NON APRIRE CHE ALL’OSCURO

UN VIAGGIO NELLA CASACALENDA (CB) DI FINE ‘800 PRIMI ‘900

 

Mostra fotografica a cura di Flavio Brunetti

Palazzo GIL, Via Gorizia, Campobasso – fino al 28 febbraio 201520160113_183202

Una mostra voluta dal DESTINO quella di Flavio Brunetti inaugurata il 13 gennaio 2015 presso la Fondazione Molise Cultura-Palazzo GIL a Campobasso.

Per puro caso, o per un dato disegno del destino, anni fa, due scatoloni contenenti lastre di fotografie datate intorno alla fine dell’800, inizi ‘900, sono capitate nelle mani del campobassano Flavio Brunetti.

Brunetti, appena ebbe per le mani queste scatole, spolverando la prima, si trovò di fronte una scritta “NON APRIRE CHE ALL’OSCURO” da lì il titolo alla mostra. Un titolo che, se mettiamo da parte il significato letterale, in quanto l’esposizione alla luce delle lastre ne pregiudica l’integrità, diventa un titolo che unisce “la vita, i sogni, la morte nel mistero della fotografia”.20160113_183332

Appena viste queste lastre la curiosità di scoprirne la provenienze, l’autore, i personaggi, la storia divenne il “sogno” di Brunetti che, dopo anni di ricerche, scelta delle più significative tra le 1500, stampa e restauro ha dato vita alla mostra.

Novanta tra le millecinquecento fotografie ritrovate, la ricostruzione di un set fotografico dell’epoca, i costumi di quel periodo ed una camera oscura troviamo durante il percorso della mostra.

Le fotografie raccontano la storia della gente del paese di Casacalenda, paese dove risiedeva il fotografo Mastrosanti cui sono state attribuite le lastre.

Soffermandoci a guardare oltre l’apparenza si legge nei visi delle persone fotografate l’imbarazzo, la tristezza, i sogni, la fierezza e si vede anche la morte.

Troviamo foto di sposi, di famiglie intere, di bambini, di uomini che partono per il fronte.

C’è anche tutta un’area con foto di persone morte, soprattutto di bambini morti.

1Oggi potrebbe sembrare macabro fotografare i morti, ma nell’800 era tradizione in quanto, spesso, la morte arrivava troppo presto e la foto dei bimbi morti era l’unica foto, l’unico ricordo che avevano i familiari. Troviamo foto di bambini morti adagiati nelle bare, o sulle sedie e a volte anche con gli occhi aperti. Questo, forse, per far in modo che la morte diventasse “vita eterna” in quella fotografia.

Una mostra curata nei minimi particolari da non perdere.

Prendetevi del tempo per guardare con il cuore, oltre che con gli occhi, ognuna di queste fotografie. Ognuna di loro racconta una storia.20160113_175006

La mostra sarà aperta da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Il prezzo del biglietto è di 5 euro intero e 3 euro ridotto (under 25 e over 65 anni).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *