MUSE A ROCK IN ROMA

UN CONCERTO DI ALTO LIVELLO PER LA BAND INGLESE

Quarantamila persone si sono riunite all’Ippodromo delle Capannelle per il concerto dei Muse del 18 luglio 2015, unica tappa italiana del “Drones World Tour 2015” della band britannica.

Un ritorno nella capitale celebrato con un sold out dopo il grande concerto del 2013 allo Stadio Olimpico, il primo a essere diventato un film registrato in 4K Ultra High Definition. Meno scenografie spettacolari in questa occasione, ma sempre tanto rock in una scaletta che non ha deluso anche i fan più affezionati.

Lo show comincia alle 22 in punto, mezz’ora dopo la bella esibizione del gruppo spalla, i Nothing But Thieves, appunto. Apre il concerto “Psycho”, brano tratto dall’ultimo album Drones, uscito all’inizio di giugno. Sui grandi schermi grafiche in bianco e nero alternano immagini del concerto e scenari da videogame. Seguono la bellissima e apprezzata “Supermassive Black Hole” e poi “The Handler”.  Bellamy si lancia in un assolo di chitarra elettrica, ma anche Dominic Howard e Chris Wolstenholme, rispettivamente batteria e basso, si prendono i loro momenti di protagonismo sul palco.

Giunge il momento di “Plug In Baby”, tratta da “Origin of Symmetry”, dove Bellamy può permettersi di non cantare i ritornelli della canzone tanto il suono delle voci dei fan è così forte da vibrare per tutt l’arena. Dalla complicità al silenzio, quello che attende Bellamy per far partire “Dead Inside”, brano di apertura di Drones, che dal vivo fa sentire tutta la sua forza e diviene ancora più apprezzabile. L’energia aumenta ancora con altri due grandi classici della band: “Uprising” e “Hysteria”, che fanno cantare e ballare il pubblico a suono di rock.

Il concerto continua con altri successi degli album passati: “Apocalypse Please”, la stupenda “Supremacy” e “Time Is Running Out”. Tocca poi a “Drones”, canzone che dà il nome all’ultimo album, chiudere la prima parte del concerto.

I Muse tornano in scena qualche minuto dopo per le ultime tre canzoni: la bellissima e sensuale “Madness”, dell’album “The 2nd Law”; “Mercy”, che arriva direttamente da Drones, per concludere con uno dei brani più potenti e vibranti, ovvero il “Knights Of Cydonia”, dall’album Black Holes And Revelations.

Ci sarebbe forse ancora spazio per un altro po’ di musica, ma un po’ inspiegabilmente il concerto finisce qui dopo appena un’ora e mezzo di brani.

I Muse con l’album “Drones“ sono al loro settimo lavoro della loro carriera. Dopo il vendutissimo album “Showbiz“ (1999),  hanno pubblicato gli altrettanto fortunati “Origin Of Simmetry” (2001), “Absolution” (2003), “Black holes and revelations” (2006), “The resistance” (2009) e “The 2nd law” (2012).

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