RICORDO DI PEPPE CALEO

OMAGGIO AD UN AMICO E PREGEVOLE MUSICISTA

Nel giro di pochi mesi abbiamo perduto con un solo, fatale colpo, un amico, un kissomane, un artista, un rocker, ma soprattutto una persona divertente.

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Dedico due righe a Peppe Caleo da Civitavecchia, vita stroncata qualche giorno fa da un malanno infame e già complicata da alcuni anni da una rara patologia che lo aveva reso quasi cieco.

A parte il suo curriculum artistico (batterista, autore, talvolta cantante ed elemento fondatore degli Psyco, ultimi progetti Wicked Starr e collaborazioni radiofoniche) voglio ricordare per sempre la sua giovialità a prescindere.

Ho condiviso con lui qualche spettacolo dei KISS e ne era sempre ammaliato almeno quanto me. L’ho visto seduto alla batteria, una furia: nonostante i problemi di vista, a lui bastava sedersi e prendere le bacchette in mano, poi sembrava tirare a indovinare… e indovinava sempre!

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Dal punto di vista personale lui era, nonostante la distanza, l’onnipresente di molte serate rock romane, spesso con l’incubo del ritorno a casa a notte fonda, dovendosi barcamenare tra treni ed improbabili bus notturni, non potendo guidare… Un paio di volte io stesso, ancora senza famiglia, l’ho volentieri riportato nella sua Civitavecchia.

Il mio ricordo di lui più divertente si colloca nell’aprile 1996, io, lui ed Emanuele di ritorno da una KISS Convention con la mia Fiat Uno dell’epoca, che, nei pressi di Parma, non avendo altro da fare, fonde il motore.

Vi lascio immaginare il mio umore: un paio di chilometri a piedi per chiamare il soccorso (non era tempo di telefoni cellulari), motore da rifare, un paio di milioni delle vecchie lire da trovare e treno per Roma da raggiungere in qualche modo, oltre alla bega di dover tornare poi da solo a Parma e riprendere la macchina riparata.

Una mazzata per il sottoscritto, al tempo povero studente squattrinato (ora sono squattrinato lo stesso ma non più studente). Eppure Peppe, con le sue battutine e il suo linguaggio talvolta colorito in quel suo romanesco un pò ibrido, lui non proprio romano trasteverino ma di provincia, è riuscito nella circostanza nell’impresa di strapparci più di una risata, un pò parlando degli stessi KISS, un pò ironizzando sulla nostra sfiga.

Nello scatto qui a fianco, datato 21 giugno 1996, fa capolino mentre io mi fotografo con Bruce Kulick dei KISS…

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Non ci vedevamo spessissimo, io e Peppe, complice la distanza, ma sempre con piacere. Al nostro ultimo contatto, qualche mese fa, molto prima dell’irreparabile, mi diceva di attendere un appuntamento con lui a Roma per “consegnarmi qualcosa”… forse qualcosa che aveva registrato e voleva farmi ascoltare, forse qualche idea che covava e voleva sottopormi, chissà!

Quell’appuntamento non ha avuto tempo di compiersi, di lui mi resta il sorriso da gigante buono e un messaggio telefonico del 22 ottobre 2013, data di nascita dei miei gemelli, che recita “Due nuovi rocker con noi… Auguri!”.

Auguri anche a te per questo viaggio prematuro, e speriamo che anche in Paradiso ci sia rock… Ciao Peppe!

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1 Comment

  • Conoscevo Giuseppe ero nella sua comitiva a P di Spagna a 19 anni abbiamo fatto una vacanza insieme a Riccione e sono rimasta malissimo dalla notizia, non ci sentivamo da almeno 20 anni ma lo ricordavo sempre come Er Marmitta un saprannome che gli avevano dato in comitiva perché aveva avuto un gesso alla spalla a forma di marmitta! Era una forza della natura costante nelle sue passioni che ha sempre portato avanti nonostante la quasi cecità iniziata a circa 22 anni!! Ironizzava anche su quello e su se stesso e ti metteva sempre a tuo agio con grande coraggio!!

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