Intervista alla band Winona

Winona
I Winona sono una band alternative/emo garage rock che con il loro atteso album d'esordio "Fulmine", uscito per Seahorse Recordings, si tuffano negli anni '90. I Winona sono Michele Morselli alla chitarra e alla voce, Marco Simonazzi al basso, Francesco Prandi alla batteria e ai cori, Alessandro Moratto, chitarrista e corista live.

WinonaUn “Fulmine” a ciel sereno. Il tanto atteso album d’esordio giunge finalmente a vedere la luce. Come nasce questo lavoro?
Fulmine” ha avuto una genesi piuttosto travagliata, a dire la verità. Anche se “Letargo” ci ha permesso di girare moltissimo e a lungo, sotto sotto ci dispiaceva di non averlo promosso in alcun modo al di fuori dei semplici concerti.

E’ stato Federico Truzzi (compositore, produttore e sound engeneer, oltre che amico) a convincerci a recuperare alcuni brani di questo Ep ed a inserirli in “Fulmine“, scartando altro materiale che nonostante l’uniformità di sound, non ci convinceva del tutto.

Lavorando a “Fulmine“, abbiamo dovuto coniugare il nostro passato ed il nostro presente, riscriverci, rielaborarci, rivedere con occhi nuovi il nostro lavoro di un paio di anni prima e dargli vita nuova. Federico pensava che certi brani non potessero cadere nel dimenticatoio così, che avessero bisogno della visibilità e dello spazio che solo un full-lenght può garantire.
E francamente non ci sentiamo di dargli torto, anzi.

I Winona risentono delle influenze alternative rock ed emo-rock, tuffandosi negli anni ’90. Un sound decisamente interessante e curioso, ma in un’unica parola, come descrivereste la vostra musica?
Dizionario alla mano, direi proprio “roccioso“. Anche se la roccia porta con sé tutto un immaginario di immobilità e a noi l’immobilità non piace per niente.

La nostra montagna di compressori e distorsori ci piace sia mobile, vogliamo sentire le armonie che ti portano avanti e indietro, i crescendo che ti fanno venire un nodo alla gola che culminino in esplosioni liberatorie.
Insomma, vogliamo portarvi a fare un giro su qualcosa di estremamente compatto ed estremamente mobile al tempo stesso, in altre parole un pianeta, un sassone solido che ruota nel vuoto. Ecco, questa forse è l’immagine più calzante.

A quale artisti vi ispirate per le vostre composizioni?
Le prime volte che ci facevano questa domanda, non sapevamo bene cosa rispondere. Abbiamo tutti e tre ascolti molto diversi; al nostro sound ci siamo arrivati lavorando assieme, in sala prove, senza partire da punti di riferimento condivisi, senza dirci “dobbiamo suonare come questi, questi e questi altri“.

In questi primissimi giorni dopo l’uscita del disco, con le prime recensioni, spesso veniamo associati a band che non conosciamo proprio, ma andando ad ascoltarle poi ci rendiamo conto che sì, la parentela c’è e spesso anche stretta.

Dovessi darti riferimenti internazionali, direi soprattutto “We Were Promised Jetpacks” oppure i primi “Biffy Clyro”, ma anche i “Crash of Rhinos” ci piacciono molto, ma non siamo proprio a quel livello di virtuosismo.

Qual è invece il brano che più rappresenta il vostro sound?
Direi proprio “Lazzaro“, il nostro singolo; credo che rappresenti il miglior risultato ottenuto con il nostro sound, quello che ci sembra sintetizzarci maggiormente come musicisti e come persone.

E’ stato uno dei primi brani che abbiamo composto dopo aver registrato il nostro Ep “Letargo“, uscito nel Dicembre 2011.

Attorno a quella struttura ritmica e melodica abbiamo cominciato a modellare un nuovo sound che, anche se ancora non lo sapevamo, ci avrebbe accompagnato per tutto il periodo di scrittura dei nWinonauovi brani. Ci sembrava la miglior strada da prendere e ne siamo ancora piuttosto soddisfatti.

Il primo EP autoprodotto, ovvero “Letargo” arriva nel 2011. Quanto la musica dei Winona si è evoluta da allora?
Per quello che riguarda le strutture dei brani, non direi troppo. Scrivendo i brani, ci manteniamo fedeli alla ricetta con cui siamo partiti, e che ci siamo limitati ad affinare nel tempo, ovvero riuscire ad essere cantabili, condivisibili, senza scadere nelle logiche del pop.

Sfruttare strategicamente un paio di ritornelli, mai di più, cercando di far leva sulla posizione, sul momento dove premere l’acceleratore senza perdere di vista i momenti strettamente musicali, o altre parte di strofa in cui le liriche possono sbizzarrirsi.

Il vero cambiamento invece è avvenuto sul sound. Abbiamo sempre desiderato suonare rotondi, compatti, solidi; forse semplicemente non avevamo la strumentazione sufficiente, o forse non eravamo molto bravi ad utilizzare quello che avevamo.

Ma la consapevolezza viene pian piano, provando e riprovando; dopo anni ci sentiamo molto soddisfatti del nostro sound, ma questa non è una ragione valida per piantare le tende.
Il cambiamento graduale è del tutto naturale, ma non ce la sentiamo neanche di escludere svolte.

Tra le varie partecipazioni radiofoniche e concertistiche, avete aperto i concerti dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Nu Bohémien, Kairo, Uragano, Sakee Sed, Action Men e Fast Animals & Slow Kids. Raccontateci di queste esperienze e con quale altro artista vi piacerebbe condividere il palco.
Abbiamo avuto modo di conoscere questi gruppi un poco per volta, nel corso degli ultimi due anni e mezzo, e ti possiamo solamente dire che, sarà l’atmosfera conviviale dei concerti, sarà la cena insieme, un po’ la stanchezza di passare ore sulla venue e poi l’energia del live, tutto si svolge sempre in maniera molto naturale.

Un paio di chiacchiere, due risate assieme all’altra band durante il sound check, complimenti e/o perplessità dopo il live.
Non abbiamo mai percepito un abisso alla Noi/Loro.

WinonaTra gli altri artisti con i quali ci piacerebbe suonare direi di sicuro i “Ministri”; è un tarlo adolescenziale che c’è rimasto, non siamo mai riusciti ad aprir un loro concerto. Ma quelli chissà che fine hanno fatto, mi sa che hanno subito anche un qualche rimpasto di formazione.

Dopo aver presentato il disco al Mattatoio Culture Club di Carpi (MO), storico locale di riferimento per la musica indipendente in Italia dagli anni 80 ad oggi, dove potremmo ascoltarvi suonare?
Il 2 aprile siamo stati al Django Café, in provincia di Modena, per il nostro Release Party.
Per il resto, annunceremo altre date a breve, ma il 12 aprile saremo nel Varesotto; per tutti i dettagli però è sempre meglio seguirci direttamente sulla nostra pagina: www.facebook.com/winonacarpi.

Prossimi progetti?
Per ora stiamo concentrando tutte le nostre forze sulla promozione del disco e sull’organizzazione di qualche data per la primavera e l’estate, e già questo, te lo assicuro, richiede non poco tempo, soprattutto considerando il fatto che due su tre di noi hanno più di un lavoro!

Al di là di questo, però, il processo creativo non si ferma; ci sono periodi più e meno buoni per la composizione, e questo, sarà al primavera, sarà la scarica di energia che ci ha dato l’uscita e la promozione di “Fulmine“, è proprio un periodo buono.

Nel buio delle nostre stanzette, nei nostri computer, qualche riff e qualche verso ci sono già. Ovviamente ci teniamo tutto per un prossimo futuro, anche se ci sentiamo un po’ come quei genitori che fatto un figlio non vedono l’ora di farne un altro.

Giusto per il piacere che si prova a farlo.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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