Daje e Daje… L’Amore vince sempre

spettacolo
Altre due date per questa divertente commedia, che sa coinvolgere il pubblico in modo vivace e sfrontato

Roma, Sala RomaTeatri, 14 maggio 2016

Scritto e diretto da: Alessandro Tozzi e Max Lucamarini
Personaggi ed interpreti in ordine di apparizione:
CESARE: Alessandro Tozzi
AMMINISTRATORE: Donatella Perna
INESE: Luisa Cimarra
GENNARINO IL PORTIERE: Giovanni Sestili
IGNAZIO: Mimmo Carbonara
CARLOTTA: Max Lucamarini
LOCANDINA: Isabella Ferrante
UFFICIO STAMPA: Sara Di Carlo
Date: Venerdi 13 Maggio 2016 ore 21 e Sabato 14 Maggio 2016 ore 21, presso la Sala RomaTeatri, Via Gina Mazza 15, Roma (zona Rebibbia – Casal de’ Pazzi)

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©Reportace – Giovanni Sestili con Mimmo Carbonara

Sinossi: Quartiere popolare di Roma, un cestino pieno di cibarie, un uomo che aspetta la sua donna che si sta facendo bella… sembra tutto pronto per una gita domenicale ma… all’improvviso… scatta l’ora delle rivelazioni!
Entrambi hanno qualcosa da confessare. E cosa, se non le corna, da sempre croce (le proprie) e delizia (quelle altrui) dell’esistenza, fonte inesauribile di risate ma anche di riflessione sulla meschinità umana?
Ne uscirà una rissa generale? Un dibattimento in Tribunale?
Chi vivrà vedrà… anzi, chi vedrà saprà!

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©Reportace – Il cast dello spettacolo si scatena!

Andare a vedere il primo spettacolo promosso dall’associazione culturale SUL PALCO ha rappresentato senz’altro un’emozione aggiuntiva, per chi come il sottoscritto tale realtà l’ha vista nascere. E il trovarsi ora a scriverne potrebbe essere, proprio per questo, la causa di un lieve imbarazzo. Sarà mica conflitto di interessi? Suvvia, non scherziamo: nel paese che ha visto un nano voglioso e miliardario tenere le mani in pasta ovunque per anni, senza alcun ritegno, farci noi degli scrupoli per qualcosa del genere ci renderebbe simili a quegli scalcinati personaggi che Totò e Peppino, nelle loro pellicole comiche, amavano interpretare. Per evitare questo effetto da “banda degli onesti”, diciamo invece che assistere a Daje e Daje… L’Amore vince sempre in una cornice così genuina, popolaresca, come quella offerta dalla Sala RomaTeatri, ha significato per noi un’esperienza vivace e oltremodo esilarante, grazie alla verve e ai modi scanzonati espressi dagli attori sul palco.

©Reportace - L'inarrestabile Max Lucamarini con Luisa Cimarra
©Reportace – L’inarrestabile Max Lucamarini con Luisa Cimarra

Peraltro conoscevamo già la ruspante vena umoristica di Alessandro Tozzi e Max Lucamarini, per via di qualche performance cabarettistica cui avevano dato precedentemente vita. La curiosità era ora quella di vedere come se la sarebbero cavata con un testo più complesso, ossia con un’autentica commedia piena di equivoci scritta da loro, per essere interpretata assieme ad altri personaggi. Qualcosa di più corale e articolato, insomma. L’impressione, positiva, è che i due abbiano riportato quell’amore condiviso per gli sketch più assurdi, surreali e maliziosi, in una rappresentazione che lascia il tempo di affezionarsi ai personaggi, che consente di seguire la classica storiella di corna e di gelosie, pur proponendo di continuo fughe verso il nonsense, verso la demenzialità di situazioni che spesso sono piccoli siparietti musicali a risolvere.

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©Reportace – Alessandro Tozzi terrorizzato dall’amministratore Donatella Perna

Nel mettere a punto ciò gli scatenati Ale e Max hanno poi trovato dei degni compari. Luisa Cimarra, Donatella Perna, Giovanni Sestili e soprattutto Mimmo Carbonara, uno Ignazio i cui modi altezzosi e un po’ fuori dal tempo creano contrasti comici ineccepibili con l’ambiente più borgataro dove la vicenda ha luogo, regalano ognuno una serie di tic fisici e verbali, di pose macchiettistiche, di atteggiamenti sopra le righe, il cui reiterarsi è fonte pressoché inesauribile di risate. Ma il riso tende a dilagare copiosamente soprattutto quando è in scena “Carlotta”, ovvero un Max Lucamarini che nei panni grotteschi di questo improbabile donnone dà sfoggio, sia a gesti che a parole, di una verve irresistibile. Lode al suo scanzonato trasformismo! Sono un po’ tutti, in realtà, a reggere bene l’impatto col pubblico, lo si nota anche da quelle estemporanee interazioni con la platea che sono certi passaggi dello spettacolo o magari qualche piccolo incidente con le musiche, fatte partire non sempre coi tempi giusti, a propiziare, facendo così emergere quel gusto per l’improvvisazione qui piuttosto sentito. E tra quelli più a loro agio vi è senz’altro lui, Alessandro Tozzi, che gioca a vestire i panni dell’immaturo, del rockettaro eternamente innamorato dei Kiss, giovandosi anche di una scenografia che tra panni del Subbuteo affissi alla parete e gagliardi poster musicali sembra quasi fare da eco al personaggio. Si ride molto, insomma, e lo si fa anche per le pieghe più folli e inaspettate che può prendere, da un momento all’altro, questa vivacissima sarabanda.

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