatrale è quella televisiva ad intrattenere il pubblico, con la proiezione di “Troppolitani”, trasmissione televisiva curata dal duo Rezzamastrella, andata in onda su Rai Tre, ove Rezza intervista diversi “abitanti” che si trascinano o che transitano inavvertitamente per le stazioni ferroviarie di Roma.

Un viaggio attraverso le sfumature più bizzarre dell’essere umano che, non a caso, sfociano talvolta in follia pura, o in quell’insensato ragionamento che porta l’uomo a porsi diverse domande esistenziali, a confronto con il genere umano ed il proprio io.

Effimeri personaggi chiusi nel loro ristretto “habitat” che in qualche modo offrono spunti per i personaggi che vivono in “Pitecus”.

Da Gidio, colui che si lamenta di essere solo e che impreca quando dei suoi amici lo vanno a trovare. O del padre di Saverio che non si capacita dell’omosessualità del figlio e di Saverio stesso che invece, vive appieno il suo modo di essere. Ma c’è spazio anche per coloro che si annoiano e cercano la via più semplice per emergere, nello loro consueta anomalia denominata vita, ove sovente sono la cattiveria e la vendetta a regnare. Così come dei giovani disabili che si uniscono e solidarizzano per contrastare quei soprusi di cui spesso sono vittima, per egoismo ed ignoranza altrui.

I personaggi Rezziani fluttuano negli “habitat” realizzati da Flavia Mastrella, ricreando così dei piccoli universi nei quali immergersi, ascoltare i fatti e poi lasciarsi catapultare in un altro mondo, senza lasciarsi contagiare dalle cattiverie e dalle “brutture” di quell’animo umano quasi sempre in perenne guerra contro se stesso e gli altri, ridendo di quei vizi e di quei difetti che caratterizzano, in un modo o nell’altro, noi stessi o i nostri vicini.

Il duo Rezzamastrella, con questo spettacolo andato in scena per la prima volta quasi vent’anni fa, continua a stupire sia per le situazioni riproposte, da sembrare sempre attuali e mai banali, sia per il divertimento estremo al quale il duo conduce lo spettatore, senza censure, senza limitazioni, senza senso talvolta, ma che sanno trasformare in un vorticoso ciclo di risate dal quale difficilmente vorreste uscire.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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