MATCH DI IMPROVVISAZIONE TEATRALE

A TORINO, LA FINALISSIMA DEL TORNEO PROFESSIONISTI A COLPA DI ESILARANTI IMPROVVISAZIONI

La redazione Sul Palco, dopo gli spettacoli delle settimane precedenti, torna in trasferta a Torino, dove, il 21 marzo, si é tenuta la finale del torneo professionisti del Match di Improvvisazione Teatrale.

Dopo un’appassionante fase eliminatoria, a guadagnarsi l’onore della finale sono stati i Gialli – capitanati da Roberto Zunino, con Delia Dimasi e Fabrizio Lobello ottimi gregari – e i Verdi, capitanati da Enrico Giovannini con Simona Pettinari e Mauro Simolo a fare da spalle. C’era molta attesa per l’evento e, infatti, il Teatro Le Serre di Grugliasco ha fatto registrare il tutto esaurito con oltre 500 posti occupati. A guidare la serata, un presentatore d’eccezione come Marco Maccarini, noto VJ di MTV, oltre che conduttore televisivo e speaker radiofonico. L’energia di Maccarini ha scaldato subito il pubblico nella presentazione delle squadre e anche durante il riscaldamento, fino alla presentazione del giudice supremo dell’incontro, il temutissimo arbitro Federico Stefanelli.

L’ambiente scenografico è quello solito dei match, cioè ricalca il patinoire di una partita di hockey su ghiaccio, sport nazionale in Canada, paese in cui negli anni sono nati i Match, dalla fortunata idea di grandi due attori di improvvisazione teatrale appassionati di hockey. Lo spirito infatti è quello di una competizione artistico/sportiva fra due squadre di giocatori/attori che, improvvisando su temi a loro sconosciuti, si contendono la vittoria nei 90 minuti di gioco. Gli attori, senza costumi e scenografia, possono utilizzare solo il corpo, la divisa che indossano – ovvero la maglia della squadra – e la loro fantasia per dar vita a storie teatrali anche di diversi minuti. Interagendo con gli avversari e con i compagni di squadra, i giocatori costruiscono personaggi e situazioni su temi estratti a sorte dall’inflessibile arbitro, che ha anche il fondamentale ruolo di fischiare i falli teatrali. Un fallo è quando, ad esempio, non vengono rispettate le categorie teatrali (avete mai visto una Shakespaere in cui i protagonisti danno del tu con un accento fortemente romano?), oppure quando gli attori improvvisano una scena con una trama confusionaria e poco coerente con il titolo assegnato.

Per la serata finale, l’arbitro ha scelto di estrarre i titoli direttamente secondo le indicazioni del pubblico. Così è stata portata in scena la prima improvvisazione della serata, una categoria Shakespeare che ha visto brillare tutti gli attori sul palco, grazie alla capacità di calarsi perfettamente nelle atmosfere, nelle metafore e nelle rime del Bardo. Così, il Re ha ordinato al suo fido scudiero, Fredrich, di andare giù nel villaggio a  cercare per moglie “una ragazza bella dai colori del fieno”. Qui ha trovato la bella Rose, che però si ritrova subito a lottare contro la regina madre, contraria, per il figlio, a un matrimonio con una donna di un rango così inferiore. “Alleato” della donna è anche Edward, fratello defunto del Re, ma presente in veste di spirito. E’ lui a scoprire che, in realtà, la bella Rose non ha i colori del fieno, bensì quelli rossi “del sangue”. Così il matrimonio salta e il narratore non può raccontare il lieto fine.

La finale va avanti con altre esilaranti improvvisazioni, fra generi in stile “padrino” o anche cantate in stile sanremese. Gli attori riescono anche a “cambiare lo stile in corsa” secondo le indicazioni dell’arbitro, passando da un fantasy a una “Quentin Tarantino” per poi continuare sempre la stessa storia come se ci trovassimo all’interno di un cartone animato giapponese.

Le squadre restano sempre sul filo di lana, ma alla fine sono i Verdi a spuntarla per 6 a 5 e a laurearsi campioni del torneo professionisti di Torino 2015.

Un plauso particolare va fatto all’arbitro della serata, vero protagonista dello spettacolo,  che riesce a stabilire un immediato contatto con il pubblico a colpi di “botta e risposta” e dimostra un’attenzione maniacale nel fischiare ogni piccola “scorrettezza” fatta dalle squadre sul palco.

Il torneo ha visto la presenza di circa 2.000 spettatori totali durante le varie serate. Un successo crescente, grazie al lavoro di Teatro Sequenza, la compagnia teatrale che organizza i Match di improvvisazione a Torino. Un successo che testimonia il grande seguito che questa formula di spettacolo continua a riscuotere.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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