QUO VADO?

Dopo aver preso in giro il Molise ed i molisani con "Sole a catinelle", Zalone torna con una nuova esilarante commedia che prende di mira, questa volta, "quelli del posto fisso".

DATA DI USCITA: 01 gennaio 2016

REGIA: Gennaro Nunziante
SCENEGGIATURA: Gennaro Nunziante e Checco Zalone

MUSICHE: Luca Medici
PRODUTTORE : Pietro Valsecchi
COSTUMI: Valentina Di Palma
MONTAGGIO: Pietro Morana
INTERPRETI:

Checco Zalone: Checco Zalone

Eleonora Giovanardi: Valeria

Ninni Bruschetta: Ministro Magno

Sonia Bergamasco: Dottoressa Sironi

Maurizio Micheli: Peppino, padre di Checco

Paolo Pierobon: Ricercatore scientifico

Lino Banfi: Senatore Nicola Binetto

Ludovica Modugno: Caterina, madre di Checco

Azzurra Martina: Agata, la fidanzata di Checco

GENERE: Comico/Commedia

DISTRIBUZIONE: Medusa Film-Tao due

PAESE: Italia

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Il nuovo film di Checco Zalone (al secolo Luca Medici) sta sbancando i botteghini di tutta Italia. Sicuramente un successo studiato a tavolino, ma ciò non toglie che il film di Zalone è un film che ha raggiunto in pieno lo scopo: record d’incassi. Le critiche fatte fanno comunque pubblicità (Nel bene e nel male purché si parli!), un film che prende in giro quelli del mito del “posto fisso”, dei “bamboccioni” che vivono a casa dei genitori.

Nel film Checco Zalone interpreta un dipendente provinciale che, a seguito dell’abolizione delle “Provincie”, viene messo di fronte ad una lettera di dimissione con un più alto TFR contro un trasferimento in località da definire. Tutti i suoi colleghi accettano il TFR ma lui, essendo cresciuto in una famiglia dove il mito del posto fisso è l’unica ambizione, non accetta.quo-vado-film-recensione

Da lì cominciano i vari spostamenti, voluti dalla dottoressa Sironi, interpretata egregiamente da Sonia Bergamasco, partendo dalla Puglia, passando per il nord Italia, poi in Calabria fino ad arrivare in Norvegia, ma Zalone non rinuncia grazie anche all’appoggio del senatore del suo paese, interpretato da Lino Banfi, che gli da tutte le dritte per soffrire poco questa situazione, partendo dall’aspettativa, poi la malattia, tante ne hanno dette e tante ancora ce ne sarebbero (ad es. la c.d. “104”).

La storia diventa poi sempre più banale, c’è l’arrivo della donna, l’amore, il posto fisso che è più importante di tutto, poi di nuovo l’amore, la nascita della figlia e, grazie proprio alla nascita della figlia accetta, per la gioia della dottoressa, le dimissioni donando poi tutto il TFR, una parte pagato dalla dottoressa stessa pur di farlo capitolare, a favore di una fondazione in Africa per l’acquisto di vaccini, acquisto fatto a nome della dottoressa Sironi.

114858362-3400068c-022a-4200-b6c1-cb395859472cIl finale è smielato, il film è banale ma adatto per trascorrere un po’ di tempo a ridere.

Le critiche sono state tante, come anche gli indignati che dicono che Zalone prende in giro quelli del “posto fisso”, e che descrive gli italiani come persone non civili; Sicuramente lo fa, ma questa è la sua comicità ed il suo scopo, come detto, è l’incasso, e ci è riuscito in pieno.

Non dimentichiamo che la comicità di Zalone sta nell’”offendere” il prossimo. Lo scrivo tra virgolette perché alla base dei suoi film c’è la verità, ma viene enfatizzata proprio per questioni di copione, altrimenti sarebbe ancora più banale. Esempio ne è anche il precedente film “Sole a catinelle”, i molisani, parecchi, si sono sentiti offesi perché Zalone, in quel film, ha ritratto il Molise come un paese desolato e di vecchi. Da molisana posso dire che non è proprio così, ma è anche così, ci sono alcuni paesi che ormai sono abitati solo da vecchi, come alcune zone del Molise, bellissime, isolate perché piene di vegetazione. Lui ha fatto di tutta un’erba un fascio, ma l’intelligente sa che è solo un film, e che lui fa il comico di mestiere, se poi qualcuno pensa che il Molise sia SOLO questo, allora lo invito a venirlo a visitare, e si ricrederà.images48OE7BPZ

Relativamente a questo film, nonostante la presa in giro al “posto fisso” , c’è da notare che Zalone si ambienta a tutte le nuove situazioni, riuscendo in pieno ad ottemperare alle varie mansioni che gli vengono assegnate e, quindi, alla fine della fiera, lui ne esce a testa alta!

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