Intervista a Fabrizio Romagnoli

fabrizio romagnoli
Foto di Enrico Cesaro
l 20 Novembre debutta al cinema la pellicola “Il Segreto di Italia”, film di Antonello Bellucco che narra degli avvenimenti tragici accaduti nel 1945 nel paese di Codevigo. Fabrizio è uno dei protagonisti della pellicola, assieme a Romina Power.
fabrizio romagnoli
Foto di Enrico Cesaro

Sta per uscire “Il Segreto di Italia”, una storia poco nota agli italiani, la quale narra dei tragici eventi accaduti a Codevigo nel 1945. Qual è il tuo ruolo all’interno della pellicola diretta da Antonello Bellucco?
Il mio ruolo ne “Il segreto di Italia” è quello del partigiano Mauro che, originario della provincia di Macerata, risale l’Italia nel momento in cui la guerra viene dichiarata finita.

Un bellissimo ruolo che mi ha permesso di poter recitare invecchiato di 55 anni perché parte del film è ambientata nel 1945 e parte nel 2000.

Il partigiano Mauro lancia un bel messaggio, ovvero non tutti gli uomini sono colpevoli e, prima di agire e giudicare, bisogna sempre analizzare bene e con fermezza. Non vorrei svelare troppo la trama del film, però mi ritroverò a salvare un partigiano da un’esecuzione sommaria.

Come ti sei preparato per impersonare questo personaggio?
E’ stato difficilissimo. Ho dovuto fare appello a tutte le mie esperienze di teatro e di set.

Calarsi nei panni di un ottantacinquenne dopo aver recitato poche scene prima come un trentenne è stato proprio difficile.

Diciamo che le scene erano già difficili per conto proprio perché tutte emotivamente molto forti e poi, trovare la voce giusta e credibile, un atteggiamento adatto, una camminata adeguata e anche dover parlare in marchigiano ma con una cadenza più leggera data la lunga permanenza al nord dai trenta agli ottantacinque anni.

Insomma, un bellissimo ruolo di cui sarò sempre riconoscente ad Antonello Belluco.

I fatti raccontati nel film sono poco noti al pubblico italiano, ma non di certo a coloro che li hanno vissuti da vicino. In che modo il film, secondo te, riesce a fornire una luce, senza però prendere alcuna posizione?
Il regista Belluco ha saputo, a mio parere, narrare un fatto storico realmente avvenuto senza essere assolutamente di parte, né di destra, né di sinistra. Ha avuto l’ingegno di inserire nell’ingranaggio narrativo un emozionantissimo intreccio di storie d’amore e di stati d’animo che accompagnano i personaggi rendendo il film molto fruibile e al di sopra delle parti.

Il mio personaggio, il suo percorso e il messaggio che lancia è, infatti, un esempio di narrazione al di sopra delle parti.

Non solo guerra, ma anche amore. Come l’amore può resistere anche all’efferatezza della guerra?
L’amore resiste a tutto. L’amore può fungere da appiglio per continuare a vivere, può veicolare all’evasione dalla realtà e dalla paura e, in alcuni casi, può anche risultare l’unico motivo per voler restare ancora in vita.

Questo film è pieno d’amore e la storia che si racconta è veramente emozionante, commovente.

Nel film vi è anche Romina Power: com’è lavorare con lei sul set?
E’ stato bellissimo! Nelle scene in cui interpreto il personaggio negli anni 2000, ad ottantacinque anni, ho recitato sempre con Romina Power. La conoscevo solo di nome, per la sua fama mondiale. Ho scoperto in lei una donna umile, sensibile, altruista, una vera grande artista molto generosa .

Mi sono sentito subito a mio agio e oltre a qualche pianto che la sceneggiatura richiedeva, ci siamo fatti anche tante risate.

Sono felice di aver avuto questa opportunità!

La pellicola, nel corso della sua realizzazione, ha avuto qualche problema, ma finalmente il 20 Novembre sarà nelle sale. Come ti senti alla vigilia di questo “debutto”?
Eccitatissimo! Felicissimo! Non vedo l’ora che sia il 20 novembre. Sai, come attore, giri un film e poi passa del tempo prima che lo si veda nelle sale, se arriva nelle sale… Ma quando ci arriva, ti trova un po’ impreparato perché, nell’attesa, la vita è andata avanti e allora tutti i sentimenti e le emozioni ritornano a galla e ti senti emozionatissimo!

E poi non vedo l’ora di incontrare di nuovo tutto il cast, un gruppo di attori e attici eccezionali, le maestranze, tutti i tecnici, la produzione, le comparse. Tutti stupendi.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Non lo so, probabilmente niente. Già mi ha dato tanto in questo anno e mezzo di attesa, diciamo. Sai, purtroppo il sistema non funziona più come una volta quando si aveva ancora la possibilità di essere notati per un ruolo, ora è un po’ diverso, purtroppo.

fabrizio romagnoli
Foto di Enrico Cesaro

Ci sono altri progetti cinematografici in ballo o stai preparandoti per tornare di nuovo a teatro?
A
Natale mi si vedrà in un ruolo cameo nel cinepanettone, non posso fare nomi.

Ho inoltre iniziato la preparazione di due grandi progetti e in tutti e due si parla di musica. Sai mi piace il mio mestiere a 360 gradi.

Il primo è la terza edizione dell‘Italia Music Festival di Rita Speranza che quest’anno mi vede come direttore artistico. Un importante impegno di grande responsabilità che ci porterà a fare selezioni in tutta Italia a partire dal 14 dicembre a Livorno e con molte nuove tappe in arrivo.

Il secondo progetto invece è già in evoluzione con La Piazza Degli Artisti a Palermo, dove a giugno debutterà il musical originale Pigiama Party – Il Musical. Uno spettacolo frizzante con un cast di 13 giovani interpreti per cui firmo la regia, la drammaturgia e testi delle canzoni mentre le musiche sono composte dal bravissimo direttore d’orchestra Alberto Maniaci e le coreografie create da Stefania Cotroneo.

Devo ammettere che sono felice di aver scelto di fare questo mestiere così difficile.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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