Poe Suite, lo spettacolo

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Poe Suite è un esperimento teatrale racconta la dualità fra la musica delle “vertigini dell'abisso” e la voce della Logica che si ostina a cercare ragione all'insondabile, al mistero della paura che ci atterrisce e, insieme, irresistibilmente attrae. Ne parliamo con Vittoria Faro, attrice ed ideatrice del progetto, e Raffaele Pallozzi, compositore delle musiche dello spettacolo.

poe_suitePoe Suite” è un progetto che mescola teatro e musica. Come nasce?
Vittoria Faro – Quello che lega me e Raffaele è innanzitutto un rapporto di amicizia.

Entrambi facciamo arte, ognuno con il proprio mezzo espressivo, Raffaele con la musica e io con il teatro e la recitazione.

Così una sera a cena, parlando e confrontandoci su vari argomenti, ci è venuta l’idea di provare a unire le due cose, ci è venuta la tentazione di sperimentare quanto l’uno potesse accrescere l’espressività dell’altro e viceversa.
Da quella chiacchierata è nato il progetto Poe Suite – Racconti per voce e piano.

Perchè avete deciso di dedicare questo primo ciclo di serate proprio allo scrittore del terrore Edgar Allan Poe?
Raffaele Pallozzi – Ci siamo scoperti entrambi affascinati da Poe, prima ancora che dallo scrittore, dagli immaginari che da lui nascono e a lui si riconducono.

È stato divertente e stimolante: un’attrice agrigentina e un musicista sulmonese, due caratteri, due generazioni, due linguaggi artistici diversi, si sono ritrovati con la stessa passione per le atmosfere noir di Poe, con la stessa attrazione per il mistero e la paura.

Ci siamo voluti sfidare, così, a ricercare quelle atmosfere, ognuno con il proprio mezzo, ma insieme curiosi di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.

Quali sono le opere in particolare a cui gli spettacoli attingono?
Vittoria Faro – Abbiamo scelto, tra i suoi racconti quelli in cui è più evidente la relazione fra il Mistero e la Paura, con la Ragione che cerca di trovarne le regole.

Quindi abbiamo scelto alcuni racconti tratti dalle raccolte “Del mistero e del raziocinio” e “Del mistero e del terrore“.

Inizieremo con il celebre “I racconti della Rue Morgue“, composizione che è stata un po’ pioniera per tutto quel filone poliziesco che poi ha avuto grande sviluppo con i vari Sherlock Holmes, Poirot e via dicendo; continueremo con “Il gatto nero“, opera che rimanda alle atmosfere cupe, piene di ansia e terrore tipiche di Poe; e infine, con “Eleonora”, il momento della poesia.

Cos’è per voi la paura?
Raffaele Pallozzi – La Paura, e siamo proprio d’accordo con Poe su questo, è la discesa emotiva dentro sè stessi, il momento in cui decidiamo di affrontare i nostri demoni interiori.
E’ anche il sentimento che domina il nostro tempo, che ci ha scoperti incapaci di fare i conti con i nostri scheletri.poe_suite

Pensate che questo progetto possa coinvolgere magari anche altri scrittori ed opere?
Vittoria Faro – Ci sta piacendo, per ora, e non lo escludiamo. Ma vogliamo lavorare bene su Poe.
Vogliamo, liberi una volta tanto di corrispondere alle aspettative di produttori, mode, tendenze e intellettualismi, appassionarci a un progetto di pura ricerca.

Senza il cruccio di dire e fare per forza qualcosa di sensazionale o di sconvolgente.

Come musica e testi dialogano sul palco, coinvolgendo infine il pubblico?
Raffaele Pallozzi – io sono un jazzista, Vittoria è attrice.
Sul palco ci inseguiremo, o meglio inseguiremo insieme a due voci il fluire della narrazione di Poe. Ogni serata sarà un unicum, ogni volta diversa.

Dopo le tappe al Teatro Due Roma, pensate che il progetto possa essere rappresentato anche altrove?
Vittoria Faro – Lo speriamo. Poe Suite ha nel logo il diesis col numeretto.
Per ora siamo a Poe Suite #2, quella di TestaccioLab che ci supporta è una autoproduzione per far conoscere il progetto.
Confidiamo nel risultato.
Dobbiamo o no, reinventare l’impresa culturale?

A quali altri progetti state lavorando?
Raffaele Pallozzi – Vittoria, a parte ruoli da attrice, sta lavorando ad un suo progetto su Medea.
Io sono in tournée con il quartetto del flautista inglese Geoff Warren. Che dire, se questo esperimento vi piacerà continuate a seguirci.

Per maggiori info vi invitiamo a seguire l’evento su facebook.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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