Intervista a Numa

Numa
Numa si racconta a Sul Palco con il suo nuovo disco "Il Periodo", un lavoro intriso di hard rock e metal.

NumaIl Periodo” è il tuo nuovo lavoro discografico. Dieci brani che raccontano di te e di un cambiamento. Vuoi raccontarci di più al riguardo?
Entrare troppo nel particolare non mi è mai piaciuto. Credo che la vita privata debba rimanere tale. Ci sono già i testi delle canzoni che hanno un potenziale per far capire tante cose.

Certo è che nella vita di ognuno di noi capitano i momenti in cui c’è da soffrire e stringere i denti e così è stato anche per me.
La cosa che posso dire è che ho preso in mano la mia esistenza facendo delle scelte nel privato che inevitabilmente mi hanno fatto soffrire.
Spero che questo album mi porti solo belle emozioni.

Un tuffo all’inferno” è invece il singolo che precede l’album, una sorta di apripista al nuovo mondo artistico di Numa. Quali visioni fuoriescono da questo singolo?
Un Tuffo all’Inferno” è sicuramente la canzone più rappresentativa dell’album. Non a caso è la prima che ho scritto di getto, come se volessi dire a me stesso che alcune cose stavano cambiando e avrei dovuto consegnarmi ad un mondo fatto di poche certezze ma, proprio per questo, affascinante ed intrigante.

Hai scelto il colore nero per rappresentare in questo momento il tuo lavoro artistico, un po’ per testimoniare quello che ti è accaduto ed al contempo esorcizzare il dolore, ma anche l’eccitazione di una nuova vita tutta da vivere. Quali sono dunque queste fasi che ti hanno portato a questo traguardo?
Non riuscivo più a vivere la mia vita legato all’abitudine di alcune cose che mi circondavano. Volevo spaccare queste catene per consegnarmi all’improvvisazione.
Sia ben chiaro che nessuno mi ha fatto del male o mi ha voluto male. Sono sempre stato circondato da persone che mi hanno amato all’ennesima potenza.
Il cambiamento è stato solo una mia questione interiore.Numa

Nel tuo sound si riscontrano sfumature derivanti dagli Ac/Dc e dai Queen, per non parlare poi dei Litfiba, tuoi conterranei. Un mix senz’altro esplosivo, che da origine a un tuo perfetto sound e mood, tanto da rispecchiare il tutto nei live e negli show, richiestissimi dal pubblico. Cosa dunque “rubi” a questi artisti e cosa invece rivendichi del tuo essere artista?
Il mio essere artista è sicuramente un mix di tante cose e credo che alla fine il tutto ti renda poi autentico.

Devo ogni cosa ai Queen, sono l’emblema di come si possa essere artisti/musicisti a 360 gradi. Hanno toccato tutti i generi e lo hanno fatto spudoratamente, sentendosi sempre i numeri uno. Questa loro arroganza mi ha sempre affascinato, oltre ovviamente ad avermi dato le basi per conoscere la musica.

Gli Ac/Dc sono il gruppo che mi ha caricato maggiormente, hanno il sound rock’n roll a me più vicino, con riff fantastici e accordi spezzati che non mi annoiano mai.

Per quanto riguarda i Litfiba, li prendo decisamente da ispirazione su come essere animali da palcoscenico, apprezzando molto anche il loro modo di utilizzare la lingua italiana.

Cosa dovrà dunque aspettarsi il pubblico da questo tuo disco?
Un rock duro cantato in italiano che ormai non si sente più e un viaggio di un personaggio sicuramente fuori dalle righe.

Sei inoltre il produttore del tuo disco. Come mai questa scelta? Come concili il ruolo di artista/cantante e quello del produttore? Devo ammettere che è durissima.
Ormai lo faccio da diversi anni e ammetto che bisogna avere una lucidità mentale non indifferente.
La lista di cose da saper fare sarebbe troppo lunga da elencare, sia per quanto riguarda la parte artistica sia quella di piccolo imprenditore, senza tralasciare forse la più dura, quella di insegnante di canto.

Ammetto che ogni tanto si debba fare i conti con periodi di stress ma fino ad ora ne sono sempre venuto fuori grazie a stimoli quotidiani che, ritengo, sia inevitabile avere.

NumaQuali saranno le prime date live in cui ti si potrà ascoltare?
Per adesso sono il 2 aprile presso il “Combo” di Firenze, l’11 presso “Rock Heat” di Arezzo per “Arezzo Wave” ed il 19 di giugno al “Circus” di Firenze.

Altri progetti in corso o in via di sviluppo?
Mi vengono proposti molto spesso nuovi progetti ma adesso mi voglio dedicare solo a questo, anche perché credo si intuisca da come ne parlo che sia un impegno totale e completo, e per un discorso di tempo e di credibilità.

E io voglio essere credibile.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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