Mario Sironi

Uno dei massimi esponenti del '900 italiano.

Mario SironiRoma, 3 Ottobre 2014, Complesso del Vittoriano

Dopo vent’anni dall’ultima grande mostra dedicata all’opera di Mario Sironi, finalmente al Complesso del Vittoriano si accoglie il desiderio di riscoprire uno dei massimi esponenti del ‘900 italiano.

In questo percorso espositivo formato da circa novanta opere, di cui alcune di grandi dimensioni, si può ammirare l’evoluzione artistica del Sironi, il quale si è magistralmente cimentato come scultore, architetto, pittore, scenografo, illustratore e grafico.

La mostra ha inizio con le prime opere del Sironi, quelle realizzate nell’età giovanile, dal simbolismo al futurismo, ove l’opera “Il Camion” è la più rappresentativa di questo filone, per poi passare a quella metafisica, ove invece è il dipinto “La Lampada” a darne lustro.

Negli anni ’20 è tra i fondatori del Novecento Italiano, ed è proprio in questo periodo che il Sironi offre il meglio della sua produzione artistica, il più rappresentativo è “L’Architetto”, a seguire “Il Pescatore”, ove vi è forse una crisi espressionista, per poi proseguire con la pittura murale realizzando “Il Lavoratore”, passando alla fase neometafisica con “Eclisse”, tornando ai quadri con l’opera “La penitente”, fino a giungere alle ultime opere realizzate prima della sua scomparsa, ovvero “Dopoguerra” e “L’Apocalissi”.

Mario Sironi (5)Seppur Sironi fu mussoliniano, la sua pittura non è mai stata di regime, anzi, ha sempre ritratto la realtà dei suoi tempi, in contrapposizione con il regime che, a tutti i costi, voleva offrire un’immagine grandiosa dell’Italia, in un periodo in cui veramente il popolo faticava e soffriva. Le opere del Sironi sono lo specchio della contemporaneità del suo tempo, un vero patrimonio da (ri)scoprire, per meglio comprendere un periodo storico italiano molto delicato, in cui sono avvenute forse gli avvenimenti più importanti della nostra giovane Repubblica.

Un grande estimatore di Sironi fu lo scrittore Gianni Rodari che, quando alla fine del fascismo si ritrovò a catturare Sironi assieme a un gruppo di partigiani che in realtà non volevano farne un prigioniero, ma condannarlo a morte, lo salvò da quel tragico destino, poiché per Rodari la pittura del Sironi è una lezione di tragedia, drammaticità, ma anche di tensione, grandezza, espressionismo e romanticismo.

Quella grandiosità che ha sempre affascinato il Sironi, ispirato proprio dalla grandiosità delle opere della città di Roma, quelle opere grandiose del passato che per Sironi rappresentavano un futuro da (re)inventare, attraverso il suo stile.

Sironi ha inoltre lavorato come illustratore e grafico per la Fiat e di queste opere talvolta abbozzate, talvolta schizzate, se ne possono prendere visione all’interno del percorso espositivo.

Nelle opere del Sironi vi è anche la sofferenza dell’autore stesso, di un vivere faticoso e drammatico, talvolta in solitudine o raggiunti da momenti di terribile dolore.

Mario Sironi (7)Le opere presenti all’interno della mostra provengono da prestigiosi musei e collezioni private, tra i quali la GNAM di Roma, Ca’ Pesaro e Collezione Peggy Guggenheim.

La mostra nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, dei Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con la Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, curata da Elena Pontiggia, in collaborazione con l’Archivio Sironi di Romana Sironi.

La mostra è visitabile presso il Complesso del Vittoriano fino all’8 Febbraio del 2015.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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