SOLDI, SEGRETI E IL TEOREMA DELLA CRISI

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Arriva in Italia The Forecaster, il documentario sul caso Martin Armstrong. Afferma di aver inventato un codice segreto per prevedere i crolli finanziari. Ha incassato una condanna a dodici anni per frode. Chi è Martin Armstrong?

Gli amanti dei complotti internazionali avranno gusto nel vedere The Forecaster, documentario di Marcus Vetter e Karin Steinberger che uscirà in Italia il 17 settembre con il titolo Il teorema della crisi.

The-ForecasterIl protagonista del film è Martin Armstrong, ha già superato i 60 anni e ne ha trascorsi circa 12 in galera. È divenuto famoso per aver sviluppato un teorema  in grado, a suo dire, di prevedere le crisi finanziarie. Una sorta di modello informatico basato su una costante, il pi greco,e sull’analisi dei flussi finanziari che gli ha consentito di vedere con largo anticipo il crollo della borsa americana del 1987 (il “lunedì nero”), quello dell’indice Nikkei del 1989 e la crisi finanziaria russa del 1998. Secondo questa teoria i cicli si ripetono all’incirca ogni 6-8 anni, dunque il prossimo crollo dovrebbe essere quello dell’euro che inizierà nell’ottobre 2015. Cioè fra quindici giorni circa.

Tanto tocca aspettare per capire se Armstrong abbia ragione o no, nel frattempo si può indagare nella sua biografia. Il personaggio è quantomeno ambiguo. Diventa milionario a 15anni grazie all’acquisto di una borsa contenente rari centesimi canadesi. Rileva la concessionaria di conio e stampa in cui lavora e continua ad incrementare le sue fortune. Qui inizia ad interessarsi all’andamento dei prezzi delle materie prime per metalli preziosi e pubblica a perditempo analisi e previsioni sull’andamento di questo specifico mercato. Quando la sua attività fallirà, Armstrong si dedicherà totalmente alla scrittura di previsioni dei flussi finanziari.

Il_teorema_della_crisi_-_The_Forecaster_Martin_Armstrong_foto_dal_set_del_film_documentario_3_bigOccorre specificare che la sua formazione in ambito economico è priva di qualsiasi riconoscimento. Ha frequentato dei corsi alla Princeton University, bazzicato il TCI College of Technology, ma non ha mai ottenuto una laurea. Ciò non gli impedisce di partecipare a forum economici mondiali, di fondare nel 1980 la società di prospettive e consulenze finanziarie Princeton Economics, né di essere ambito dalle più grandi banche americane come prezioso consulente. Insomma un autodidatta che si è fatto strada ma che ha sempre rifiutato le carezze dei grandi gruppi finanziari per amore della verità e senza mai rivelare a nessuno il codice segreto delle previsioni finanziarie. Questa è la prima versione dei fatti.

La seconda è quella dei giudici federali che lo processano per una frode di tre miliardi. L’indagine parte nel 1999 dalle autorità giapponesi che lo accusano di aver mescolato impropriamente fondi di investitori giapponesi con quelli di altri investitori, utilizzando il denaro fresco per coprire le perdite. Secondo l’accusa, Armstrong avrebbe avuto il sostegno della  Republic New York Corporation che produsse falsi estratti conto per rassicurare gli investitori di Armstrong. La Republic accetterà di pagare 606 milioni di dollari per seppellire lo scandalo.

Le accuse di frode si uniscono a quelle di oltraggio alla corte per un totale di dodici anni di carcere, un record storico per la giustizia federale. Ed ecco che Armstrong diventa un caso. Proclama giustizia, afferma che il vero obbiettivo dell’FBI è quello di ottenere il teorema della crisi, cioè il codice da lui inventato per prevedere i flussi del mercato. Insomma Armostrong si dichiara perseguitato.

Dove sia la verità non è dato saperlo. Né il documentario è in grado di spiegarlo. Il difetto dei giornalisti-registi Marcus Vetter e Karin Steinberger è di affrontare il caso Armostrong esclusivamente dal punto di vista del protagonista. Gli elementi per una storia succulenta ci sono tutti: soldi, potere, codici segreti, FBI. Ma se questi conducano alla realtà non è certo. Manca la controparte, gli atti processuali. Manca un approccio critico alla teoria visionaria di Armstrong che descrive cicli economici destinati al crollo (ma questo lo aveva già detto Karl Marx) e vede nella commistione tra politica e finanza il male di tutti i tempi (e per capire che fosse questo il guaio non serviva un indovino). Per sapere se Armstrong abbia ragione non è necessario vedere questo film. È sufficiente aspettare il primo ottobre.

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