MODIGLIANI E LA BOHEME DI PARIGI. 90 OPERE PER UNA BELLISSIMA MOSTRA ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

La trasferta torinese della redazione Sul Palco, ci ha permesso di ammirare bellezze eterne come possono essere solo le opere d’arte, nello specifico quelle di Amedeo Modigliani, lo straordinario pittore e scultore livornese morto a Parigi di tubercolosi, all’età di 35 anni. Modigliani incarna, forse più di tutti, la figura dell’artista maledetto. Grazie ai suoi capolavori, è sicuramente uno dei grandi interpreti della pittura europea del Novecento.

Dal 14 marzo al 12 luglio 2015, il GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino – ospita la mostra che ha per titolo “Modigliani e la bohème di Parigi”, con circa 90 opere, tra cui sessanta capolavori provenienti dal Musée National d’Art Moderne ‐  Centre Pompidou di Parigi, oltre che da importanti collezioni pubbliche e private d’Europa. La mostra è a cura di Jean‐Michel Bouhours, accreditato studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi.

Alla figura centrale di Modigliani si accompagna la straordinaria atmosfera culturale della “École de Paris”, la corrente artistica attiva nei quartieri di Montmartre e Montparnasse, che riuniva personaggi uniti dal desiderio di godere pienamente il clima artistico e intellettuale, ma anche libertino, della Parigi di quegli anni. Essi volevano creare una completa simbiosi tra vita e arte, distinguendosi per uno stile personalissimo e una vita dissoluta e priva di regole. Modigliani è il principale testimone della realtà cosmopolita della Bohème parigina, che ha segnato la sua indipendenza dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche. Un particolare momento storico in cui, alla creazione dei capolavori, si affianca un’esistenza fatta di alcool e miseria che, uniti alla morte prematura, hanno contribuito ad avvolgere il personaggio in un’aura di leggenda.

La mostra parte da un significativo corpus di opere del Centre Pompidou di Parigi, nelle cui collezioni Modigliani entrò a far parte già nella metà degli anni ’30 del Novecento. Tra questi gli splendidi ritratti dei suoi amici (“Il giovane ragazzo rosso” del 1919), delle sue amanti (“Lolotte” del 1917) o dei suoi mercanti. In questi dipinti emerge chiaramente lo stile Modigliani, caratterizzato da una sintesi estrema, tanto che i personaggi ritratti non si rivelano nella loro identità, se non per alcuni dettagli, come i vestiti o le capigliature. Tra le opere esposte in questa sezione anche le celebri “Principessa X” e “Mademoiselle Pogany III”.

La mostra è costruita in cinque sezioni, che analizzano la vitalità parigina  del periodo, con uno sguardo non solo alla pittura, ma anche al disegno, al bozzetto, che ha dato origine ai capolavori.

La prima sezione si intitola “Amedeo Modigliani” e raggruppa i ritratti dell’artista (tra cui il “Ritratto di Soutine”, “Jeanne Hebuterne”, il “Giovane ragazzo rosso”, “La ragazza rossa”). Le opere spiegano lo stile inconfondibile dell’artista, ormai distante dall’espressionismo e dal simbolismo a cui Modigliani guardava nelle sue prime opere.

La seconda sezione è Modigliani/Brancusi e la scultura. Dal 1909 al 1914, infatti, Modigliani si dedicò quasi esclusivamente alla scultura applicando il suo modello di sintesi alle celebri teste dalle forme allungate, dai lunghi colli e dagli occhi senza pupille. La sezione analizza principalmente il confronto con le opere del suo grande amico Costantin Brancusi, con cui condivise lo studio e il medesimo interesse per le curve ampie e armoniose delle forme anatomiche.

La terza sezione è il cuore centrale della mostra e si intitola “La bohème parigina”. Gli artisti che si incontravano nei café, nei bordelli e tra le strade di Montmartre e Montparnasse sono rappresentati in questa sezione. Oltre alle opere di Modigliani, troviamo anche alcuni quadri di Soutine e un dipinto di Marc Chagall, oltre ad altri dipinti di altri protagonisti del fecondo ambiente parigino dell’epoca.

La quarta sezioni è “Il cubismo”. Pur restando relativamente distante dalla prorompente rivoluzione cubista introdotta da Picasso, Modigliani condivise con il movimento il processo di schematizzazione e lo sguardo rivolto all’arte primitiva e all’arte africana.

La quinta e ultima sezione si chiama “Il nuovo umanesimo della scuola di Parigi” ed è introdotta dal “Ritratto di Dédie” del 1918, l’immagine guida della mostra che è uno dei massimi capolavori di Modigliani. Quest’ultima sezione, dedicata alla cerchia di artisti attratti dal fermento culturale parigini dei primi del Novecento.

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