Otto Mondi alla Rinfusa

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Una long form di improvvisazione teatrale in cui si legano i ricordi degli attori e quelli del pubblico.

L’improvvisazione teatrale è di scena al Teatro Trastevere grazie ai Trama Libera Tutti, T(i)LT, che organizzano una quattro giorni di spettacoli portando in scena , alternativamente, “Otto Mondi Alla Rinfusa” e “Improbook” (una travolgente successione di sketch comici completamente improvvisati, in cui gli attori prendono gli spunti delle loro performance sul palco dai libri che il pubblico porta da casa). Io sono andato nel giorno prescelto per “Otto Mondi Alla Rinfusa”, una forma di improvvisazione “lunga” in cui ognuno dei quattro Trama Libera Tutti lega un pezzo del loro vissuto a un ricordo del pubblico per farne una storia a sé. Da questo intreccio di vita e ricordi nasceranno quindi più mondi, storie improvvisate e portate sul palco con disinvoltura grazie alla bravura dei quattro “improvisAttori”. Nell’improvvisazione teatrale, la long form, rispetto alla più tradizionale e comica “short form”, regala uno spettacolo più poetico, che alterna diverse emozioni agli spettatori, dal dramma alla commedia. Gli attori sono accompagnati sul palco da un musicista, Valerio Passi, che compone ed esegue con la sua chitarra musiche (sempre rigorosamente improvvisate) che forniscono suggestioni e atmosfere alle storie portate sul palcoscenico.

All’inizio della serata gli attori raccontano, uno per uno, un episodio di vita vissuta (da bambini o già adulti), suggerendo una morale diversa per ogni racconto, e poi chiedono al pubblico di rivelare un loro episodio che si lega a quegli stessi sentimenti. Così vengono fuori i quattro “titoli” che forniranno da spunto alla serata. Nascono storie più leggere e storie decisamente più toccanti, come quella che si ambienta in un’Italia distrutta materialmente e moralmente dalla guerra, una guerra che è anche civile, in cui si fronteggiano un partigiano condannato a morte e un gerarca fascista che deve eseguire la condanna. Ma ognuno dei due protagonisti, avvicinandosi all’ora del proprio diverso destino, ha bisogno di confrontarsi e di aprire un dialogo epistolare con la propria mamma.

Così, in una stessa serata a teatro, lo stesso attore può essere il gerarca fascista che in lacrime riesce a chiedere scusa a sua madre, oppure, in un altro mondo, un inserviente che aiuta il suo estroso padrone a riaggiustare cavalli zoppi, un bambino che odia le Fonzies e che vuol diventare astrofisico nucleare, un povero mendicante che alla fine compie un gesto estremo.

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