Il ponte delle spie

DATA DI USCITA: 16 dicembre 2015

REGIA: Steven Spielberg
SCENEGGIATURA: Ethan Coen, Joel Coen, Matt Charman

MUSICHE: Tomas Newman
FOTOGRAFIA: Janusz Kaminski
MONTAGGIO: Michael Kahn
SCENOGRAFIA: Marco Bittner Rosser
COSTUMI: Kasia Walicka-Maimone
INTERPRETI:
James Donovan: Tom Hanks
Mary Donovan: Amy Ryan
Rudolf Abel: Mark Rylance
Thomas Watters: Alan Alda
Francis Gary Powers: Austin Stowell
Doug Forrester: Billy Magnussen
Jan Donovan: Eve Hewson
Agente: Domenick Lombardozzi
Wolfgang Vogel: Sebastian Koch
Williams: Michael Gaston
William Tompkins Tompkins: Stephen Kunken
Insegnante: Haley Rawson

GENERE: Drammatico

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

PAESE: USA

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I fratelli Coen, con l’aggiunta di Matt Charman, e Steven Spielberg colpiscono ancora!

Appena iniziato il film pensavo ad un già visto “Codice d’onore” dove viene ingaggiato un avvocato che patteggia sempre senza affrontare i processi. Tom Hanks, che interpreta il ruolo di un avvocato esperto in assicurazioni per risarcimento danni, viene ingaggiato inizialmente per “difendere” una spia russa, poi, dopo la condanna (scontata) di quest’ultimo, viene ingaggiato per negoziare lo scambio tra la stessa spia russa appena arrestata, anche se senza un giusto processo, ed un pilota statunitense da poco precipitato con il suo aereo in territorio russo.

Brooklyn lawyer James Donovan (Tom Hanks) is an ordinary man placed in extraordinary circumstances in DreamWorks Pictures/Fox 2000 Pictures' dramatic thriller BRIDGE OF SPIES, directed by Steven Spielberg.

La storia è una storia vera, quella dell’avvocato James Donovan, che nel 1957 in piena guerra fredda fu incaricato dalla CIA di gestire il delicatissimo negoziato che culminò con lo scambio di spie avvenuto sul Ponte di Glienicke tra Berlino Est e Berlino Ovest.

L’introduzione un po’ lenta ed enigmatica lascia spazio ad un racconto bellissimo dove il protagonista rappresenta il giusto, non la giustizia. L’avvocato Donovan (Tom Hanks) non ha mai appurato se il suo cliente fosse realmente una spia, l’ha sempre visto come un uomo, e come un uomo con i suoi valori e fedele al suo dovere, qualunque esso fosse.

Donovan salva il suo cliente da una pena di morte certa, visto che ci troviamo durante la guerra fredda, incutendo nel giudice la convinzione che la vita di questa presunta spia sarebbe potuta essere importante nel caso fosse stato arrestato un americano in terra russa. Quel momento arriva, ed anche presto. Ed è proprio Donovan che viene chiamato per portare avanti il negoziato per lo scambio tra i due uomini ma, durante il viaggio per la Russia, viene a sapere che uno studente americano è stato arrestato a Berlino est mentre cercava di tornare a casa sua a Berlino Ovest. Allora, contro la stessa CIA, decide di contrattare per il rilascio anche dello studente. Tra vari inganni, imbrogli, promesse e perfino il suo stesso arresto, Donovan prosegue imperterrito nei suoi progetti. Non cede neanche ai ricatti dell’avvocato russo come non accetta le imposizioni della CIA. Da personaggio famoso a New York in negativo, per non aver fatto condannare a morte la spia Russa e per averlo difeso, diventa l’eroe del momento per aver salvato la vita del pilota statunitense e dello studente.

Film molto toccante, soprattutto se consideriamo che è tratto da una storia vera.

Le scene sembrano girate proprio in quegli anni, sembra di aver fatto un tuffo nel passato (anche se in quegli anni ancora non ero nata), senza luci colorate ovunque, senza effetti speciali spettacolari alla James Bond, senza azioni pericolose e, nonostante manchino tutte queste cose, il film rende davvero bene.Bridge-of-Spies

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