Intervista a Luca Di Fabio

LucaDiFabio
Il 1 Maggio 2016 uscirà l'album d'esordio di Luca Di Fabio, giovane cantautore che ha deciso di attraversare l'Oceano e raggiungere l'America per realizzare il suo sogno.

LucaDiFabio Il 1 Maggio uscirà il tuo disco d’esordio. Come mai hai scelto proprio la data del 1 maggio per farlo? Come ti senti al “debutto” del disco?
Piú di ogni altra cosa sono eccitato e non vedo l’ora.

Questo é il mio primo disco in assoluto: il primo progetto con piú di due o tre brani e ho voluto che all’interno del disco vi fosse un’idea che ricorre e sostiene l’impalcatura su cui ogni brano si regge.

Maggio é il mese perfetto per lanciarlo: l’ho registrato in due giornate lo scorso inverno e un lancio primaverile offre la possibilità sia al pubblico di avere tutto il tempo per assorbirlo sia me di iniziare a pensare al prossimo lavoro in base al suo responso.

In febbraio è uscito il singolo “I Found The Sun” che anticipa così il mood del tuo lavoro. Un brano che, personalmente, mi ha ricordato molto Jeff Buckley. Ti spaventa l’accostamento? O ti senti lusingato?
Mi spaventa solo perché le lusinghe sono la bestia più feroce da estirpare per un artista: c’é sempre il rischio di essere visto come il “nuovo Jeff Buckley”, se chi fa musica non ha il coraggio o l’inventiva per emanciparsi dall’effetto inebriante della lusinga.

Jeff Buckley é un genio e un modello, ma preferisco continuare ad essere il “vecchio me”, piuttosto che il “nuovo lui”, per poter avere una mia identità e farmi conoscere al pubblico per ciò che sono, non per ciò che qualcun altro è stato.

La tua musica solca i confini nazionali. Raccontaci della tua esperienza in America e della tua partenza dall’Italia.
L’America é stata una scommessa, l’ennesimo viaggio. Quello più lontano. Sono partito per vivere l’Inghilterra inizialmente, ma poi ho deciso di fare un altro passo e spostarmi a New York. Ero affascinato dalla varietà di culture, musicali e non, che si intrecciano in tutto il Paese e New York ne é la sintesi perfetta.

La creatività é parte integrante della vita di chiunque: persino l’agente immobiliare di sera si sfila la cravatta e sale su un palco a cantare una canzone o a recitare una poesia.

Ho diviso, e continuo a dividere, il palco e la strada con musicisti provenienti da ogni parte degli Stati Uniti e del mondo; e ogni persona che incrocio é un’ispirazione in più per la mia vita.

Qualche anticipazione sul disco? Come nasce? Quali altre canzoni, secondo te, faranno breccia nel pubblico?
Il disco raccoglie tutta la musica che ho scritto da quattro anni a questa parte. Ci sono brani che ho scritto a quattordici anni e altri che ho scritto un mese prima delle registrazioni.

Volevo segnare una fermata importante di un viaggio iniziato ormai anni fa e che mi ha portato a vivere esperienze straordinarie, come la scorsa estate quando, con un paio di amici, abbiamo preso un’auto e abbiamo girato gli Stati del Sud. Dodici giorni e undici concerti in undici città diverse, indimenticabile.

L’ultimo brano del disco racconta proprio questo, é un brano country che ho chiamato “Whiskey in the car”, e non penso abbia bisogno di ulteriori spiegazioni. LucaDiFabio

Le tue influenze musicali spaziano da Freddie Mercury a Jeff Buckley, passando per i Led Zeppelin, Tom Waits, Ella Fritzgerald e Sting. Un vero mix dove i più grandi della musica si sono cimentati. Cosa apporterà di innovativo Luca Di Fabio alla musica?
Una voce rock e una chitarra jazz. La mia ambizione é quella di portare qualcosa di diverso nella musica.

Ciò che é innovativo oggi verrà superato domani con, presumibilmente, qualcosa di ancora più  innovativo ancora. Ciò che é diverso, é diverso per sempre: sta al di sopra della linea del tempo.

Come vedi la musica italiana da New York? E come vivi la musica dall’altra parte dell’Oceano?
Uno dei motivi per cui ho lasciato l’Italia è perché,  se vuoi essere considerato, sei costretto, o per lo meno faresti meglio, a cantare in italiano. Il che é assolutamente appropriato, visto che é una delle lingue più musicali, ma io volevo spingermi oltre la mia lingua madre e fare una scommessa con me stesso: cantare inglese dove l’inglese si parla.

Dall’altra parte è anche un peccato voler usare la lingua inglese nel panorama italiano,  per dare al proprio progetto musicale un’impronta estera. Non nego, però, che ogni tanto mi esibisco in qualche vecchio brano  italiano e gli Americani,  mi creda, ne rimangono affascinati.

LucaDiFabioVerrai a promuovere il disco anche in Italia? Dove potremmo ascoltarti?
Non c’é ancora nulla di concreto in agenda, ma ho tutte le intenzioni di tornare a suonare in Italia la prossima estate. Anche qualora non trovassi un palco disposto ad ospitarmi, mi esibirò in strada, in mezzo alla gente, dopotutto non sarebbe la prima volta.

Luca Di Fabio è un cantautore italiano di 24 anni che ha lasciando il suo Paese natale per aprirsi a nuove conoscenze e a nuove esperienze formative, trascorrendo un periodo in Inghilterra, mentre ora vive a New York.

La sua musica è una commistione di suoni grezzi di rock ‘n’ roll e melodie e strutture armoniche che seguono una scia jazz e soul.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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