Nakis Panayotidis in mostra al Museo Macro

Nakis Panayotidis
"Guardando l'invisibile" è la mostra di Nakis Panayotidis allestita presso il Museo Macro ed aperta al pubblico fino al 13 settembre 2015.

Roma, 16 Aprile 2015, Museo Macro

Nakis Panayotidis Nakis Panayotidis approda al Museo Macro, nella sede di Via Nizza, con una mostra personale dal titolo “Guardando l’invisibile”, aperta al pubblico fino al 13 Settembre 2015.

La mostra raccoglie le opere dell’artista greco, residente in Svizzera dal 1973, realizzate negli ultimi 10 anni di lavoro. La sua è una “arte povera”, utilizzando materiali poveri, come vetri, tele, luci al neon, giocando con fotografie, disegni e dipinti, elementi in metallo o oggetti di uso quotidiano.

L’arte di Panayotidis si snoda in due Project Room presenti all’interno del Museo Macro. Seppur le sue opere non siano quasi mai ripetitive, mostrando sempre soggetti diversi, Panayotidis ha delineato una sua impronta artistica, variegata ed inconfondibile. Di base vi è senz’altro la libertà di esplorazione ed improvvisazione.

Le sue opere sono influenzate inoltre anche dalle sue origini, quindi dalla mitologia greca.
L’installazione “Ladro di Luce”, per esempio, ricorda il gesto di Prometeo, ovvero del furto del fuoco dal cielo Nakis Panayotidisdegli dèi, qui rappresentato con delle mani che impugnano un neon, sul quale vi sono scritte delle azioni, o dei princìpi o delle esortazioni. La luce, per l’artista, è simbolo di conoscenza, ma anche in questo caso di voglia d’amare, di sapere, di sognare e di essere liberi. La luce è quel qualcosa che contro l’oscurità permette all’essere umano di vedere il proprio destino, evitando così l’oblio, la rassegnazione, l’oscurità delle tenebre che vorrebbero l’uomo incatenato a qualcosa, negandogli la propria libertà.

Nakis PanayotidisIl neon è difatti un elemento ricorrente nelle opere di Panayotidis, illuminando anche fotografie di vecchi ruderi e mostruosi edifici abbandonati, segno di una industria ormai non più attiva.

Come la luce che appare nell’opera “Con lo sguardo del nomade”, ove la linea dell’orizzonte è illuminata di bianco, dividendo lo spazio, il cielo ed il mare.
Così come “Linee di partenza linee d’arrivo”, ove la stazione ferroviaria desolata si arrende all’inarrestabile avanzamento della natura.

Nakis Panayotidis nasce ad Atene nel 1947 e si avvicina già in tenera età al mondo del teatro. Nel 1966 si trasferisce a Torino, dove studia architettura. Frequentando la Galleria Christian Stein scopre l’Arte Povera, mentre nel 1967 si trasferisce a Roma, iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti, ma tornerà a Torino dove inizia a lavorare con Volterrani e Molinari.

Nakis PanayotidisNegli anni settanta si stabilisce a Berna, sviluppando il suo percorso artistico.
L’esposizione allestita presso il Museo Macro è curata da Bruno Corà, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di RomaSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Ambasciata di Svizzera in Italia e dall’Ambasciata di Grecia a Roma, con il patrocinio dell’Istituto Svizzero, in collaborazione con il Kunstmuseum Bern e il supporto della Fondazione Svizzera per la Cultura Pro Helvetia.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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